Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Appunti dal ritiro: dallo staff ai giovani, è un sogno chiamato Lecce

In maglia giallorossa si ritrovano Moriero, il suo vice Morello, i ragazzi salentini alla prima esperienza come Bleve, Tundo e Luperto, senza dimenticare Miccoli, che a 34 anni si fa carico di un gruppo che dimostra un entusiasmo contagioso

Da sinistra, Bleve, Luperto e Tundo.

VILLAGRANDE DI MONTECOPIOLO (Pesaro – Urbino) – Il 6 giugno del 1993 il Lecce espugnava il Dall’Ara di Bologna grazie ad un goal di Sandro Morello. Quel pomeriggio che poi si rivelò determinante per le sorti del campionato, tra le migliaia di leccesi al seguito della squadra, c’era anche Fabrizio Miccoli (nella foto, sotto), adolescente. Dopo vent’anni  i due si incrociano ancora una volta nel segno dei colori giallorossi: il primo è l’allenatore in seconda, l’altro il capitano del Lecce.

“Quando sei chiamato a fare qualcosa per la tua città, è sempre una responsabilità speciale”, ha dichiarato questa mattina il vice di Francesco Moriero – guarda caso, anche lui leccese doc. A proposito del bomber, Morello ha aggiunto: “Me lo ritrovo oggi con l’entusiasmo di un ragazzino”.  Ed in effetti lo spirito delle comitiva giallorossa, alla vigilia della conclusione del ritiro a Villagrande di Montecopiolo, è buono e le sedute di allenamento proseguono senza intoppi.

L‘allenamento del mattino è il momento più temuto dai calciatori perché il lavoro atletico è all’apice della fase di accumulo. Paolo Traficante, il preparatore atletico che si avvale della stretta collaborazione di Francesco Negro - che si occupa del recupero degli atleti infortunati - ha iniziato solo questa mattina a spostare i carichi sul versante dell’intensità: “Stiamo cercando, come vuole il mister, di inculcare nei ragazzi la cultura del lavoro. In questo senso il ritiro è propedeutico alla preparazione che continueremo a svolgere tornati nel Salento e per tutta la stagione”.

Traficante e Negro, salentini, giovani e con una prospettiva di carriera allettante, non trascurano alcun dettaglio. Si avvalgono dei metodi scientifici più accreditati, come il test di Borg per valutare la metabolizzazione dei carichi di lavoro,  e trovano anche nella tecnologia un supporto fondamentale: con sette Gps, ad esempio, ottimizzano l’integrazione tra esercizi con palla e movimenti senza, in modo che lo sforzo del calciatore sia ben distribuito in relazione all’obiettivo. Questa metodologia consente loro di creare una database che, giorno per giorno, rivela il profilo specifico di ogni calciatore anche al di là di alcuni pregiudizi che si potrebbero avere guardando solo al dato anagrafico: “Bogliacino è uno tra migliori a livello di resistenza, Miccoli ha sempre una grande reattività”.

miccoli_rullo-2A completare lo staff tecnico c’è Raffaele Di Fusco, “promosso” in prima squadra quando la panchina, durante la scorsa stagione, è stata affidata ad Antonio Toma. Non facile il suo compito, anche perché il preparatore sta lavorando con quattro portieri: Benassi, Bleve, Perucchini e Petrachi. E se il primo è in attesa del verdetto della giustizia sportiva per il caso legato alla gara Lecce-Lazio e l’ultimo è oramai vicino al pieno recupero dopo l’intervento chirurgico al gionocchio, gli altri due sono in rampa di lancio per il posto da titolare: “Sono due giovani molto promettenti”, si è limitato a dire Di Fusco ricordando però che, come tutti i giovani, devono migliorare sotto l’aspetto tecnico.

Marco Bleve, leccese, classe 1995, è alla prima esperienza con la prima squadra. Insieme a lui ci sono il coetaneo Edoardo Tundo, centrocampista di Galatone, e il concittadino Sebastiano Luperto, difensore centrale di un anno più giovane. Tutti hanno avuto gli stessi allenatori ed è soprattutto merito dei tecnici del settore giovanile del Lecce se questi ragazzi possono ora affacciarsi nel mondo dei professionisti. Mello, Diamante, Bray, Luperto, Maragligulo, Toma, Vergallo: ciascuno di loro ha aggiunto un tassello al processo di maturazione dei giovani calciatori che ora hanno la possibilità di arricchire il processo di crescita allenandosi con gente del calibro di Miccoli e Bogliacino.

Il portiere, che ha dichiarato di non avere un modello in particolare, ha affermato di aver stabilito un’ottima intesa con il suo concorrente, Perucchini.  Un punto di riferimento nel panorama dei big i suoi due compagni, invece, ce l’hanno: si tratta di Pirlo (per Tundo) e Thiago Silva (per Luperto).  Considerando la giovane età lo sforzo al quale sono chiamati è di quelli che lasciano il segno, ma sotto i piedi, adesso, i tre ragazzi hanno delle ali invisibili, quelle di chi vive un sogno cullato per anni a costo di sudore e sacrifici: difendere i colori della propria squadra del cuore. Loro lo fanno ad appena 18 anni, Miccoli c’è riuscito a 34. 

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