Tre volte Barraco. Il Lecce sbanca Prato e resta in scia a Frosinone e Perugia

C'è anche un rigore sbagliato da Beretta nei minuti di recupero nella storia di un match che i toscani hanno terminato in otto effettivi per le espulsioni di Malomo, Mancini e, infine, del portiere Brunelli. Pisanu prima accorcia le distanze, poi finisce tra i pali

Foto di M.Saponaro

PRATO – Una partita con molti cartellini non è necessariamente cattiva. Il match che il Lecce ha vinto a Prato per 3 a 1 lo ha dimostrato, a dispetto dei sei ammoniti e dei tre espulsi, quest’ultimi tutti tra i locali. I giallorossi si sono imposti con merito, ma i padroni di casa per quasi 70 minuti sono rimasti in partita, capitolando, tra l'altro in inferiorità numerica, solo nel momento in cui Brunelli, il portiere, ha lasciato a Barraco la strada spianata verso la tripletta, con l'errore più pacchiano di una giornata in cui a sbagliare è stato anche il collega leccese Caglioni, oltre che il direttore di gara, Piscopo di Imperia, protagonista di un clamoroso scambio di persona.

Al 18’ del primo tempo l’arbitro ha già estratto per quattro volte il cartellino giallo (Papini, Cavagna, Beretta, già diffidato e Romanò), ma è al minuto 25 che accade l’episodio che mette il Lecce in una situazione più confortevole: Sales, che si appresta a raccogliere un cross basso dalla sinistra, viene “abbattuto” da Romanò a pochi metri dalla porta di Brunelli. Il rigore è sacrosanto, l’espulsione però è a carico di Malomo che, a onor del vero, fino a quel momento si era rivelato efficace marcatore di Beretta. Nell’occasione Piscopo non viene aiutato né dall’assistente né dall’autore del fallo che, già ammonito, sa di non avere scampo. La speranza del numero  11 biancazzurro, forse, è che per il malcapitato compagno ci sia solo un giallo, ma per l’arbitro si è trattato di una chiara opportunità da rete e dunque al rosso non c’è alternativa. Barraco fa centro dagli undici metri. Il calciatore romano indossa la maglia numero 10, quella di Miccoli, e, come il capitano domenica scorsa contro il Pontedera, uscirà dal terreno di gioco con una tripletta all’attivo.

Esposito, il tecnico dei toscani, inserisce Mancini per Magnaghi, allo scopo di coprire la falla centrale aperta dall’espulsione ma l’uomo in più mette il Lecce nella condizione di manovrare con maggiore sicurezza. Il 4-4-2 di Lerda è solido, la squadra concede poco o nulla sebbene, dal punto di vista offensivo, si faccia vedere solo a sprazzi e soprattutto con affondi sulle corsie esterne. Nella ripresa il Prato riparte con convinzione mentre i giallorossi appaiono rinunciatari, tanto da costringere il proprio tecnico a continue sollecitazioni per avanzare il baricentro del gioco. Un bel tiro al volo di Serrotti, al 53’, mette paura a Caglioni ma termina sul fondo. Un minuto dopo Beretta, ben servito da Barraco, cerca di superare Brunelli con un colpo d’autore ma il tentativo non gli riesce.

Il raddoppio è questione di minuti: al 61’ è ancora il numero 10 del Lecce a muovere il tabellino con un diagonale che non lascia scampo al portiere toscano. Nella circostanza determinante è il passaggio di Salvi, che recupera il pallone a centrocampo e serve in profondità il compagno.  Incassato il secondo goal il Prato effettua due cambi: entrano Silva Reis, per Romanò e Pisanu per Lanini mentre Lerda manda in campo Rullo per Ferreira Pinto. Ed è proprio l’ex di Cagliari, Parma e Bologna a trovare la rete della speranza, approfittando di un assist involontario di Caglioni che non trattiene un cross basso effettuato da Grifoni. L’entusiasmo ritrovato dai padroni di casa dura solo due minuti, perché al minuto 68 Brunelli regala a Barraco il terzo sigillo personale.  Al suo posto, al 71’, entra Zigoni mentre al 75’ è la volta di Diniz per Doumbia.  Un minuto prima Mancini era stato espulso per fallo da tergo su Beretta, lasciando i suoi in nove contro undici. La gara offre un ultimo spunto nel recupero quando Brunelli atterra Zigoni in area di rigore: anche in questo caso il cartellino è quello rosso. Beretta, dal dischetto, tira altro e l’impressione è che non ci abbia messo tanta convinzione nel tentativo di trasformazione.

Per il Lecce, dunque, missione compiuta: con 52 punti (55 considerando la vittoria a tavolino di domenica prossima contro la Nocerina) e una serie di scontri diretti ancora da giocare le possibilità di fare lo sgambetto sia al Perugia che al Frosinone sono effettivamente poche ma non immaginarie. E del resto, se anche il “miracolo” restasse solo sulla carta, i giallorossi hanno l’obbligo del miglior piazzamento possibile per disputare i play-off  (dalla seconda alla nona) con il vantaggio del fattore campo. Se i quarti, infatti, verranno disputati in gara secca (in casa della meglio classificata), la semifinale e la finale si giocheranno con partite di andata e ritorno.

Tutti i risultati e la classifica dopo la giornata numero 29

Il tabellino di Prato-Lecce 1 a 3

Lecce: Caglioni, Sales, Lopez, Papini, Vinetot, Martinez, Ferreira Pinto (62’ Rullo), Salvi, Beretta, Barraco (71’ Zigoni), Doumbia (76’ Diniz). A disp: Perucchini, De Rose, Sacilotto, Cicerello. Allenatore: Lerda

Prato: Brunelli, Bagnai, De Agostini, Serrotti, Malomo, Ghinassi, Grifoni, Cavagna, Magnaghi (32’ Mancini), Lanini (62’ Pisanu), Romanò (62’ Silva Reis). A disp: Martinuzzi, Armenise, Bengala, Corvesi. Allenatore: Esposito

Marcatori: 29’ (rig.), 61’ e 68’ Barraco, 66’ Pisanu

Espulsi: 29’ Malomo, 74’ Mancini, 90+1 Brunelli

Ammoniti: 1’ Papini, 14’ Cavagna, 17’ Beretta, 18’ Romanò, 47’ De Agostini,  69’ Grifoni

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Arbitro: Piscopo di Imperia

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