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Pedalando tra le nuvole, i condor e gli dei. I Tingipupi alla conquista delle Ande

Il gruppo leccese dei “Tingipupi” (abituato alle prove estreme a piedi e in bicicletta), torna in sella per una nuova sfida che li condurrà sul tetto del mondo, oltre i cinquemila metri di Abra del Acay, sulle Ande argentine. Saranno in tre a cimentarsi in questa nuova grande avventura nel nord dell'Argentina: Roberto Della Giorgia; Carlo Valente; e Luciano Mazzotta

LECCE – Hanno percorso migliaia di chilometri pedalando su due ruote, spinti dall’amore per l’avventura, la voglia di scoprire il mondo, il fascino del viaggio, dal legame indissolubile delle grandi amicizie, e da quell’indescrivibile emozione che solo le grandi imprese sanno regalare. Dopo aver attraversato l'Islanda; aver percorso il leggendario cammino di Santiago de Compostela; le grandi distese africane di Kenya, Tanzania e Zanzibar; la Mongolia; la Corsica; l'Albania; la Grecia; il Montenegro e aver da poco raggiunto Medjugorje (la piccola località del comune di ?itluk in Bosnia ed Erzegovina), il gruppo leccese dei “Tingipupi” (abituato alle prove estreme a piedi e in bicicletta), torna in sella per una nuova sfida che li condurrà sul tetto del mondo, oltre i cinquemila metri di Abra del Acay, sulle Ande argentine. Saranno in tre a cimentarsi in questa nuova grande avventura: Roberto Della Giorgia, medico, viaggiatore e leader (soprattutto organizzativo) del gruppo; Carlo Valente, avvocato innamorato delle avventure sulle due ruote; e Luciano Mazzotta, impiegato e viaggiatore.

Dopo aver raggiunto l’Argentina con loro inseparabili bici, delle mountain bike equipaggiate di portapacchi e dotazione tecnica, il terzetto partirà da Salta (1.120 metri sul livello del mare), una città situata nel nord-ovest dell'Argentina ai piedi della Cordigliera delle Ande, capitale dell'omonima provincia. Famosa per la tipica architettura in stile coloniale spagnolo e circondata da magnifici paesaggi, è una delle più belle città argentine.

I Tingipupi dovranno affrontare, oltre alle lunghe distanze, le salite impegnative e le strade sterrate, anche il rigido inverno dell’altopiano andino. Da Salta il viaggio li condurrà a Jujuy, Purmamarca e Humauaca (a quasi tremila metri d’altitudine), percorrendo l’antichissima Quebrada de Humahuaca, tra cittadine incantate e panorami mozzafiato. Si tratta di un'ampia valle situata nella provincia di Jujuy nell'Argentina, già dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco, abitata da 10mila anni, fin dai primi insediamenti delle società di caccia-raccolta, attestati dalla grande quantità di reperti preistorici. Era una via di transito per le carovane al tempo dell'impero Inca, nel XV secolo, e successivamente un importante collegamento fra il Vicereame del Río de la Plata e il Vicereame del Perù, nonché il teatro di numerose battaglie della guerra d'indipendenza Argentina.

Da Humauaca i tre amici raggiungeranno Iruya (un paesino isolato, fuori dal mondo e dai comuni circuiti turistici, circondato da fiumi e panorami mozzafiato), attraversando l’Abra del Condor, il confine tra le province di Jujuy e Salta, a 3940 metri. Poi transfert con una camionetta per l'altipiano andino fino a San Antonio de Los Cobres, famosa per il Tren de las Nubes (Treno delle Nuvole), un tratto della ferrovia transandina che, partendo da Salta e attraversando la Quebrada del Toro, raggiunge e supera i 4mila metri di altitudine per attraversare la Cordigliera delle Ande e arrivare in Cile.

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Lì i Tingipupi dovranno affrontare la tappa più estrema, valicando l’Abra del Acay, il sogno di ogni ciclista.  Un passo andino che è considerato il più alto, o uno dei più alti, passaggistradali dell'America, la cui altitudine è di 5.061 metri secondo alcune rilevazioni e di 4.972 secondo altre, mentre un vecchio cartello informa i visitatori che si trova a 4.895 metri. Sarà come pedalare tra le nuvole, i condor e gli dei, superando freddo, mal di montagna, e strade sterrate. Il viaggio proseguirà attraverso Cachi, Molinos, Angastaco, San Carlos, Cafayate, nella mitica Valles Calchaquíes (terra di vini e distese sterminate). Poi, attraverso i colori pastello delle rocce del Quebrada de las conchas, il gruppo farà ritorno a Salta (e da lì verso l’Italia e il Salento) per un totale di tredici giorni di pedalate, chilometri, avventure, emozioni, sogni e ricordi indelebili. 

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