Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Combine derby, slitta la testimonianza di Masiello e soci. In aula a febbraio

Ancora un rinvio nel processo che vede imputati per frode sportiva l'ex presidente del Lecce, Pierandrea Semeraro, l'imprenditore Carlo Quarta, e Marcello di Lorenzo, amico di Andrea Masiello. Il difensore non si è presentato in udienza

@TM News/Infophoto

LECCE – Nuovo rinvio nel processo che vede imputati, con l'accusa di frode sportiva, l'ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l'imprenditore Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo, amico dell'ex difensore del Bari Andrea Masiello.

La Procura di Bari, infatti, ha chiesto l'archiviazione del fascicolo su una presunta truffa ai danni della As Bari Calcio, in cui sono indagati l'ex difensore biancorosso Andrea Masiello, i suoi amici Gianni Carella e Fabio Giacobbe e l'allora faccendiere dei biancorossi Angelo Iacovelli. L'inchiesta era stata avviata più di un anno fa dopo la denuncia della società sportiva, con riferimento al presunto danno subìto con la combine del derby Bari-Lecce del 15 maggio 2011. Il pm titolare dell'indagine, Ciro Angelillis, non ha tuttavia ritenuto che ci fossero i presupposti per contestare il reato di truffa e quindi ha chiesto l'archiviazione.

La As Bari Calcio ha fatto opposizione e la questione sarà discussa il prossimo 30 gennaio dinanzi al gip del tribunale di Bari Roberto Oliveri del Castillo. Masiello, Carella e Giacobbe oggi avrebbero dovuto testimoniare dinanzi al Tribunale monocratico, ma il pm Angelillis ha chiesto un rinvio della loro audizione (presenti oggi in aula solo Carella e Giacobbe) ad un'udienza successiva a quella della possibile archiviazione della truffa. Attendere l'esito di quel procedimento servirà a definirne la condizione di testimoni nel processo per frode. Se il fascicolo per truffa non sarà archiviato, i quattro saranno testi assistiti indagati in procedimento connesso. In caso contrario saranno testimoni puri, obbligati pertanto a rispondere e a dire la verità. L'udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 28 febbraio.

Andrea Masiello, e due suoi presunti complici, Gianni Carella e Fabio Giacobbe, hanno patteggiato nell'ottobre 2012: Masiello a una pena di un anno e 10 mesi, gli altri due un anno e 5 mesi per le presunte partite truccate Bari-Lecce, Palermo-Bari, Bari-Sampdoria e Bologna-Bari. A Semeraro, Quarta e Di Lorenzo il sostiuto procuratore della procura di Bari Ciro Angelillis contesta un solo episodio di frode sportiva, relativo al derby. I tre sono stati incastrati proprio dalle dichiarazioni di Masiello e dei suoi due amici.

Per truccare il derby – hanno rivelato agli investigatori – furono versati ai baresi circa 230mila euro, pagati in diverse tranche. La prima parte, che ammontava a 50mila euro, sarebbe stata versata durante un incontro all'Hotel Tiziano di Lecce. Le altre parti della cifra pattuita sarebbero state consegnate da Carlo Quarta a Carella durante incontri avvenuti in una stazione di servizio sulla tangenziale di Bari; e da Quarta a Masiello in una località del nord Italia dove l'ex calciatore biancorosso (poi passato all'Atalanta) viveva all'epoca dei fatti.

Andrea Masiello, ex capitano della formazione biancorossa, secondo i magistrati baresi, avrebbe, nel doppio ruolo di “corrotto e corruttore”, alterato il risultato di alcune gare, tra cui proprio quella con il Lecce. “Quando il risultato era sullo 0-1 a favore del Lecce – ha raccontato Masiello agli inquirenti –, ho sfruttato un'occasione che mi si è posta per poter cristallizzare definitivamente l'esito della sconfitta per il Bari e per poter, quindi, ottenere il pagamento promessomi, realizzando l'autogol con cui si è concluso l'incontro”. Se vendere un derby può essere considerato il peggior abominio da parte di un tifoso, realizzare volontariamente un autogol e sancire la salvezza dei rivali, sono la peggior infamia per un calciatore. Perché un autogol nel derby non è soltanto un tradimento, è un atto quasi blasfemo la cui ombra, inevitabilmente, si allunga anche sulla sponda giallorossa.

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