Martedì, 27 Luglio 2021
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Sport 2013. Il Lecce tocca il fondo, ma prova a risalire. Scoperta Nocco

I giallorossi perdono la serie B nella finale play-off e si scatena l'inferno. Francesco Moriero esonerato dopo quattro sconfitte, Franco Lerda ritorna sulla panchina che gli era stata tolta a gennaio. Un giovane salentino brilla nel motociclismo

Auto della polizia in fiamme dopo la finale di ritorno tra Lecce e Carpi.

LECCE – Dalle stelle alle stalle e poi, magari, di nuovo in alto. Il 2013 del Lecce corrisponde ad una parabola, iniziato a gennaio con un primo posto e concluso a dicembre con un quinto, passando per l’indimenticabile incubo del 16 giugno, gara di ritorno della finale play-off contro il Carpi, punto più basso dei dodici mesi trascorsi e, forse, dell’intera storia giallorossa.

Dopo quel giorno è iniziata una lenta e problematica risalita: nonostante l’infelice esperienza di Francesco Moriero alla guida del suo Lecce per quattro giornate, il campionato di Prima divisione, girone B, ha assunto una piega promettente. Con il ritorno di Franco Lerda in panchina e la ritrovata disponibilità di elementi giunti nel Salento con infortuni pesanti o fuori condizione, la squadra si è ritrovata compatta attorno alla leadership di Fabrizio Miccoli, che non sarà quello di qualche anno addietro ma che in questa categoria fa sempre la differenza anche con un paio di invenzioni a partita.

Contrariamente alle apparenze, quindi, sta meglio il Lecce di quest’anno rispetto a quello della scorsa stagione. Di questi tempi i giallorossi si accingevano al cenone di San Silvestro con il primo posto in tasca, ma la polvere delle divisioni e del malumore iniziava ad uscire da sotto il tappeto di una classifica di vertice. Tanto che il 20 gennaio, dopo la sconfitta a San Marino per 3 a 1 e il secondo sorpasso ad opera del Trapani – il primo c’era stato dopo il rovescio di Carpi, a metà dicembre -, Savino e Antonio Tesoro si piegano al sacrificio di Lerda sull’altare del gruppo dei senatori. Pensano, così facendo, di garantirsi il raggiungimento dell’agognata promozione che significa, per la proprietà, una dozzina di milioni di euro in cassa.

I fatti però danno torto all’esonero del tecnico piemontese: dopo un testa a testa di quattro mesi con i siciliani, il Lecce perde definitivamente la possibilità di vincere il campionato alla penultima giornata, pareggiando 2 a 2 in casa contro il Carpi. Ironia della sorte, saranno proprio i modenesi, in una condizione fisica decisamente migliore, ad avere la meglio dopo i 180 minuti di confronto nella finale dei play-off che comunque è passata anche agli annali della cronaca, oltre che del calcio, per l’invasione finale di campo e per le violenze dentro e fuori dal Via del Mare. Le immagini di quei venti minuti di vergogna fanno il giro d’Italia.

moriero6-4Per fortuna, la palla ricomincia a rotolare a luglio sulle alture del pesarese dove il Lecce si ritrova agli ordini di un allenatore giovane, leccese e molto determinato. Francesco Moriero corona il sogno della sua vita sportiva, ma la sorte gli volta le spalle: dopo quattro sconfitte consecutive la proprietà – che intanto ha “ripulito” lo spogliatoio trattenendo solo pochi elementi, ma che non è ancora riuscita nell’intento di mettere a disposizione del tecnico leccese un organico completo - decide di sollevarlo dall’incarico. L’uscita di scena del tecnico leccese è lacerante dal punto di vista umano e i contrasti con una parte della stampa – che Moriero accusa di avergli remato contro – sono l’ultimo atto di una storia breve e che grida vendetta.

Per guardare avanti con maggiore fiducia, i Tesoro puntano dunque al passato, ammettendo quindi l’errore commesso a gennaio: Franco Lerda torna a ottobre sulla “sua” panchina con la lezione bene in mente e con la garanzia che, se necessario, l’organico verrà ulteriormente rafforzato nell’imminente mercato di gennaio: il girone B è molto competitivo. Rispetto al primo posto, intanto, il Lecce ha recuperato solo due punti, ma si è messo alle spalle, partendo dall’ultima posizione, ben dieci squadre. Guardare al 2014 con fiducia è assolutamente lecito.

Nel nuovo anno, sarà un piacere seguire la crescita di Alessandro Nocco, giovanissimo pilota di moto di Taviano, giunto secondo alla sua prima esperienza nella categoria Superstock 600. Da esordiente ha vinto il maggior numero di corse, tre, e per giunta su circuiti leggendari come Imola, Silverstone e Magny-Cours. Si è laureato vicecampione d’Europa, pagando rispetto al compagno di squadra Morbidelli una minore regolarità in fatto di presenze in zona punti. Nel 2013 ha brillato anche la stella di Daniele Greco, di Galatone, che ha vinto a marzo la medaglia d’oro nel salto triplo ai campionati europei indoor di atletica a Goteborg. Pochi mesi prima, alle Olimpiadi di Londra aveva ottenuto un lusinghiero quarto posto.

Infine, una riflessione sul movimento della palla ovale: anche nel Salento, oramai, il rugby è una realtà grazie ai verdi della Svicat Lecce e ai giallorossi del Trepuzzi. L’auspicio è che i risultati sportivi possano congiungersi alla diffusione di questa splendida disciplina come attività di base per i ragazzi salentini. Una ragione in più per rivendicare maggiori investimenti da parte delle istituzioni nell’impiantistica sportiva pubblica.

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