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Più Guardiola che Zeman. Il calcio visto da mister Franco Lerda

Esordio del nuovo tecnico del Lecce "Qui sono stati tanti gli allenatori di prestigio". Quanto al modulo, il nuovo tecnico sembra ispirarsi al catalano: "Aggressivi senza palla, nessuno dovrà avere paura di sbagliare"

Franco Lerda e Antonio Tesoro (Foto Giulio Paliaga).

 

LECCE – Ha passato un anno a studiare calcio, dopo l’esperienza sulla panchina del Torino. Ha seguito il Campionato europeo ammirando “una nazionale bella, con giocatori corretti in campo e con un calcio propositivo”. Oggi riparte da Lecce, “una piazza molto importante per il calcio italiano negli ultimi 15 anni, dove sono passati allenatori del calibro di Prandelli, Zeman, Delio Rossi, De Canio.

Franco Lerda, piemontese di Fossano (Cuneo) fa parte di quella schiera di allenatori emergenti che hanno contemplato, con soddisfazione doppia, lo sdoganamento del calcio italiano accusato, non a torto ma con qualche fanatismo di troppo, di essere speculativo, brutto, in una parola, catenacciaro. Il nuovo tecnico del club salentino è stato presentato questa mattina nella sala stampa “Sergio Vantaggiato” dello stadio di Via del Mare. Accanto a lui Antonio Tesoro, responsabile dell’area tecnica e amministratore delegato (in condominio con Renato Cipollini fino al perfezionamento del passaggio di proprietà).

I suoi collaboratori sono Fabrizio Lorieri, che potrebbe sedere in panchina non solo come preparatore dei portieri ma anche come allenatore in seconda. Il numero due dal punto di vista tecnico è però l’ex difensore centrale Giacomo Chini, che con Lerda ha già collaborato a Torino. Franco Giammartino è invece il preparatore atletico, già sotto contratto perché arrivato nel Salento un anno addietro insieme a mister Eusebio Di Francesco. Il tecnico 45enne ha sposato il progetto dei Tesoro indipendentemente dalla categoria in cui giocherà il Lecce. Un’incognita che naturalmente pesa sulla programmazione e sulla campagna trasferimenti, ma che non sembra intaccare la serenità del nuovo allenatore il quale si è detto certo che attraverso il lavoro i risultati arriveranno.

Offensivo con la palla, aggressivo senza. Così sarà il Lecce, almeno secondo le intenzioni del suo nuovo allenatore: “Ho la necessità caratteriale di voler incidere, di determinare qualcosa. I miei giocatori saranno propositivi, a partire da Benassi passando per i difensori centrali. Tutti dovranno giocare senza paura di sbagliare, perché tutte le responsabilità saranno del mister”. Giallorossi spregiudicati, dunque? Dalle sue parole, al contrario, Lerda sembra aver fatto ammenda di certi dogmatismi: “Sarò più elastico di quanto lo sono stato in precedenza. Ho riguardato le mie partite al Toro e ho capito che alcuni aspetti vanno modificati”. Insomma più Guardiola che Zeman, per usare esempi assoluti e non è un caso che quello del catalano sia stato l’unico nome straniero citato da Lerda in conferenza.

Ad una settimana dal ritiro di Tarvisio – le visite mediche partiranno giovedì – l’organico giallorosso è un cantiere aperto: a detta dello stesso allenatore, il reparto più scoperto è quello difensivo, che partirà da un modulo base a quattro senza disdegnare varianti a tre. Nei prossimi giorni la nuova dirigenza conta di poter iniziare a chiudere le prime operazioni, a partire da un terzino destro. Nel complesso, Lerda non pare allarmato dal fisiologico ritardo con cui si sta muovendo il Lecce: “Abbiamo materiale umano già importante, cercherò di trovare gli equilibri giusti per amalgamare le caratteristiche dei singoli. I giovani avranno un ruolo importante, se dimostreranno di saper ascoltare”

Per quanto riguarda l’attacco, al ritorno di Chevanton – anche se per recuperare dall’infortunio al tendine d’Achille ci vorranno due, tre mesi di duro lavoro – si potrebbe aggiungere l’acquisto di David Di Michele, che ora è un giocatore svincolato. “Da parte mia le porta sono aperte – ha commentato Lerda – e da parte della società c’è un’autostrada”. Antonio Tesoro ha confermato di aver incontrato ieri l’attaccante per un primo colloquio: “La sensazione è che con un sacrificio reciproco potremo chiudere positivamente ma ci vuole tempo”. Forse quello necessario a liberarsi di alcuni elementi che non fanno al caso del nuovo corso giallorosso come Ofere, Piatti e Jeda, giocatore che ha un contratto molto oneroso.

Il quartier generale del Lecce, una volta terminato il ritiro, sarà Squinzano dove la prima squadra ha iniziato ad allenarsi dalla primavera di quest’anno. Il “Colaci” di Calimera costituirà l’opzione di emergenza in caso di terreni pesanti. La settimana tipo vedrà la squadra ritrovarsi il lunedì pomeriggio – poiché in serie B si gioca ordinariamente di sabato -, sostenere una doppia seduta il martedì, disputare una partita di allenamento il mercoledì (a tal proposito è intenzione dei Tesoro organizzare amichevoli in provincia), per poi allenarsi il giovedì e il venerdì mattina. 

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