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Il Lecce è alle corde: incassato il terzo gol (foto A.Scuro)

Il Lecce è alle corde: incassato il terzo gol (foto A.Scuro)

Passo indietro del Lecce: poca personalità, ne prende tre dal Brescia

Nella terza giornata di campionato i salentini annaspano in terra lombarda. Sull'1 a 0, però, annullato il pari di Meccariello: giornata infelice anche per la terna arbitrale. Mercoledì match contro la Cremonese

LECCE - A Brescia il Lecce rimedia una batosta pesante che deve servire subito a ricordare cosa è la serie B italiana: 3 a 0 per le rondinelle con doppietta di Ndoy e gol nel finale di Aye. Male i giallorossi, quasi tutti, e arbitraggio mediocre: il gol di Meccariello, che può valere l'1 a 1, viene annullato per un off side inesistente, ma se nella circostanza è l'assistente a prendere una tranvata, nel complesso la direzione di Di Martino fa acqua con una condotta che consente ai masaniello di casa - Dessena e Sabelli su tutti - di fare la voce grossa come in un campetto di periferia. Inesistente, per giunta, l'ammonizione di Calderoni. 

Perché il giudizio sull'arbitraggio non suoni come alibi, va precisato subito che la squadra di Corini ha registrato due passi indietro: uno sulle individualità, un altro nell'organizzazione di gioco. Majer fa quel che può, ma le verticalizzazioni non fanno parte del suo spartito, Henderson e Bjorkengren sono troppo timidi nel sostegno anche se non certo da bocciare. Meglio Zuta di Calderoni sulle fasce, instabile la coppia di centrali formata da Lucioni e Meccariello, sempre isolato Stepinski, piuttosto stanco Listkowski dopo gli impegni con la Under 21 della Polonia, intermittente Falco dal quale è lecito attendersi di più. Troppo poco, insomma, per tirarne fuori qualcosa di davvero consistente. Pesano, e si vede, le assenze di Mancosu e Tachtsidis, ma anche la quarantena di Adjapong ha tolto al Lecce una pedina di gran movimento. 

Il Brescia ha vinto giocando di rimessa, mettendoci più "garra" e sfruttando le fragilità del Lecce, leggero nella contesa del pallone sui primi due gol incassati. Così Spalek, al 9', vince un contrasto con Calderoni, manda a vuoto Meccariello e serve Aye che può mettere al centro per l'accorrente Ndoj che non ha problemi a realizzare un rigore in movimento. Al 67' il centrocampista albanese, naturalizzato italiano, è bravo a trovare lo spiraglio giusto sul primo palo, ma Meccariello è colpevole di non fargli sentire il fiato sul collo considerando la posizione quasi spalle alla porta dell'avversario, in area di rigore. Nel mezzo c'è solo un buon tiro di Majer, al 10', un conclusione centrale di Henderson ben servito da Zuta e un tiro dalla distanza di Calderoni, deviato fortunosamente in corner. Certo, oltre al gol di Meccariello annullato: il difensore è in gioco quando stacca, e nemmeno di poco, mentre è probabilmente Lucioni, lì vicino, a trarre in inganno l'assistente dell'arbitro. 

Sotto di due reti, Corini inserisce prima Paganini per Bjorkengren (52'), poi Coda per Stepinski (66'), infine Pettinari per Listokoswki (75'): qualcosina in più si vede, ma nell'ultimo terzo di fare il resto della squadra è sulle gambe e fiaccata psicologicamente e la manovra non trova quella fludità che, del resto, era sempre mancata. Così il Brescia del redivivo Lopez non fatica nemmeno troppo, tra una perdita di tempo e l'altra, a portare a casa il risultato, arrotondato al 90' dalla zampata sotto porta di Aye. 

Mercoledì si torna in campo, contro la Cremonese, per una gara che il Lecce dovrà affrontare con molta più personalità ed incisività, nella speranza di una maggiore rotazione a disposizione del tecnico. Dopo tre partite i salentini hanno quattro punti, due gol fatti e tre subiti. La strada è ancora lunga.

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