Spal-Lecce scontro diretto, ma mister Liverani scaccia l'ansia da ultima spiaggia

Mercoledì sera turno infrasettimanale, si affrontano due formazioni con tre punti in classifica dopo quattro turni. L'allenatore del Lecce chiede ai suoi di ritrovare la qualità del palleggio

LECCE - Non vuol sentir parlare di ansia, Fabio Liverani. L'allenatore del Lecce, alla vigilia della partita in trasferta contro la Spal, valevole per la quinta giornata di campionato, tiene a debita distanza la tentazione di parlare di spareggio, di ultima spiaggia. Si tratta, è vero, di uno scontro tra due formazioni con tre punti ciascuna dopo quattro gare, ma la stagione è appena agli inizi e non è ancora tempo di tirare le somme e di fare proclami ultimativi. Il Lecce arriva a Ferrara con il peso dei quatto gol incassati ad opera di un Napoli troppo superiori, ma gli avversari emiliani non possono rallegrarsi: nel derby con il Sassuolo, infatti, di reti ne hanno prese tre.

L'allenatore dei salentini, come preannunciato prima che iniziasse il trittico settimanale di incontri (domenica prossima al Via del Mare c'è la Roma), appare intenzionato a proseguire con la rotazione degli elementi che, per vari motivi, sono più indietro dei compagni quanto a preparazione fisica.

Potrebbe dunque essere l'ora di Babacar, almeno per un tempo e anche quella di Shakhov e Petriccione, quest'ultimo messo un poco al margine dopo l'esordio a San Siro. La partita di domenica ha lasciato qualche strascico: Tachtsidis avverte un dolore alla coscia, si è sottoposto a risonanza magnetica con esito negativo e ora si attende l’ecografia per fare una diagnosi definitiva che, per fortuna, pare orientata verso l’affaticamento. Nemmeno Farias e Lapadula sono in buone condizioni e per questo sono rimasti a casa. Nella lista dei convocati si rivede Meccariello, ma il difensore centrale non è ancora utilizzabile. 

"Il nostro non è turn over"

A Liverani non piace parlare di turn-over perché, ha spiegato, le gerarchie nella sua rosa non sono ancora definite: “Noi cambiamo intanto perché abbiamo diversi giocatori che non erano con noi erano in ritiro e si sono aggregati dopo, ma anche perché tutti - dallo staff al direttore sportivo fino alla proprietà - riteniamo giusto dare un minimo di minutaggio ai calciatori per poi costruire la squadra su chi meriterà. Tabanelli ha fatto tutta la preparazione, ma non meritava di essere titolare, poi ha fatto bene col Torino e nella settimana successiva: fino a poco tempo fa nessuno lo avrebbe inserito tra i titolari".

Liverani più che preoccupato per il numero di gol incassati, già dieci, si è detto concentrato sulla personalità che la squadra deve dimostrare anche dal punto di vista tecnico: del resto, la differenza principale tra la vittoriosa partita di Torino e quella contro il Napoli, sta tutta lì, ha sottolineato, nella capacità di mostrare una certa qualità nel palleggio e nella precisione dei passaggi. Sono riflessioni che scaturiscono dalla sua mentalità sempre volta alla costruzione del gioco, ma l'allenatore sa bene che i processi di crescita passano necessariamente da complicate fasi di assestamento. Per questo dai suoi ragazzi si attende, nel match di marcoledì sera, una prova di autorevolezza e consapevolezza. 

Il primo gol della Lazio e il modello Spal

Il tecnico romano ha spiegato la centralità del concetto di palleggio nella sua filosofia di gioco: “Se fatto bene, ti da non solo la possibilità di non essere attaccato, ma anche di recuperare gestendo la palla, ti permette di fare le verticalizzazioni per provare a offendere. Se sbagli tanto, invece, i rischi sono tanti: puoi prendere imbucate in uscita, fai fatica, perdi un pochino di entusiasmo. Quando hai la palla devi avere la lucidità di saperla gestire. Al di là delle differenze tecniche tra Napoli e Torino, contro i granata noi siamo stati tecnicamente di un livello superiore". In un secondo passaggio della conferenza il tecnico ha poi indicato nel primo gol della Lazio contro il Parma, quello di Immobile, servito in verticale da Luis Alberto chiamato in causa dal portiere della Lazio, l'esempio perfetto di cosa intende lui per semplicità e capacità di determinare il gioco con le posture e le scelte giuste. 

In chiusura di conferenza, il tecnico del Lecce ha avuto parole di grande rispetto per gli avversari di mercoledì: "La Spal per noi può essere quasi un riferimento: prima di noi hanno ottenuto una doppia promozione, si sono impegnati con lo stadio, hanno costruito giocatori di categoria, lanciandoli nella mischia un anno dopo l'altro. Una società da prendere come modello per quello che ha fatto e per come si organizza".

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