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Le pagelle. Il Lecce ritrova anche il guastatore Salvi, il man of the match è Lepore

Mister Braglia lancia dall’inizio il mediano romano, ricevendo in cambio 60 minuti di sostanza. E’ lui che lancia l’azione del primo goal. La seconda marcatura arriva dall’inesauribile calciatore, punto fermo nelle scelte dell’allenatore

Stefano Salvi.

LECCE - Perucchini (6), a parte un gran volo su bolide di Parisi, ha svolto lavoro di ordinaria amministrazione, ben protetto dalla difesa dove Freddi, Cosenza e Abruzzese (6,5) meritano un voto uguale per la compattezza con la quale hanno blindato il reparto.

Legittimo (6) è tornato, dopo il mezzo passaggio a vuoto di Agrigento, su discreti livelli mentre Lepore (7), con la punizione che è valsa il 2 a 0, si è guadagnato la palma di migliore in campo: non fosse altro per i chilometri che macina, merita il condono  per errori di misura che sembrano evitabili.

2015-12-05 18.29.57-2Papini (6,5) sta bene e si vede: si fa rispettare pur trovandosi spesso in inferiorità numerica e “sporca” molte ripartenze degli avversari, senza rinunciare a dare il suo contributo in fase di costruzione della manovra.  Al suo fianco si rivede Salvi (6) che non ha una partita intera nelle gambe, ma la testa è sempre quella del guastatore incallito: il primo goal è soprattutto merito suo, perché recupera la palla disarcionando Parisi e lancia Curiale in contropiede.

Surraco (6,5) si sta ben adattando al ruolo che Braglia gli ha assegnato: quello di agire come terzo di centrocampo, ma con maggiori libertà di assistenza agli attaccanti. Ancora una volta riesce ad andare in rete. Moscardelli (6) colpisce un palo sullo 0 a 0, sbaglia l’occasione del raddoppio, si intestardisce palla al piede ma ci mette sempre una generosità fuori dal comune. Curiale (6,5) cresce a vista d’occhio: corre tanto, aiuta i compagni, serve l’assist a Surraco e sfiora la marcatura con un gran tiro dal limite dell’area. Commette anche degli errori, ma ci sta.

De Feudis (5): rivedere le azioni al replay è utile per modificare le prime impressioni. Nel caso che lo ha visto espulso, il suo fallo non è semplicemente di ostruzione ma è commesso con il piede a martello contro la tibia dell’avversario. Il rosso ci sta. Doumbia (6), svolge con disciplina il compito che Braglia gli affida al 70’, quando rileva Moscardelli: tenere alta la squadra, coprire le avanzate degli esterni messinesi, quindi correre più che può. Per Diop (s.v.) solo i minuti di recupero.

Braglia (7): sesta vittoria su otto partite, c’è poco da dire sul piano dell’efficacia. Il suo Lecce è lontano dai canoni estetici dei raffinati intenditori, ma la vittoria contro il Messina è particolarmente sua. Perché azzecca le mosse iniziali e vince la partita a scacchi contro il collega di Napoli. Se il primo tempo è privo o quasi di colpi di scena è perché l’obiettivo principale è quello di non prestare il fianco delle rispettive debolezze.

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