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Coda e Paganini (foto Chilla).

Coda e Paganini (foto Chilla).

Senza cuore, impacciato e sterile: il Lecce ne prende tre dal Pisa

Gara subito in salita: svarione di Meccariello e vantaggio toscano. Gli ospiti trovano il raddoppio con capitan Gucher al 18' e nella ripresa il terzo con Sibilli, appena entrato. Martedì salentini a Ferrara

LECCE - Dopo nove risultati utili di fila, il Lecce crolla ed è un tonfo pesante. Al cospetto del Pisa la squadra giallorossa smarrisce tutto d'un tratto la fisionomia acquisita fino a oggi: non c'è una sola cosa che sia andata per il verso giusto, in nessun reparto.

Impacciati, lenti, smarriti, Lucioni e compagni hanno servito ai toscani la partita perfetta: intensità e contropiede. Una gara inguardabile quella dei padroni di casa, che ha mandato su tutte le furie il presidente, Saverio Sticchi Damiani: intorno alla mezz'ora del primo tempo il numero uno dle club ha lasciato il suo posto in tribuna (è la prima volta da quando ha assunto la presidenza).

Primo tempo

Per l’undici iniziale il Lecce rinuncia a Mancosu e Coda e schiera Falco e Stepinski, con Listkoswki nel ruolo solitamente occupato dal capitano, tra le linee. Paganini rientra dal primo minuto. Le scelte di Corini - ancora assente per Covid - si riveleranno sbagliate: probabilmente dettate dalla necessità di tenere a riposo calciatori molto utilizzati o acciaccati (come il capitano), non hanno portato gli effetti sperati.

La gara, infatti, si è messa subito nel verso sbagliato, col regalo di Meccariello che fallisce un aggancio su lancio di Marin lasciando a Soddimo il compito, non difficile, di puntare la porta e superare Gabriel. I giallorossi sono poco reattivi e tendenzialmente sbilanciati, mentre i toscani attivano la modalità contropiede, più che sufficiente a creare continui grattacapi ai salentini: al 7’ i nerazzurri non concretizzano un contropiede in superiorità numerica, con Meccariello che ci mette una pezza. Al 9’ è Palombi, un ex, a chiamare Gabriel alla deviazione sul primo palo. 

Listkoswki nel ruolo di trequartista rende molto meno che come interno: tende troppo a schiacciarsi sulla linea offensiva e non contribuisce a disturbare l'impostazione degli avversari come dovrebbe. Falco viene preso di mira dagli avversari - l'arbitro Sacchi lascia il più delle volte lascia correre - e di suo tende ad andare a prendersi la palla risalendo il campo per decine di metri: di fatto, allora, lo schieramento del Lecce diventa a una sola punta. Tachtsidis subisce marcatura e pressing in maniera quasi sitematica: mister D'Angelo ha organizzato bene i suoi per spegnere i segnali della cabina di regia leccese. Paganini conferma di essere non a suo agio con i compiti dell'interno di centrocampo: la fase di interdizione non gli riesce, ma nemmeno, se non in modo piuttosto confusionario, quella di sostegno alla manovra, anche quando torna dalle parti che gli sono più congeniali, quelle più esterne.

La prima conclusione del Lecce verso la porta di Perilli è comunque sua, di testa, ma la sfera termina abbondantemente oltre la traversa. Nell’azione però pesa la scelta di Henderson di rinunciare a un tiro da ottima posizione. Il raddoppio del Pisa arriva sull’unico spartito possibile: ribaltamento di fronte e Gucher con un bel tiro a giro coglie il palo interno, con la sfera che termine oltre la linea. Un minuto dopo Paganini sbaglia la misura della conclusione ravvicinata, al 24' ci prova Henderson trovando la deviazione di Perilli.

Secondo tempo

A inizio ripresa l'ingresso di Mancosu (per Tachtsidis) e Coda (per Listkoskwi) sembra poter dare una scossa ai salentini, ma si tratta di un fuoco di paglia. Henderson passa nel ruolo di regista basso, ma va troppo per linee orizzontali e la capacità interdittiva del Lecce diventa ancora meno efficace. Al 59' Gucher chiama in causa Gabriel, ma già prima un cross basso di Vido aveva creato grande apprensione all'estremo brasiliano.

Il capitano del Lecce va vicino al gol con una buona conclusione dal limite dell'area, ma il Pisa sfiora il terzo gol con Vido che chiama Gabriel alla parata. È il preludio al terzo sigillo pisano, che scaturisce da una tiro potente di Sibilli, appena entrato, scagliato da fuori area al termine di un contropiede che ha messo in evidenza la condizione approssimativa del Lecce, mentale prima ancora che fisica.

