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Papini scalpita per guidare la battaglia: "Se mi scelgono, io mi sento pronto"

Il centrocampista si appresta a vivere la terza stagione in giallorosso e questa volta potrebbe farlo indossando la fascia di capitano. In conferenza stampa ha spiegato perché ha deciso di prolungare il suo legame con il Lecce, rifiutando offerte importanti

Romeo Papini.

LECCE – All’inizio del terzo anno in giallorosso, Romeo Papini si presenta in sala stampa con il volto sornione di chi sa di aver fatto una scelta di vita. A 32 anni ha deciso di vincolarsi fino al termine del 2017 con il Lecce, trovando subito l’intesa per il prolungamento del contratto con la nuova proprietà.

I tifosi leccesi hanno imparato ad apprezzare subito le sue doti: generosità sul piano caratteriale, grande agonismo e anche doti tecniche che ne fanno un calciatore piuttosto completo e con un buon feeling con la porta avversaria. E’ naturalmente uno dei candidati per la fascia di capitano e la prospettiva non lo coglie impreparato:  “E’ chiaro che sarebbe un onore, questo ci tengo a dirlo. Sono scelte che spettano a società e allenatore, ma se dovessero puntare su di me, io mi sento pronto”.

Ha ricevuto offerte allettanti, di quelle che non sono affatto scontate per un centrocampista della sua età, ma la sua volontà è sempre stata quella di rimanere. Aspettava solo un cenno dai dirigenti e quando lo ha ricevuto ha chiuso la porta ad ogni ipotesi di trasferimento, pur sentendosi gratificato di essere oggetto di attenzione da parte di più squadre: “Pensavo di non avere così tanto mercato, ho avuto diverse richieste ma volevo restare qui. Dicevo al mio procuratore di non chiamarmi più: il Matera all’inizio del mercato faceva pressione, il Benevento mi ha fatto un’offerta importante. Ma in questo momento della mia vita per come mi trovo bene qui e dopo aver parlato con la società ho pensato che non c’era posto migliore di Lecce”.

Importante è stata anche la volontà di riscattare un'annata storta: “Quando si gioca in una piazza come questa, le componenti che determinano una scelta sono tante. Per me ha pesato innanzitutto lo spirito di rivalsa per una delusione che mi porto dentro dalla passata stagione, per la quale sono stato male. Io sono qui per migliorare quello che abbiamo fatto lo scorso anno, ma stavolta lo faremo un passo alla volta: non dobbiamo pensare all’obiettivo finale ma prima al ritiro, a farlo bene, e poi al campionato, una volta finito il calciomercato”.

Il primo contatto con la nuova società è stato quello con Stefano Trinchera:  “Come ti devo chiamare, direttore o Stefano?”, questa la domanda che Papini ha rivolto via sms al nuovo ds giallorosso con il quale ha condiviso un’esperienza alla Ternana:  “Abbiamo vissuto momenti anche difficili, Stefano era uno dei più anziani. Già allora ci capivamo al volo. In questi anni abbiamo sempre mantenuto un buon rapporto, ci siamo scambiato informazioni su alcuni giocatori: quando ero a Carpi gli ho segnalato, mentre lui dava una mano a Romualdo Corvino, due calciatori – uno è Gagliolo - che allora non venivano impiegati molto, ma che adesso saranno titolari in serie A”.

Positivo l’impatto con il nuovo tecnico, Antonino Asta: “C’è sempre uno scambio tra noi calciatori quando si cambia allenatore. Mi hanno parlato bene di lui, ieri ci ha fatto un discorsoo e mi sembra un allenatore con idee già chiare: vuole un calcio offensivo, chiede ai centrocampisti delle cose che a me piace fare”.

Papini ha anche ribadito il suo ottimo rapporto con la famiglia Tesoro che lo aveva voluto al Lecce: “Conoscendo Tesoro, dopo la conferenza di febbraio in cui aveva annunciato l’intenzione di cedere, non ci avevo creduto molto, poi ci ho parlato a quattro occhi verso la fine della stagione e ho capito che aveva bisogno di cambiare. A lui piace il calcio e sono convinto che un giorno continuerà ad occuparsene in altri posti”.

Con la fascia di capitano o no, sarà lui uno dei protagonisti dello spogliatoio nel quale ritrova, salvo clamorose sorprese, due romani come lui, con i quali ha legato molto, Stefano Salvi e Davide Moscardelli. Il primo è in attesa che il suo procuratore e Trinchera trovino un accordo per il prolungamento del contratto, in scadenza nel prossimo giugno. Con questi tre pilastri l'organico a disposizione di Asta parte con buone credenziali. 

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