Il Lecce apre una nuova fase: con Corvino per un piano a lungo termine

Presentazione del nuovo responsabile dell'area tecnica del Lecce presso il palazzo BN del socio De Picciotto. L'obiettivo è quello di consolidare il patrimonio tecnico del club

LECCE - Alla presenza di tutto lo stato maggiore dell’Us Lecce - unico assente René De Picciotto, fuori città -, con in testa il presidente Saverio Sticchi Damiani, è avvenuta la presentazione di Pantaleo Corvino come responsabile dell’area tecnica dell'Us Lecce. Si tratta di un ritorno di peso, quindici anni dopo il congedo e l’approdo alla Fiorentina. Ma anche discusso perché, non è un mistero, con una parte della tifoseria, soprattutto con quella più radicale, si era consumata una rottura che non troverà composizione dopo alcune operazioni di mercato giudicate lontane dall'interesse della squadra che poi lasciò 15 anni addietro per trasferirsi in Toscana. Sul punto il diretto interessato ha cercato di allentare la tensione: "I tifosi sanno che se ho sbagliato, e in questo caso mi dispiace, è stato per amore, però sanno che io ho sempre dato il cuore per la maglia".

Da allora di tempo ne è passato, bisogna ripartire, e pure alla svelta. Tra un mese e mezzo, infatti, è prevista la prima giornata del campionato di serie B: nella cadetteria il Lecce è scivolato dopo un torneo tribolato ma molto dignitoso, nel quale ha riscosso anche consensi e simpatia per la filosofia di gioco espressa. Il rammarico per un esito che poteva essere diverso non è certo svanito, ma non c’è nemmeno più tempo per le recriminazioni: l’Us Lecce ha un piano e Pantaleo Corvino è uno dei due fulcri principali per la ripartenza. L’altro è, per forza di cose, l'allenatore e ci sono buone possibilità che possa ancora essere Fabio Liverani, del resto già sotto contratto.

Il presidente: "Ci voleva una scossa di energia"

Ad aprire la conferenza stampa, iniziata poco dopo le 11 presso l'elegante palazzo BN in via XXV luglio, è stato il presidente, Sticchi Damiani: "Passare da una retrocessione dolorosa, maturata all’ultima giornata, dopo una stagione estenuante e ripartire subito è un segnale forte per aprire un nuovo ciclo. Ci voleva uno shock che desse subito energia a tutti noi. Essere riusciti a convincere una figura come quella di Pantaleo Corvino rappresenta una operazione di forte impatto. In una riunione di poco precedente l’ultima giornata, con gli altri soci abbiamo deciso di aprire una nuova era, con presupposti diversi: finora abbiamo inseguito il risultato sportivo, soprattutto in C, da cogliere il prima possibile, spesso tralasciando il senso della prospettiva. E il quadriennio è stato importante, con due promozioni a una salvezza sfiorata".

Il numero uno del club non ha usato giri di parole, definendo Corvino "il migliore nel suo ruolo. Mentre lui parlava con interlocutori più importanti, abbiamo toccato corde che può percepire solo chi è figlio di questo territorio. Corvino a Lecce in B è una forzatura, mi rendo conto. Tra me e lui c’è un'amicizia di vecchia data, con lui mi sono sempre consultato in questi anni: ci ha suggerito prima Trinchera e poi Meluso, che ha indicato come persona indipendente e seria. Il nostro legame non si è mai interrotto. È un cavallo di razza che ha vinto il campionato di B tutte e tre le volte che lo ha affrontato, ma questo curriculum non deve determinare alcuna certezza del risultato, ma sì dell'impegno. Vanta 50 partite nelle competizioni europee, 13 titoli italiani nei settori giovanili, 600 gare in A. Da quando abbiamo siglato l’accordo non ha smesso di lavorare, non l’ho mai visto così motivato." Il presidente ha poi aggiunto che Gennaro Delveccio continuerà il suo rapporto con il Lecce nel ruolo di coordinatore del settore giovanile.

