Quattro gol, due rigori e due traverse: il pareggio delle emozioni

A Pavia finisce 2 a 2. Per Bogliacino e Beretta una doppietta ciascuno. Il legno orizzontale respinge il rigore di Foti che sarebbe valso il 3 a 1 per i giallorossi, mentre Benassi viene salvato nel finale su bolide di Meza Colli

Il calcio di inizio al Pietro Fortunati di Pavia

LECCE – Ai punti avrebbe vinto il Lecce: più conclusioni verso la porta avversaria, maggiore possesso di palla. Ma, alla vigilia, era prevedibile che così fosse. Il Pavia ha fatto per intero la sua parte, dimostrando equilibrio dal punto di vista tattico, diverse buone individualità – Di Chiara, La Camera, Beretta, l’estremo Kovacsik, Stella – e carattere da vendere. Il pareggio maturato allo stadio “Fortunati” di Pavia non è stato, insomma, un furto. Anche perché, la legge del calcio si smentisce solo di rado, quando si manca un gol si finisce quasi sempre per subirlo: e così è capitato ai giallorossi, che al 54’ hanno mancato il sigillo del 3 a 1 e dunque del doppio vantaggio perchè Foti ha calciato sulla traversa un calcio di rigore, mentre quattro minuti dopo Berretta ha realizzato quello concesso – anche questo correttamente – per un fallo in area di Esposito ai danni di Cesca.

Pavia-Lecce è stata un groviglio di emozioni, una partita non spettacolare ma senza risparmio di occasioni e di energie. Gli ospiti hanno trovato nell’asse formato da Chiricò e Bogliacino la chiave di volta per bucare la retroguardia di casa, mentre i biancoazzurri di mister Roselli hanno saputo approfittare delle incertezze di quella salentina per annullare un gap oggettivo. Più della vittoria mancata, a destare qualche preoccupazione è la tenuta della difesa a quattro schierata da Lerda, che ha palesato  "sintomi" da stress quando è stata messa sotto torchio.

Il tecnico del Lecce ha preferito Chiricò a Pià e Memushaj a De Rose, mentre il Pavia è partito con l’annunciato 5-3-2 ed ha lasciato l’onere di condurre le danze agli avversari. Giallorossi subito in vantaggio: Bogliacino fa centro al minuto 8, ribadendo in rete una respinta di Kovacsik su tiro di Diniz. Tre minuti dopo, Chiricò, che era già stato protagonista nell’azione del vantaggio mettendo in area un cross sul quale Giacomazzi non era arrivato di un soffio, calcia sul primo palo con potenza trovando l’opposizione del portiere. Al 16’ Zanini conclude al volo di sinistro, Benassi non si lascia sorprendere. Al 19’ Esposito riesce a rimediare in extremis ad una situazione di inferiorità numerica provocata da un errore di Di Maio. A ridosso del 27’ il Pavia trova tre corner consecutivi e al 30’ pareggia grazie ad un preciso colpo di testa di Beretta pescato libero in area di rigore da un millimetrico cross di La Camera.

Subito dopo l’arbitro estrae per quattro volte il cartellino giallo (Reato, Di Chiara, Tomi e Fasano). Lerda non attende l’intervallo per effettuare il primo cambio: fuori l’ex Falco, dentro Pià. Il finale di frazione è tutto per il Lecce: Foti colpisce di testa senza imprimere la forza necessaria mentre al 45’ Bogliacino raccoglie sul secondo palo un cross basso di Chiricò e gira a rete senza che Kovacsik possa perfezionare il tentativo di respinta.

L’avvio di ripresa è piuttosto difficoltoso per Tomi: l’esterno mancino prima regala un angolo al Pavia accasciandosi a terra mentre cerca di accompagnare, pressato da un avversario, la palla sul fondo, poi rischia la seconda ammonizione per fermare Statella lanciato verso il cross. Al 9', alla sua prima vera azione del secondo tempo, il Lecce ottiene un rigore: Chiricò fa impazzire due giocatori di casa fino a che Zanini non gli tira la maglia troppo platealmente per non essere visto. Foti, però, stampa sulla traversa la massima punizione.

Errore che non commette Beretta, al 48’, quando l’arbitro Aureliano concede il penalty ai lombardi per atterramento di Cesca ad opera di Esposito.  Al 67’ Foti, ancora una volta di testa, trova il tempo giusto ma non l’altezza e la palla sorvola il legno orizzontale della porta. Lerda ricorre al secondo cambio: dentro Semenzato per Diniz. Al 70’ Memushaj, fino a quel momento meno pimpante e presente del solito, scaglia un destro insidioso sul quale Kovacsik è tempestivo.

Passa un minuto e il Lecce esaurisce le sostituzioni a sua disposizione, con l’inserimento di Jeda per Foti. Contestualmente Roselli manda in campo Meza Colli per Beretta. Al 83’ Lussardi rileva Statella. I giallorossi, sospinti da un pubblico numeroso e caloroso, cercano di affrettare i tempi, affidandosi quasi sempre ai cross “velenosi” di Chiricò dalla sinistra. L’unica volta che la palla alta parte da destra, dal piede di Semenzato, Jeda è colto in fuorigioco e a nulla vale l' elegante ed efficace esecuzione di destro del brasiliano. La traversa torna protagonista a tre minuti dal 90’, quando Benassi (oggi 31enne) viene salvato dal legno su gran tiro di Meza Colli da fuori area. Nel recupero di quattro minuti, un intervento involontario di Esposito, probabilmente con la mano, fa gridare al calcio di rigore i tifosi del Pavia, ma Aureliano è vicino all’azione e lascia correre. Episodio questo che ha portato a fine gara ad un'aggressione verbale ai danni del presidente Savino Tesoro, del figlio e di alcuni dirigenti del sodalizio salentino: un gruppetto di sostenitori della squadra locale, evidentemente a corto di argomenti, ha pensato di insultare il patron del Lecce, reo di essere "mafioso" e "terrone". Il peggior repertorio del qualunquismo, che, associato ad una partita di calcio, è ancora più detestabile. 

Il Lecce, costretto al secondo pareggio stagionale, resta in terra lombarda: mercoledì alle 14.30 è in programma il recupero della gara di Lumezzane rinviata il 28 ottobre per impraticabilità di campo. 

 

 

Il tabellino

Pavia (5-3-2): Kovacsik; Capogrosso, D’Orsi, Fasano, Reato, Zanini; Statella (78’ Lussardi), La Camera, Di Chiara (87’ Losi); Beretta (Meza Colli (70’), Cesca. A disposizione: Teodorani, Meregalli, Turi, Romani. Allenatore: Roselli.

Lecce (4-2-3-1): Benassi, Diniz (Semenzato 68’), Esposito, Di Maio, Tomi; Memushaj, Giacomazzi; Falco (43’ Pià), Bogliacino, Chiricò; Foti (Jeda 70’). A disposizione: Petrachi, Zappacosta, De Rose, Legittimo. Allenatore: Lerda

Marcatori: Bogliacino (L) 8’, Beretta (P) 30’, Bogliacino (L) 45’, Beretta (P) al 58’ su rigore.

Ammoniti: Tomi (L); Reato, Di Chiara, Fasano, D’Orsi, La Camera (P).

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Arbitro: Aureliano di Bologna.

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