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Le pagelle. Moscardelli e Carrozza meglio degli altri. Squadra spaccata in due per 45'

La sconfitta contro la Fidelis Andria ha dimostrato quanto ancora mister asta debba lavorare per dare una fisionomia tattica e una personalità vincente alla sua squadra. Surraco ha qualità, ma senza la sua copertura difensiva il 4-3-1-2 è un boomerang

Moscardelli al tiro (foto Chilla).

LECCE - L’entrata in campo di Benassi (5,5) per la fase di riscaldamento provoca i fischi del settore occupato dagli ultras. E quando, dopo cinque minuti dall’inizio della gara, arriva il goal di Onescu si capisce che non è la sua giornata migliore. Non che abbia particolari responsabilità sui goal, ma non è facile gestire una situazione psicologica complicata anche dalla nuova richiesta di squalifica da parte del procuratore federale. Nel concitato finale difende l’orgoglio leccese fiondandosi per primo sul provocatore Strambelli.

Nell’azione del vantaggio andriese ci sono almeno due errori: Suciu (4,5) non si oppone con la giusta determinazione al cross da sinistra, mentre Liviero (5,5) si schiaccia troppo su Gigli (5) al centro dell’area piccola lasciando Onescu libero di colpire a rete. Non brillante nemmeno il ritorno di Camisa (5) in giallorosso: il centrale è protagonista di un paio di passaggi a vuoto e, soprattutto, tiene in gioco Grandolfo in occasione del raddoppio. Anonima la prestazione di Lo Bue (5).

Capitan Papini (5,5) corre (troppo spesso da solo) e lotta, anche con qualche ruvidità, ma non trova la porta nell’unica vera occasione per il pareggio, un minuto dopo il goal del 2 a 1. Pessina (5,5) ha solo 18 anni e merita quindi più attenuanti dei compagni: non manca di personalità e di visione di gioco, ma per questo girone serve il doppio del temperamento. Surraco (5,5) ha doti tecniche evidenti, una sufficienza non sarebbe forzata, ma se non aiuta in fase difensiva il modulo che lo vede dietro le due punte centrali può diventare un problema.

Moscardelli (6) ci mette cuore e gambe, trova il goal ma non ancora l’intesa con il compagno di reparto Curiale (5,5) che resta ai margini per lunghi tratti della gara, ma quando riesce a partecipare alla manovra si fa sentire: sua una clamorosa doppia occasione nel primo tempo.

Tra i subentrati è Carrozza (6) a farsi notare sulla corsia sinistra, anche perché ha un tempo a disposizione nel quale il Lecce si dispone con il 4-4-2. Lepore (5) sbaglia qualche passaggio di troppo  e Vecsei (s.v.) scende in campo quando la squadra oramai non ne ha più.

Mister Asta (5) corre il rischio di puntare per una frazione intera sul 4-3-1-2 che lascia troppa superiorità agli avversari: la linea mediana annaspa e la squadra resta spezzata in due tronconi. All’intervallo il suo Lecce è già sotto di due e, con le gambe ancora imballate, e un assemblaggio dei componenti ampiamente da perfezionare, la variazioni tattiche non producono, se non parzialmente il risultato sperato. Con Freddi, Cosenza, Salvi e De Feudis a disposizione potrà trovare quell’equilibrio tattico e mentale che è palesemente mancato.

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