A Perugia il quinto k.o. per il Lecce. Prosegue la saga degli errori

I giallorossi sotto al primo affondo dei padroni di casa, concretizzato da Nicco. Sul finire del primo tempo Melara commette un errore nel controllo e causa il rigore che Eusepi trasforma. Unico tiro in porta, una punizione di Bellazzini. Per Lerda c'è tanto lavoro

Una fase di gioco al "Renato Curi".

PERUGIA – Era da ingenui pensare che il Lecce potesse mutare pelle in una settimana, grazie al cambio di allenatore e ad un paio di innesti. La sconfitta di Perugia per 2 a 0, la quinta consecutiva su altrettante partite, non lascia sul campo nuove macerie, ma accresce la consapevolezza che il lavoro da fare per rimettersi in piedi sarà davvero faticoso. Limitare gli errori individuali sarebbe già una consolazione. Gli svarioni anche piuttosto banali in cui sono incorsi anche oggi i salentini, oltre a costare caro in termini di reti incassate, confermano che l’atteggiamento mentale è completamente da rivedere, bloccato tra la paura e l’impotenza.

Lerda schiera la squadra con il modulo annunciato alla vigilia, il 3-5-2 , con Sales al posto di Vinetot, Martinez e Diniz, ma già alla prima occasione il Perugia passa: Nicco arriva a rimorchio di Fabinho, sull’out sinistro dell’area di rigore del Lecce, si accentra evitando la chiusura di Diniz e chiude sul primo palo con un tiro sul quale né Amodio né Sales riescono a metterci una pezza in affannoso recupero.

La reazione dei salentini si manifesta in un paio di azioni interessanti sulle fasce: Melara prova a spingere fin sulla linea di fondo e Bellazzini, a sostegno di Beretta, unica punta, si muove con una certa libertà facendo vedere anche qualche spunto interessante. Ma manca del tutto la fase della finalizzazione e, certamente, l’assenza di Miccoli può essere concausa di questa latitanza dalla porta avversaria.

I padroni di casa hanno in Vitofrancesco, Felipe, Insigne e Nicco degli ottimi palleggiatori, assistiti anche da una condizione fisica che, al cospetto di quella del Lecce, pare pimpante. La manovra dei padroni di casa parte quasi sempre da un efficace pressing sui portatori di palla avversari – confermando, in questo, una’abitudine per tutte le squadre che affrontano i giallorossi -, e si sviluppa con verticalizzazioni o cambi di fronte per sfruttare gli spazi concessi dalla difesa a tre e gli inserimenti dei propri centrocampisti. Insigne, al 18’ conclude con un tiro a giro, fuori di un metro, un’azione personale sulla destra e poi non succede quasi nulla fino al minuto 35 quando Melara, costretto ad inseguire Fabinho ma in netto anticipo sulla traiettoria di un lungo cross, sbaglia il controllo lanciando di fatto il cursore di colore in velocità. Il tocco dell’esterno leccese c’è, in piena area, ma il rosso sventolato dall’arbitro, il signor Cifelli, forse poteva essere risparmiato. Eusepi, dal dischetto, spiazza Perucchini. L’attaccante perugino potrebbe chiudere i conti al 42’, ma il suo colpo di testa, da ottima posizione, finisce alto sulla traversa.

L’orizzonte del Lecce, dunque, già dopo il primo tempo è plumbeo almeno quanto quello che si staglia su Perugia dove, durante l’intervallo, si scatena un temporale che farà da fastidiosa cornice alla ripresa. Lerda passa ad una sorta di 3-2-3-1, ma il rendimento di Bellazzini, spostato sulla fascia, cala vistosamente, mentre l’apporto offensivo di Ferreira Pinto è quasi impercettibile. L’esordiente Lopez dimostra carattere e mestiere ed è già qualcosa con in tempi che corrono. Beretta corre per quanto ne ha, ma resta di minuto in minuto sempre più isolato. Dopo un quarto d’ora al suo posto entra Zigoni.

A metà frazione Lerda inserisce Sacilotto per Salvi e poi, al 37’ Doumbia per Ferreira Pinto. Camplone risponde prima con Moscati per Nicco, poi con Mazzeo per Insigne e, sul finire, con Mungo per Vitofrancesco: la qualità della squadra umbra resta tangibile e lo si nota dalla bontà del tocco di palla e dal tempismo dell’intesa anche su un terreno di gioco che arriva, in certe zone, al limite della praticabilità. Da annotare una gran punizione di Bellazzini (che si conferma per i calci piazzati ottima alternativa a Miccoli) che lambisce il palo con Koprivec fuori causa. Il Perugia controlla fino al termine la partita con autorevolezza, mentre il Lecce prova a restare compatto per non subire altre reti e, almeno dal punto di vista dell’agonismo, cerca di uscire dall’angolo cui è costretto dal risultato: al termine della partita sul taccuino di Cifelli, oltre a quello di Melara, espulso, ci sono nove ammoniti e cinque sono giallorossi.

Il tabellino di Perugia-Lecce 2 a 0.

PERUGIA (4-3-3): Koprivec; Daffara, Scognamiglio, Comotto, Sini; Vitofrancesco (89’ Mungo), Felipe, Nicco (60’ Moscati); Insigne (63’ Mazzeo), Eusepi, Fabinho. A disposizione: Stillo, Conti, Massoni, Bijimine.

LECCE (5-3-2) Perucchini; Sales, Martinez (cap.), Diniz; Melara, Salvi (67’ Sacilotto), Amodio, Ferreira Pinto (81’ Doumbia), Lopez; Bellazzini, Beretta (60’ Zigoni). A disposizione: Bleve, Vinetot, Nunzella, Monaco. Allenatore: Lerda

Arbitro: Cifelli di Campobasso.

Marcatori: 2’ Nicco (P); 36’ Eusepi (P).

Ammoniti: 50’ Micco (P); 53’ Lopez (L); 54’ Diniz (L); 61’ Sales (L); 65’ (Sini); 73’ Comotto (P) e Amodio (L); 29' Bellazzini (L); 94’ (Scognamiglio).

Espulso: 35’ Melara (L).

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