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Riparte “Calcio senza confini”: 28 squadre insieme contro il razzismo

Al via la quinta edizione del torneo di calcio a 9 che si disputa sul campetto dell'ex ospedale psichiatrico di Lecce. Da marzo a luglio si gioca all'insegna del fair play, per sradicare i pregiudizi e sconfiggere la marginalità sociale

Un'azione del match d'esordio.

LECCE – Ha preso il via, sul campetto dell’ex ospedale psichiatrico di Lecce, la quinta edizione di Calcio senza confini, organizzato dall’associazione culturale Bfake con il sostegno, da quest’anno della Uisp e con la collaborazione della Asl di Lecce, che mette a disposizione la struttura.

Si tratta di un torneo non competitivo di calcio a 9 al quale partecipano 28 formazioni, provenienti dal capoluogo e dalla provincia. Le prime due edizioni sono state vinte dal Real Montenegro, squadra dei ragazzi del campo rom alle porte della città, la terza dai Kapu Vacanti di Gagliano del Capo e quella dello scorso anno dagli esordienti del Campari Surbo che hanno disputato nel pomeriggio di oggi la prima partita di questa stagione, imponendosi sul Brasile per 8 a 4.

Alcune formazioni sono espressione di comunità da tempo presenti sul territorio – come lo Sri Lanka e Africa United -, altre esprimono l’associazionismo locale, tutte la voglia di condividere non solo una dimensione sportiva ma un progetto di mediazione e integrazione culturale, contro ogni forma di razzismo che, se in una città come Lecce non assume quasi mai dimensioni di emergenza, sopravvive latente nel pregiudizio e nella marginalità.

Nel corso degli anni la manifestazione è cresciuta per numero di partecipanti ed è divenuta oramai un appuntamento fisso per chi, nella città, ha voglia di essere protagonista anche semplicemente come pubblico di una delle più belle esperienze di comunità che la città ricordi: c'è musica e non mancano le iniziative specifiche come mostre fotografiche e incontri. Sebbene nessuno giochi per perdere, il regolamento è piuttosto severo dal punto di vista del comportamento in campo ed anche una semplice azione di ostruzionismo sul rinvio del portiere può essere sanzionata. Perché il messaggio principale è che non ci si diverte senza rispetto.

Calcio senza confini, del resto, è un’operazione socio-culturale di più ampia portata, che ha espresso, per la prima volta, una squadra – lo Spartak Lecce - che è stata iscritta alla Terza categoria della Figc e che sta disputando ora le ultime partite del campionato. Certo, la classifica è deficitaria, ma alcuni obiettivi sono stati già raggiunti come l’introduzione del terzo tempo a fine partita, con tanto di aperitivo a bordo campo per entrambe le squadre, oppure come il pallone ceduto agli avversari dopo il calcio d’inizio. Buone pratiche che hanno riscosso prima la curiosità e poi il consenso delle altre formazioni, che si comportano di conseguenza. Calcio senza confini si disputa ogni sabato e domenica, da oggi al mese di luglio.

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