Lecce col fiato sospeso. La Casertana annuncia ricorso per avere i tre punti

Il club salentino, dopo l'infortunio dell'assistente Meozzi, ha delegato il magazziniere, regolarmente inserito in distinta. Ma per i campani si è trattato di irregolarità

L'arbitro Paolini comunica la sua decisione alle panchine.

LECCE - Il pareggio tra Casertana e Lecce, prima e quarta forza del campionato distaccate di soli quattro punti, non è stato omologato dal giudice sportivo.

La società campana ha infatti preannunciato un ricorso per chiedere la vittoria a tavolino adducendo come motivazione una presunta irregolarità da parte del club salentino che, appresa la notizia, ha reagito con una dura presa di posizione.

"L’iniziativa della società casertana di avvalersi di cavilli formali per stravolgere il risultato del campo - si chiude così una nota stampa diramata nel tardo pomeriggio dal sodalizio leccese - è in contrasto con ogni valore etico dello sport e con il Codice di giustizia sportiva, che esclude conseguenze che possano incidere sul risultato sportivo quando vengano eccepite contestazioni puramente formali.  Anche il silenzio stampa in cui si è chiusa la Casertana si commenta da solo".

Il motivo del reclamo da parte dei campani è da collegare all'impiego del magazziniere del Lecce, Giovanni Fasano, come assistente dell'arbitro dopo l'infortunio occorso al guardalinee ufficiale Meozzi subito dopo il pareggio di Surraco. A quanto è dato sapere la Casertana si appella al fatto che, secondo l'interpretazione data al regolamento, possono essere utilizzati in questi casi di emergenza solo i tesserati. Tale non sarebbe il collaboratore dello staff giallorosso, pur essendo inserito regolarmente nella distinta che la società ha consegnato all'arbitro.

In realtà il Codice di giustizia sportiva, all'articolo 17 comma 5,  parla di sconfitta a tavolino per le squadre che delegano persone che non hanno titolo, senza che mai compaia il termine tesserati. Così impostata, la cosa appare una mera forzatura per trovare un espediente formale. Il club presieduto da Enrico Tundo, da parte sua, appare sufficentemente tranquillo, almeno a leggere il testo del comunicato: "L’Us Lecce, pur ribadendo l’unicità dell’episodio verificatosi sabato scorso e per il quale non ci sono precedenti simili nei campionati professionistici, non ha fatto altro che seguire rigorosamente le indicazioni dell’arbitro signor Paolini, il quale pur essendo tenuto da regolamento a reperire altro assistente (anche tramite comunicazioni fonica), ha ritenuto invece di poter continuare a dirigere la gara da solo senza la collaborazione dei guardalinee. In tale ruolo sono stati individuati, a scopo puramente formale, dei soggetti inseriti in distinta, soggetti, che peraltro, non sono stati mai presi in considerazione dall’arbitro nello svolgimento della parte residua della partita".

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Insomma, se di inosservanza del Codice di giustizia sportiva si può parlare, è più per la scelta del direttore di gara che ha evitato la ricerca di un assistente eventualmente presente nell'impianto, facendo invece tutto da solo. C'è da aggiungere che per la mezzora di gara disputata senza assistenti ufficiali non ci sono stati episodi di gioco contestati. Ora non resta che attendere il pronunciamento della giustizia sportiva. 

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