Sabato, 25 Settembre 2021
Sport Maglie

Scontri e follia nelle serie minori: Daspo per venti

Tredici i provvedimenti a carico di calciatori, dirigenti e tifosi del Maglie. Le contestazioni contro l'arbitro a calci, sputi e lancio di sassolini. Altri sette diffidati per San Cassiano-Martano

MAGLIE - Botte da orbi, strattoni all'arbitro, gli immancabili sputi, qualche sassaiola accendini volanti, auto assediate e prese a pugni, e chi più ne ha, più ne metta. Storie di ordinaria follia attorno ad un pallone, nelle serie minori. Tanto che, alla fine, oltre alle disposizioni disciplinari di rito, sono scattati anche i deferimenti penali, alla Procura di Lecce, con venti Daspo (dopo accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Maglie, impegnati nel servizio d'ordine), inflitti, questa volta, non solo alle frange turbolente del tifo, ma anche - e qui sta la particolarità della faccenda - a calciatori e persino dirigenti. Sotto la lente, due gare in particolare, o, meglio sarebbe dire, due battaglie campali: Maglie-Terlizzi, disputata il 7 marzo scorso, e San Cassiano-Martano, del 20 dicembre 2009, giocata a Botrugno. I reati contestati: rissa, danneggiamento di beni pubblici e violazione delle norme durante le manifestazioni sportive.

La questione più delicata riguarda Maglie-Terlizzi. Qui, la scorsa settimana, il finimondo. Tanto che, a conti fatti, sono ben tredici le persone che hanno ricevuto il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, tutti salentini: due calciatori, ben cinque dirigenti e sei tifosi. La squalifica del campo è di otto giornate. Le contestazioni, contro certe decisioni della terna arbitrale, che hanno scatenato il finimondo. Ma per comprendere cosa sia successo, a grandi linee, ecco una ricostruzione tramite il referto della Lega nazionale dilettanti della Figc, in cui si ricorda che tutto ha avuto inizio al 23' del primo tempo, quando un dirigente del Maglie ed altre tre persone, avrebbero accerchiato la giacchetta nera, iniziando a proferire ingiurie e minacce. Alla fine della prima frazione di gioco, le iniziative contro il direttore di gara ed i suoi collaboratori, sarebbero proseguite, con la complicità di alcuni tifosi, che l'avrebbero fatto oggetto di sputi (indirizzati in particolare al volto di un guardalinee) e di un lancio di sassolini, per fortuna senza conseguenze.

Ma i problemi veri sarebbero sorti nel tunnel degli spogliatoi, quando una decina di persone, fra cui il già citato dirigente, avrebbero proseguito ad offendere la terna, riptenedosi in quest'atteggiamento anche al momento del ritorno in campo, per la ripresa dei giochi. Il bello, però, doveva ancora venire. Al termine della partita, ingiurie sarebbero piovute verso la terna anche da parte di due calciatori. Terna poi assediata nel tunnel da almeno una ventina di persone, e colpita ancora una volta da sputi e sassolini. Senza considerare gli insulti, anche da parte di altri componenti dello staff del Maglie, e l'accerchiamento di un guardalinee, con spintoni e strattoni, seguiti da una pioggia di altri oggetti di piccole dimensioni (fra cui accendini) lanciati sulla schiena.

Un incubo proseguito anche all'esterno. L'arbitro, nel parcheggio, si sarebbe trovato in mezzo ad una quarantina di persone inferocite, beccandosi anche un paio di calci al polpaccio, un accendino sulla spalla ed una secchiata d'acqua. Tutto questo, davanti ai carabinieri. Uno degli assistenti dell'arbitro, nel frattempo, sarebbe stato pestato da dirigenti e calciatori non meglio identificati, e poi anche da altri sostenitori. Neanche dentro l'auto, l'arbitro ha avuto vita facile. Una decina di facinorosi l'avrebbero colpita con pietre, pugni, sputi e calci sulla fiancata, cercando invano di aprire lo sportello. I carabinieri hanno dovuto scortarlo fino a Sternatia. Piccola postilla: un dirigenti ed un tifoso erano già stati soggetti a provvedimenti analoghi, tre anni addietro, a seguito di un focoso Maglie-Galatina. Più nella norma da stadio, invece, quanto avvenuto a Botrugno, dove ad essere deferiti e colpiti da Daspo sono stati sette tifosi, i quali si sarebbero resi protagonisti di violenze all'esterno del campo sportivo.