Sticchi Damiani ha poi tracciato, per sommi capi, gli obiettivi che ha affidato a Corvino, ribadendo di voler mettere da parte l'ansia da risultato immediato senza però rinunciare alle ambizioni di tornei di vertice e, se possibile, vincenti: "Patrimonializzare il club, rafforzare la parte tecnica a partire dai giovani. Il club sarà ambizioso, ma avrà un bilancio equilibrato. Nessuno si tirerà indietro, la stella polare è programmazione nei tempi giusti, io penso da presidente ma continuo a sognare da tifoso".

Corvino: "Radici mai dimenticate"

Queste le prima parole di Pantaleo Corvino: “Sono emozionato: non è una frase di circostanza. Un’accoglienza così non me l’aspettavo, grazie a tutti i soci, in primis al presidente. Un saluto anche a chi non è presente e ai nostri tifosi. Mi sono ripromesso di andare a braccio. Non mi piace mai guardare indietro: quello che ho fatto resta, i risultati ma anche gli errori. Preferisco guardare in faccia il presente: sono felice di essere qui. Forse l’unico primato che ho è quello del maggior numero di partite come direttore sportivo in serie A. Può sembrare surreale a qualcuno che ora mi ritrovi in serie B, ma io ho fatto sempre scelte di cuore: sono partito dalla Terza Categoria per arrivare in Champions League. Di 45 anni di calcio, un terzo li ho vissuti qui, nel mio territorio. Non ho mai dimenticato le mie radici”.

Il nuovo responsabile dell'area tecnica, che avrà praticamente pieni poteri, ha chiarito come il suo impegno si declinerà su più fronti: “Per me lavorare significa farlo attraverso un’idea, che ho condiviso con il presidente e l’intero Cda. Io ho la vocazione per il settore giovanile: creare la risorse tecniche è la cosa più importante. Prendo atto delle possibilità del club: mi potrei concentrare solo sulla prima squadra, ma io voglio continuare a essere quello che sono sempre stato. In questa veste cercherò di dare il meglio, di più di quanto ho dato fino a oggi. Lo farò per la mia gente, per la proprietà e per tutti quelli che seguono le sorti del Lecce. Il mio obiettivo è quello di lasciare il Lecce dove lo lasciai quindici anni addietro, ma ho chiesto al presidente di non mettermi fretta: di sicuro voglio vincere sempre”.

Per quanto riguarda la guida tecnica della prima squadra, Corvino ha già avuto un primo colloquio con Liverani : “Da quando abbiamo trovato un’intesa generale, mi sono buttato a capofitto nel lavoro, non c’è tempo da perdere: ho parlato anche con Liverani. Le mie valutazioni sul mister sono molto positive, gliel’ho detto, ci siamo confrontati su pregi e difetti, quelli nostri personali, quelli della squadra e dell’ambiente. Ora ha bisogno di tirare il fiato, presto avremo un confronto faccia a faccia, com’è giusto che sia prima di partire per un percorso insieme. Con i mezzi che avremo, cercheremo di essere una macchina perfetta: dall’area tecnica al reparto scouting, fino all centro sportivo per il settore giovanile che per me è sempre stato motivo di discussione con i miei presidenti”.

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Tra i punti in cima all'agenda di Corvino, quello della ricognizione del patrimonio tecnico della prima squadra e della valutazione delle varie situazioni contrattuali e quindi delle strategie di intervento sul mercato: "La cosa che mi ha impressionato è che una decina di giocatori, quasi tutti titolari, erano in prestito", ha detto, aggiungendo anche di aver già ricevuto diverse ricerche per i calciatori che si sono ben comportati in questa stagione: "Cerco di tenere il meglio, ma non voglio calciatori che restino controvoglia, perché questi colori li devono sentire addosso".

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