Filipe Gomes e Mannini, le prime scelte del direttore sportivo: “Giocatori determinanti”

Antonio Tesoro ha presentato gli ultimi arrivati in casa giallorossa. Per il centrocampista, in caso di B, è pronto un triennale. L'esterno, chiamato in causa nel secondo tempo contro il Barletta, ha già dimostrato di essere sul pezzo

Il direttore sportivo, Antonio Tesoro, tra Filipe Gomes e Daniele Mannini.

LECCE - Sono arrivati per gli ultimi, ma possono essere gli innesti determinanti. Nel pomeriggio di oggi, il direttore sportivo Antonio Tesoro ha presentato Daniele Mannini e Filipe Gomes, che si sono legati al Lecce allo scadere del calciomercato: il primo con un contratto biennale, il secondo in prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione dei giallorossi. In serie B scatterebbe un triennale per il centrocampista proveniente dal Perugia.

Il numero due del club salentino ha “promosso” la campagna trasferimenti di cui è stato protagonista, sottolineando la completezza dell’organico, ma ha anche messo in guardia dai facili entusiasmi considerando il valore e il numero delle dirette concorrenti per la promozione: “Ci sono tra le 8 e le 10 squadre ben attrezzate, oltre al fattore ambientale che in questo girone non è secondario. Per questo chiedo di valutare con serenità anche i pareggi, perché alla fine serviranno”.

Tesoro ha indicato nello spirito di gruppo e nell’umiltà le armi cui ricorrere per avere la meglio e ha aggiunto che sarà fondamentale “che tutti sappiano accettare le scelte tecniche, perché il torneo è lungo e si farà turn-over”. Come monito a se stesso si è augurato di proseguire con il clima di empatia stabilito con i calciatori nella scorsa stagione.

Filipe Gomes, 27enne, ha da parte sua garantito di essere in buone condizioni fisiche: con la sua ex squadra, infatti, ha svolto tutta la preparazione, comprese le gare amichevoli. E’ un centrocampista cui piace giocare palla, con caratteristiche più da metodista che da incontrista. Sa disimpegnarsi sia in un centrocampo a due che a tre e Lerda non dovrebbe tardare molto a inserirlo nella formazione iniziale, optando quindi per un 3-5-2. Con i grifoni ha vissuto una stagione vincente della quale ha ricordato anche la partita di ritorno al “Via del Mare” (2 a 2): “Di sicuro – ha detto – la più bella del campionato”.

Daniele Mannini, che già sabato – quando è stato chiamato in causa dall’allenatore – ha dimostrato di essersi calato nello spogliatoio con la giusta mentalità, ha dichiarato di essere venuto a Lecce con il massimo entusiasmo, “primo perché amo il lavoro che faccio e poi perché questa società è ambiziosa”. Dal punto di vista atletico le sue condizioni sono apparse buone ma si deve tenere in conto che si è allenato prima con il gruppo dei calciatori disoccupati e poi da solo fino alla chiamata del club giallorosso. E’ un destro naturale, ma è ampiamente abituato a giocare anche a sinistra, sia sulla linea difensiva che a centrocampo. Rispetto a questa sua duttilità, si è tolto un sassolino dalla scarpa: “A Siena sembrava una cosa negativa, perché potevo far tutto e alla fine non mi hanno fatto fare nulla”.

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Il calciatore, lo scorso anno, ha disputato la seconda parte della stagione nel Pisa, squadra della sua città natale (nella quale aveva già giocato dieci anni addietro prima di militare in A con Brescia, Napoli e Sampodoria): con la maglia dei neroazzurri ha convinto il direttore sportivo Tesoro a puntare dritto su di lui dopo il fallimento del Siena e il chiarimento delle vicissitudini contrattuali col club toscano: “E’ stata una prima scelta – ha assicurato il ds – e mi fa ridere chi dice che sia un calciatore troppo avanti con l’età: compirà 31 anni ad ottobre, lo ritengo nel pieno della sua carriera”.

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