menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Gabriel esulta (foto A.Scuro).

Gabriel esulta (foto A.Scuro).

Lampo di Stepinski, poi Gabriel para il rigore di Menez: espugnata Reggio

Il Lecce vince grazie al gol del suo attaccante e al portiere che intuisce la traiettoria della massima punizione concessa per un errore arbitrale. Match molto sofferto, Coda espulso per doppia ammonizione

LECCE - Ha ragione probabilmente Corini, a fine gara, nel dire che il Lecce una gara così non l'aveva ancora vinta quest'anno. Tesa, ruvida, continuamente interrotta dai fischi dell'arbitro, Volpi di Arezzo, la partita è stata sbloccata al 28' da un colpo di tacco di Stepinski, deviato da Delprato sul primo palo. 

Nel secondo tempo Gabriel, che già nel primo tempo, aveva dimostrato di stare sul pezzo, ha messo il suo sigillo sul risultato neutralizzando un calcio di rigore calciato da Menez, che era subentrato all'infortunato Rivas. Anche il Lecce aveva dovuto effettuare il primo cambio in anticipo sui piani perché Dermaku aveva accusato un problema muscolare al 33' del primo tempo.

Su questo episodio va aperta una parentesi perché dopo l'assenza del calciatore per Covid, non è il primo inconveniente di questo tipo: è evidente che il nuovo coronavirus ha in qualche modo reso più vulnerabile un fisico che durante una intera carriera si era contraddistinto anche per l'integrità. Dal momento che non è dato sapere se l'attuale fragilità sarà superata in tempi brevi, è opportuno l'inserimento nell'organico di (almeno) un altro centrale di difesa, esperto, pronto all'agonismo: per fortuna pare che sia la volta buona per l'arrivo di Pisacane, dal Cagliari.

Meccariello, dirottato in panchina per far spazio alla coppia Lucioni-Dermaku, era stato dunque buttato nella mischia già nel primo tempo. Nel secondo, al 65', ha praticamente respinto sulla linea di porta un colpo di testa di Loiacono che aveva scavalcato Gabriel. 

La gara era iniziata con un Lecce contratto e una Reggina più propositiva. Al 20' un tiro di Rivas era stato smorzato involontariamente da Dermaku con l'interno coscia e nell'occasione i calabresi avevano invocato il rigore, senza fondamento. Poco prima Stepinski aveva mandato il primo squillo, calciando con potenza ma senza precisione. Il vantaggio è nato su una iniziativa dei giallorossi sulla parte destra del fronte di attacco: Henderson è bravo a tenere vivo un lancio di Lucioni, Coda appoggia per Adjapong che rientra sul destro e serve verso il centro un cross basso che Stepinski, con un colpo tecnicamente di alta scuola, trasforma in gol: è molto probabile, va ribadito, che anche senza la deviazione di Delprato la stoccata di tacco sarebbe finita in porta, ma sul secondo palo, dove era magistralmente indirizzata. Prima dell'intervallo anche Coda era riuscito a guadagnarsi la sua buona opportunit, calciando però di poco fuori al termine di una azione insistita. 

Nella ripresa il tecnico dei calabresi, Baroni, ha dovuto subito fare ricorso a una sostituzione: dentro Denis per Charpentier, anche lui infortunatosi. Al 52' l'episodio che ha rischiato di cambiare la storia del match: Situm effettua un cross morbido, dal versante destro del fronte d'attacco, Meccariello non arriva di testa sul pallone che finisce sulla spalla di Lucioni che respinge e riparte. Il direttore di gara, appostato nelle vicinanza, indica il dischetto. Le immagini smentiranno lui e il quarto uomo che si concede pure di confermare a mister Corini la decisione del suo collega. Per fortuna del Lecce ci pensa Gabriel a smorzare gli entusiasmi dei padroni di casa. 

I salentini, scampato il pericolo, cercano di alleggerire la pressione: Majer e Listkowski prendono il posto di Henderson e Bjorkengren e la squadra di Corini, pur con tutti i suoi limiti di giornata, sembra poter gestire il corso degli eventi. Non è proprio così perché al minuto 66 Coda, già ammonito, rimedia il secondo cartellino giallo: l'attaccante apre il braccio sinistro, è vero, ma il suo movimento non è "cattivo" nei confronti dell'accorrente Delprato che rimedia una ferita all'arcata sopracciliare. Il fischio arriva in ritardo avvalorando la sensazione che l'arbitro ci abbia pensato su, magari valutando col senno del poi. Il Lecce resta in dieci e Coda, domenica prossima, guarderà la sfida con l'Empoli dalla tribuna. 

Baroni ci prova allora col 4-3-3 dopo l'ingresso di Bellomo per Loiacono e di Micovschi per Situm. In inferiorità numerica il Lecce si predispone all'assedio durante il quale la Reggina sfiora tre volte il pari: all'80 con Liotti, il cui tiro termina sull'esterno della rete; con Micovschi all'83', con deviazione di Tachtsidis che imprime alla traiettoria una parabola che si spegne appena oltre la traversa; con Cionek sugli sviluppi del calcio d'angolo: di poco fuori il colpo di testa del polacco. Al 90' poi, esecuzione centrale, sempre di testa, di Bellomo, parata da Gabriel. Intanto Corini aveva mandato in campo anche Dubickas per Stepinski e Calderoni per Mancosu (81').

Dopo quattro minuti di recupero il triplice fischio finale: il Lecce ottiene tre punti preziosi portandosi a quota 29, insieme alla Spal che lunedì sera affronta la Reggiana. In attesa della gara tra Empoli e Salernitana, in programma domani sera, la classifica vede i toscani a 34, il Cittadella a 33 (e una gara in meno), i campani a 31 con il Monza; a 27, poi, ci sono il Chievo (due gare da recuperare) e il Pordenone.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LeccePrima è in caricamento