Scuffia sotto la curva su consiglio di Miccoli. Di Chiara: "Come dire no al Lecce?"

Il portiere ha rivelato il retroscena dell'episodio che lo ha visto protagonista domenica quando ha chiesto scusa per il gesto provocatorio rivolto ai tifosi dopo il pareggio del Catanzaro, nel quale militava insieme al difensore. Era il 15 novembre

Scuffia alza le mani per chiedere scusa.

LECCE – La loro stagione agonistica prosegue in giallorosso, ma con altre ambizioni. Dopo aver disputato la prima parte del campionato nel Catanzaro, Tommaso Scuffia, portiere, e Gianluca Di Chiara, difensore di fascia sinistra, sono arrivati a Lecce sul finire della scorsa settimana. 

Hanno contribuito ad abbassare l’età media della squadra: 24 anni il primo, 22 il secondo, che ha pure fatto il suo esordio dal primo minuto disputando una prestazione davvero incoraggiante. E alla stessa generazione appartengono anche gli altri due calciatori prelevati ad oggi dal direttore sportivo Antonio Tesoro: il terzino destro Andrea Beduschi (22) e l’esterno offensivo Eric Herrera (22), che ha siglato il primo goal contro i lucani.

Scuffia e Di Chiara sono stati presentati questa mattina nella sala stampa del “Via del Mare” e il portiere ha svelato l'antefatto dell’episodio che lo ha visto protagonista a fine partita, quando si è recato, da solo, sotto la Curva Nord: la sua intenzione era quella di farsi perdonare il gesto provocatorio che fece al termine di Lecce-Catanzaro, nel girone di andata, quando i calabresi riuscirono a raggiungere il pareggio al 93’, pochi secondi prima del fischio finale dell’arbitro, dopo essere stati in svantaggio per 2 a 0.

“Non è stato un bel gesto, dettato dall’enfasi della partita – ha spiegato il portiere, maceratese d'origine come il tecnico Pagliari -. Ne ho parlato con Fabrizio (Miccoli, ndr), al quale avevo chiesto cosa sarebbe stato meglio fare, e lui mi ha consigliato di chiedere scusa ai tifosi a fine partita. Conto di potermi riscattare anche sul campo, se dovessi essere chiamato in causa per dare il mio contributo”. Intanto Scuffia ci ha messo la faccia, si è preso anche qualche insulto che gli è piovuto addosso dagli spalti dove però in molti lo hanno applaudito, cogliendo la buona fede del tentativo di riconciliazione.

IMG_8466-2Sicuramente più disteso è stato l’approccio di Gianluca Di Chiara, il quale con Herrera ha dato un nuovo profilo alla corsia sinistra, di solito appannaggio della coppia formata da Lopez e Doumbia: “Ho cercato di concentrarmi sulle indicazioni del mister che mi ha spiegato i movimenti che vuole da me. Spingere fino al cross è la cosa che prediligo, ma il Matera giocava in attacco con tre calciatori molto veloci. Devo ringraziare anche i compagni che hanno reso più facile il mio inserimento”. All’occorrenza può essere schierato anche come esterno di centrocampo.

Nato a Palermo, quando era nelle giovanili dei rosanero ha incrociato Fabrizio Miccoli, che ne era il capitano. Negli anni successivi – ha raccontato Di Chiara –  i due si sono affrontati per tre volte da avversari e il bomber ha sempre scambiato la sua maglia con quella del difensore. Il 22enne ha svelato anche che la trattativa che ha portato al suo trasferimento nel Salento si è svolta con estrema rapidità e lui non ci ha pensato un attimo ad accettare: “Come fai a dire no al Lecce?”, ha dichiarato ai cronisti.

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La squadra si è allenata questa mattina al Via del Mare, dove nel pomeriggio è prevista una seconda seduta. Sabato il Lecce sarà di scena alle 19.30, a Reggio Calabria: non ci sarà Mannini per squalifica. Da verificare le condizioni di Miccoli. 

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