Ma i tifosi del Maglie contestano gli arbitraggi: "A nostro svantaggio"

Di seguito, la lettera inviata dai tifosi dell'U.S.D. A. Toma Maglie al presidente della Lena nazionale dilettanti, Vito Tisci. Nella missiva si contestano le decisioni del giudice sportivo in seguito alla partita casalinga del 7 marzo 2010, che la squadra ha disputato contro il Terlizzi ed comportamenti che le terne arbitrali avrebbero riservato sin dall'inizio del campionato, all'origine dei disordini scatenatisi dopo la partita.

Egr. Dott. Tisci,

Siamo dei tifosi dell' U.S.D. A. Toma Maglie e Le scriviamo per esprimere il nostro sdegno circa la pesante mano della giustizia sportiva nei confronti della squadra della nostra Città.

Già dall'inizio dell'attuale campionato di Eccellenza Pugliese, sia in casa che in trasferta, abbiamo assistito ad episodi a dir poco sospetti da parte di terne arbitrali che, sistematicamente, si sono accanite nei confronti dei nostri calciatori e della nostra Società in generale. Designazioni piuttosto strane, quasi sempre infatti le nostre partite contro squadre baresi sono state arbitrate da terne sempre baresi; decisioni in campo e referti a fine gara che ci lasciano con più di un sospetto sulla buonafede dei suddetti direttori di gara e del sistema in generale.

Il colmo si è raggiunto domenica 7 marzo 2010 in occasione della gara casalinga che l'U.S.D. A. Toma Maglie ha disputato contro il Terlizzi: ad arbitrare la gara è stato designato il sig. Pavone di Barletta (città a 38 km. da Terlizzi!!!) che, già al 25° del primo tempo, come Lei ben sa, ha espulso un calciatore della nostra squadra comminandogli due ammonizioni nel giro di dieci minuti, la seconda per un fallo del tutto inesistente! Tutto quello che ne è scaturito e che è cronaca di questi giorni è dovuto all'esasperazione di dirigenza e tifosi per un campionato che sarebbe potuto finire diversamente, o che si poteva sì perdere ma senza essere spinti nel baratro da mani esterne!

Siamo stanchi di essere trattati in questo modo e di non avere alcun tipo di tutela, sia in casa che in trasferta. Tutto ciò rende vani tutti gli sforzi e i sacrifici economici (e sono tanti) che pochi e piccoli imprenditori della nostra Città fanno per mantenere in vita una società di calcio che vanta ben 66 anni ininterrotti di storia e che in passato ha anche sfiorato la serie B.

Ancora è nei nostri occhi e nella nostra memoria l'aggressione fisica subita dai nostri calciatori, dal nostro staff tecnico e dirigenziale e dalla terna arbitrale nel campionato di serie D girone H del lontano 1995/1996, durante la sfida promozione in quel di Altamura. In quell'anno eravamo primi sin dalla prima giornata di campionato, meritavamo sul campo di vincerlo perchè avevamo una squadra attrezzatissima, che giocava veramente un calcio spettacolare; ma tutto venne falsato da quegli spiacevolissimi e dannosissimi episodi. Infatti dopo l'aggressione parecchi dei nostri tra calciatori e staff tecnico, furono costretti a cure mediche non potendo partecipare alla partita (a malapena tra titolari e panchina riuscimmo a formare gli 11 per entrare in campo) sia il derby quindi che le poche partite residue furono alterate e falsate da questi eventi sdegnosi.

Lì fu davvero tutto premeditato eppure non fu riconosciuto alcun dolo alla società altamurana che vinse, con l'inganno, quella partita e quel campionato, ai nostri danni! Perché tutto questo? Perché la terna arbitrale non dichiarò la verità? Dov'era? E la federazione? A Maglie però si vede anche l'inesistente !!!

Dopo tanti sacrifici, vedendo vanificati tutti gli sforzi personali ed economici dal sistema, la società dell'allora Presidente Ruggeri (che aveva grandi progetti per riportare la A. Toma Maglie ai vertici del calcio ) non potendo vincere i campionati sul campo, gettò la spugna.

Questi torti sono sempre stati costanti negli anni e hanno sempre reso vani tutti gli sforzi economici e personali delle società che hanno provato e che provano a fare calcio a Maglie, facendo da deterrente verso eventuali grandi progetti ed investimenti di nuovi soci.

Con questa lettera noi tifosi chiediamo fortemente che si rispetti una Società gloriosa e storica del calcio pugliese, che si rispettino una Città e una tifoseria civilissime che sono state sempre all'avanguardia nel fair-play e nell'accoglienza delle società ospiti e delle terne arbitrali, in campo e fuori!!!

Infatti dopo i torti subiti costantemente dalla prima giornata, in altre piazze non si sarebbe stati così calmi fino alla fine del campionato, ma sarebbero scoppiati disordini e proteste già alle prime situazioni.

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