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Moriero si presenta: “So quello che mi gioco. Il mio calcio è sacrificio”

Prima conferenza stampa per il nuovo tecnico giallorosso che iinquadra subito la principale insidia: "Sono il primo tifoso di questa squadra, ma sono qui per fare con serietà il mio lavoro". Antonio Tesoro: "Non è un'operazione simpatia"

Francesco Moriero.

LECCE – Capacità sul piano professionale, fame di riscatto, empatia rispetto ai programmi della proprietà. Sono queste, secondo Antonio Tesoro, direttore sportivo dell’Us Lecce, le caratteristiche personali che hanno fatto di Francesco Moriero il nuovo allenatore del club. E non il fatto di essere leccese, quasi fosse “un’operazione simpatia”.

Il tecnico giallorosso è stato presentato di buon’ora nella sala stampa del “Via del Mare”. Era andato via dalla sua città, dalla sua squadra per calcare palcoscenici di primo livello, ci ritorna dopo ventuno anni con una responsabilità davvero pesante, quella di riportare il Lecce, il suo Lecce, in serie B: “Il mio sogno è sempre stato quello di allenare il Lecce. Sono il suo primo tifoso, insieme alla società, ma ho accettato per fare il mio lavoro, con la massima serietà. Allenare in questo club non è cosa da tutti: so quanto mi gioco, io voglio rilanciarmi”.

Consapevole del fardello che si è caricato, e allo stesso tempo dell’opportunità di riscatto che gli è stata offerta dopo alcune stagioni da allenatore non certo positive, Moriero ha pesato ogni singola parola, declinando il suo credo calcistico con pochi ma chiari vocaboli: sacrificio, rispetto delle regole, entusiasmo. Dalla scorsa settimana il suo cellulare non smette di squillare: amici, conoscenti, semplici tifosi che si congratulano con lui. E poi c’è l’augurio di Carlo Mazzone, il suo maestro, il tecnico che lo ha lanciato e, soprattutto, lo ha reso un uomo.

La nuova stagione inizierà ufficialmente il 14 luglio con il ritiro di due settimane a Montecopiolo, provincia di Pesaro-Urbino, 970 metri sul livello del mare. Molto difficile che per quella data il direttore sportivo possa completare l’allestimento della rosa, posto che è intenzione della società -  ribadita anche oggi - procedere all’azzeramento del parco giocatori, salvo poche eccezioni. Ma il messaggio ai calciatori attualmente in rosa e ai potenziali obiettivi della campagna trasferimenti parte forte e chiaro: “Non mi piace parlare molto, vivo di organizzazione e di disciplina, concetto questo perso di vista ultimamente dai più giovani. Sarà il benvenuto chi è pronto a mettersi in discussione, a sudare per la maglia, a rispettare sempre la società e la tifoseria. Il cento per cento non basterà, lo devono sapere”.

moriero2-2Non mancheranno le opportunità per i più giovani, ha garantito, ma solo se assimileranno un concetto per lui basilare: “Il calcio in cui credo io non dipende dall’età, è fatto di disciplina e di rispetto, a partire dagli orari e dai compagni”.

Dal punto di vista tattico, Moriero si è definito un tecnico duttile, pronto cioè a modificare l’assetto a seconda delle esigenze: “Mi piace sempre giocare un calcio propositivo, indipendentemente dal modulo che può essere un 4-2-3-1, un 4-4-2, oppure un 4-3-3”. In chiusura di conferenza il nuovo tecnico del Lecce ha rivolto un appello ai tifosi: “Vorrei che questo fosse un campo difficile per tutti, come lo è sempre stato”.

Quanto allo staff tecnico, come noto, sarà Sandro Morello, già allenatore dei Giovanissimi nazionali il suo secondo. Come preparatore dei portieri, confermato Raffaele Di Fusco che Moriero ha già conosciuto a Napoli mentre il preparatore atletico sarà con ogni probabilità Donatello Matarangolo, nell’ultima stagione al Grosseto, milanese di 34 anni. E’ dunque tempo di ripartire: il 4 agosto ci sarà il primo impegno di Coppa Italia mentre il campionato inizierà il primo di settembre. 

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