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Papini ringrazia i tifosi e rilancia: “Dobbiamo riportarne allo stadio ancora di più”

Il Lecce ha ripreso ad allenarsi dopo una settimana di stop. In conferenza il capitano dei giallorossi ha commentato con soddisfazione il dato sugli spettatori, secondo solo a quello del Catania, ma ha dichiarato di puntare a migliorarlo

Papini e compagni festeggiano dopo la vittoria con il Benevento.

LECCE – Finite le vacanze di Natale, i calciatori del Lecce si sono ritrovati allo stadio di Via del Mare per riprendere ad allenarsi.

Per tre giorni Papini e compagni effettueranno quello che si definisce un “richiamo” della preparazione fatta in estate. Poi una breve pausa per festeggiare la fine dell’anno e quindi di nuovo in campo in vista dell’ultima partita del girone di andata, la trasferta in terra laziale contro i Castelli Romani, fanalino di coda. Il Lecce riparte dal terzo posto e dal meno quattro rispetto alla capolista Casertana.  

Nei prossimi giorni il mercato entrerà nel vivo: bisogna sfoltire la rosa e allo stesso tempo migliorarne la qualità e l’assortimento. E’ chiaro che le voci su eventuali movimenti, in entrata e in uscita, sono una variabile che rischia di condizionare il lavoro. Oggi mister Braglia ha diviso l’organico in due gruppi: di uno facevano parte tutti coloro che sono scesi in campo contro il Benevento nell’ultima partita, vinta in rimonta per 2 a 1.

Al termine della seduta del mattino - un'altra è prevista alle 15 a Martignano - si è presentato davanti ai microfoni il capitano, Romeo Papini, al quale è stato chiesto quale sia l’umore tra i compagni: “Il nostro approccio è quello di una squadra che sa di aver fatto buone cose, ma anche di dover migliorare. Posso dirlo da capitano: quest’anno vedo un gruppo di uomini”.

Uan costante del suo Lecce sembra essere quella di soffrire e vincere di misura. Eccezion fatta per la gara di Agrigento vinta per 3 a 1, i giallorossi si sono infatti sempre imposti con un goal di scarto: “Il nostro allenatore ha portato una mentalità fondata sulla concretezza che in questa categoria è la base. Soprattutto fuori casa le partite si decidono sugli episodi: una rimessa battuta velocemente, un contrasto. Certamente Braglia è un ottimo motivatore”.

Del 2015 porterà con se due ricordi in particolare: la sconfitta di Melfi, nel girono di ritorno dello scorso campionato, che di fatto segnò l’addio alle speranze di agganciare i play-off e il giorno in cui la società gli ha comunicato che sarebbe stato il capitano del nuovo corso: “Dopo quella partita ho capito che per vincere il torneo di Lega Pro non basta giocare bene a calcio”.

Per fortuna quel momento, sportivamente drammatico, è alle spalle. Da giugno il Lecce ha intrapreso una rifondazione, di certo piena di insidie e non priva di passi falsi, ma un risultato intanto è acquisito: nelle otto giornate disputate in casa è stato eguagliato il numero di spettatori complessivi della scorsa stagione (17 match), con una media di poco inferiore alle 9mila unità.

Solo il Catania, considerati tutti i tre i gironi, ha fatto meglio: “Il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare a 11, 12mila spettatori a partita. I tifosi ci stanno dando una grossa mano, soprattutto quelli della Curva Nord: in tre o quattro occasioni il loro supporto in momenti di difficoltà è stato fondamentale, penso per esempio alla gara contro il Monopoli”.

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