Sabato, 31 Luglio 2021
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Corvino presenta Helgason e replica alle critiche di esterofilia

Il centrocampista islandese di 21 anni è il quinto rinforzo per mister Baroni. In conferenza stampa il direttore sportivo spiega perché il mercato italiano è poco compatibile con le strategie del Lecce

Corvino dopo aver presentato Helgason.

LECCE - Il suo nome era sul taccuino di Corvino da almeno un anno, ma le pretese del club islandese dell'Hafnarfjordur la scorsa estate erano oltre la portata del Lecce.

Thorir Johann Helgason ha dovuto quindi attendere una stagione per approdare in Italia. La prossima scadenza del suo contratto (dicembre) ha indotto a più miti consigli la società di appartenenza e così il calciatore nato nel 2000 ha trovato subito un accordo con il direttore dell'area tecnica: accordo quadriennale con opzione sul quinto anno.

Per caratteristiche tattiche dovrebbe essere molto simile al francese Blin, altro nuovo acquisto del Lecce: centrocampista dinamico, capace di coprire il campo da un'area di rigore all'altra. "Può studiare anche da play - ha aggiunto Corvino nel corso della conferenza stampa di presentazione -, ma per ora va bene così. Di solito sono uno che non si sbilancia ma posso dirvi che nel suo caso la potenzialità può trasformarsi in qualità". 

Accreditato di un buon tiro, per sua stessa ammissione deve migliorare nel gioco aereo e si ispira a Sigurdsson, centrocampista in forza all'Everton e alla nazionale islandese. Helgason, che è arrivato in mattinata e che ha sostenuto a Cutrofiano le visite medice, ritrova Bjarnason che lo ha anticipato di una decina di giorni: "Siamo buoni amici, ci siamo sentiti e mi ha parlato bene della città e di come si sta trovando" ha detto Helgason che ha anche aggiunto di preferire il modulo 4-3-3 (quello che è intenzionato a utilizzare mister Baroni). 

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A margine della presentazione, Corvino ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Il riferimento è alle critiche che gli sono state rivolte per la sua predilezione per i mercati esteri.

Dopo aver ricordato che dei cinque tesseramenti perfezionati fino a oggi, due sono di italiani - Tuia e Olivieri - il direttore dell'area tecnico è partito in quarta: "Prendere calciatori italiani sarebbe la cosa più facile per un direttore sportivo, ma ci vogliono le risorse economiche oppure la disponibilità a prenderli in prestito. Io non ho a disposizione quel tipo di risorse: lo scorso anno ho speso per la prima squadra un milione e mezzo di euro in tutto, eppure siamo arrivati in semifinale dei play-off dopo aver avuto un vantaggio di quattro punti sulla terza. E io non voglio nemmeno lavorare per gli altri club, non voglio che il Lecce lavori per gli altri. Quello che faccio è frutto di esperienza, di conoscenze, di credibilità". 

Corvino, che ha anticipato anche la nascita di una scuola calcio del club giallorosso, ha citato i nomi di Castrovilli, Chiesa, Bernardeschi per dimostrare quanto fossero, guardando alla sua storia, immeritate quelle critiche e infine ha ricordato il lungo elenco di calciatori stranieri arrivati a Lecce negli ultimi anni, prima che lui tornasse nel club: da Gomis a Farias, da Tsonev a Babacar, da Dumancic e Costa Ferreira, solo per citarne alcuni. 

Intanto la società ha fatto sapere che Fabio Pisacane, in permesso per motivi familiari, si aggregherà ai compagni domenica sera.

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