Martedì, 15 Giugno 2021
Sport

Pochi lampi per i tre attaccanti. Nella fase difensiva troppi affanni

Nella trasferta in terra calabrese sono appena in tre a guadagnarsi la sufficienza. Da Caturano, Torromino e Doumbia solo sporadici spunti. Si fa sentire l'assenza di Pacilli

Pasquale Padalino.

LECCE – Cosa si può rimproverare a una squadra in testa alla classifica grazie a sei vittorie e due sconfitte? Molto poco, verrebbe da dire.

Ma nel pareggio di Vibo Valentia sono emersi con più chiarezza alcuni difetti, strutturali e mentali, che già in qualche precedente apparizione avevano fatto capolino. Il fatto che nel reparto offensivo non ci siano soluzioni per aumentarne il peso, quando serve (nella zona centrale) rappresenta un problema e c’è poco da fare fino al mercato di riparazione. L'assenza di Pacilli si è fatta sentire perché ha privato il reparto di quella dose di necessaria imprevedibilità che l'ex della Cremonese sa dare.

Preoccupa però di più l’atteggiamento con il quale il Lecce ha gestito la gara. Graziato una prima volta, ha commesso lo stesso errore: dopo aver subito il goal su punizione, ha trovato subito il nuovo vantaggio con Lepore ma non ha saputo incrementarlo e nemmeno conservarlo. Da questo punto di vista Padalino (voto 5,5) deve reagire: il suo è un calcio esigente, dispendioso e lasciare che la squadra vada troppo spesso - per prudenza o supponenza - sotto il giusto numero di giri al motore significa correre dei rischi.

E’ stata certo una giornata negativa per Bleve (5), che dopo una serie di prestazioni notevoli, torna con i piedi per terra. Una respinta su Saraniti è provvidenziale, ma su entrambi i goal dell’attaccante calabrese il portiere non è esente da responsabilità: poco reattivo sulla punizione, precipitoso nel cercare la palla tra i piedi di Cogliati quando questi era già sulla linea di fondo nell'occasione che è valsa il penalty.

Ciancio (5,5) spinge molto meno di quanto potrebbe, quasi nulla. Eppure quando parte in progressione non ha rivali. E’ molto preoccupato dalla consegne difensive e anche per questo il Lecce sulla corsia sinistra si fa vedere solo a sprazzi (dall’80’ Contessa, che entra quando c’è ben poco da fare). L’intesa con Torromino dovrebbe rendere di più. Dall’altra parte c’è Vitofrancesco (6) che, a differenza delle prime partite, si fa vedere di più in fase di sovrapposizione (dall’85’ Drudi, giusto il tempo di farsi ammonire). Giosa e Cosenza (5,5) arpionano e respingono un mucchio di palloni, ma vanno in difficoltà contro Saraniti in diverse circostanze: con tutto il rispetto per il capitano vibonese, i due centrali avrebbero dovuto troncare ogni sua velleità.

A centrocampo Mancosu (6,5) appare il più lucido: a parte il goal, sul quale è decisiva la deviazione di Giuffrida, il cagliaritano si fa trovare dai compagni, non spreca passaggi e si sacrifica anche in copertura fino all’ammonizione (al suo posto dal 70’ Fiordilino, senza voto). Lepore (6) firma una splendida punizione, è protagonista di alte due occasioni e mette al centro palloni interessanti. E’ però in fase di ripiegamento che appare in ritardo e col passare dei minuti sempre di più. Arrigoni (5,5), da parte sua, ha offerto prestazioni migliori di quella odierna: non che sfiguri, ma se risulta appannato è anche perché si ritrova spesso piuttosto solo contro un numero superiore di avversari.

Per Torromino e Caturano vale lo stesso voto (5,5): non possono essere due lampi, per quanto illuminanti, a poter sempre lasciare il segno. A loro è richiesta una presenza maggiore nel vivo del gioco. Nemmeno Doumbia arriva alla sufficienza, sebbene sia molto più partecipe della manovra: come molte altre volte, sembra perdersi nel momento in cui potrebbe fare la differenza. E questo vale nella singola azioni, ma anche per la prestazione in generale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pochi lampi per i tre attaccanti. Nella fase difensiva troppi affanni

LeccePrima è in caricamento