C'è qualcosa che non va nei giallorossi: avrà pesato, forse, anche l'assenza di mister Corini, a casa con il Covid. Detto questo, però, l'atteggiamento complessivo è stato inammissibile, perché dei calciatori professionisti non devono certo aver bisogno del cane da guardia. Nell'ultimo spezzone di gara, il Pisa controlla con tranquillità e c'è ancora tempo per un autogol sfiorato da Meccariello, in scivolata, e per una conclusione volante di di Coda. Finisce nella costernazione dei pochi presenti al Via del Mare, anzi, quasi nell'incredulità.

D'accordo, una partita orribile non può cancellare quanto di buono fatto nelle precedenti uscite, ma i segnali di allarme sono diversi e vanno presi tutti sul serio. Si tratta della seconda sconfitta in 13 gare - e ci può stare - ma il trend dell'ultimo scorcio di torneo non è sttao quello che ci si auspicava: dopo la caparbia vittoria a Verona, tre pareggi di fila contro dirette concorrenti (Venezia e Frosinone in casa, Salernitana fuori) fino alla debacle odierna. Il salto di qualità verso la vetta non c'è stato.

Il taccuino di Corini, ma anche quello del direttore dell'area tecnica, Corvino, saranno pieni di appunti, oggi più che mai. Nel turno infrasettimanale di martedì il Lecce farà visita alla Spal e a Ferrara dovrà mostrare di essere una squadra di calciatori che onorano la maglia giallorossa prima ancora di ogni altro aspetto: a loro il compito di cancellare lo scempio di oggi di cui bisognerebbe chiedere scusa, e anche presto, ai tifosi. Il fatto che non non siano presenti non esime nessuno dall'assunzione di responsabilità.

Corvino: "Blackout generale"

Poco più di un'ora dopo il fischio finale, sono arrivate, puntuali, le dichiarazioni di Corvino: "Un blackout generale. Dopo nove risultati utili consecutivi in questa gara si  è sbagliato tutto. Gli avversari niente. Tutti amareggiati per la prestazione, compresi i ragazzi, soprattutto per il dispiacere dato ai tifosi che ci hanno seguito a distanza. Bisogna ritrovare subito tutte le energie possibili per ripartire".

Il tabellino di Lecce-Pisa 0 a 3

LECCE (4-3-1-2): Gabriel; Adjapong, Lucioni (cap.), Meccariello, Calderoni; Paganini (75' Falco), Tachtsidis (46'Mancosu), Henderson (75’ Maselli); Listkoswki (46' Coda); Stepinski (66’ Pettinari), Falco. A disposizione: Bleve, Vigorito, Rossettini, Monterisi, Pierno, Bjoerkengren, Zuta. Allenatore: Lanna.

PISA (4-3-1-2): Perilli; Belli, Benedetti, Caracciolo, Pisano; Gucher (cap.) (66’ Sibilli), De Vitis (86' Quaini), Marin; Soddimo (66’ Siega); Palombi (86' Meroni) Vido (82’ Masucci). A disposizione: Birindelli, Kucich, Bichini,  Loria, Lisi, Masetti, Marconi. Allenatore: D’Angelo.

Marcatori: 2’ Soddimo, 18’ Gucher, 68’ Sibilli

Ammoniti: 8’ Marin, 28’ Listkokski

Arbitro: Sacchi di Macerata; assistenti: Mastrodonato di Molfetta, Di Monte di Chieti; quarto ufficiale: Robilotta di Sala Consilina

La 13esima giornata

Risultati: Entella-Pordenone 0 a 1; Frosinone-Salernitana 0 a 0; Chievo-Empoli 1 a 1; Vicenza-Ascoli 2 a 1; Lecce-Pisa 0 a 3; Brescia-Reggiana 3 a 1; Cremonese-Cosenza 1 a 0; Pescara-Monza 3 a 2; Venezia-Spal 0 a 0; Reggina-Cittadella 1 a 3.

Classifica: Empoli 26; Salernitana 25; Frosinone 24; Cittadella 23; Spal 22; Venezia e Lecce 21; Monza 20; Chievo 19; Brescia, Pordenone e Pisa 17; Vicenza 15; Reggiana 14; Cosenza e Cremonese 12; Pescara 11; Reggina 10; Ascoli 6; Entella 5. 

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