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A nove giornate dal termine

Sticchi Damiani aggira il pressing: “È il Lecce la vera sorpresa della serie B”

Il numero uno del club giallorosso, a nove giornate dal termine, ha fatto il punto della situazione. Contestata la vulgata, molto di moda tra gli avversari, per cui la squadra di Baroni sarebbe quella da battere

LECCE – Quando il presidente dell’Us Lecce convoca una conferenza, lo fa perché ha delle cose rilevanti da dire. E non è stato da meno l’incontro di questa mattina al Via del Mare mentre la squadra si apprestava alla rifinitura in vista del turno infrasettimanale di domani, a Cosenza. A nove giornate dalla fine i giallorossi si ritrovano al secondo posto, un punto dietro il Pisa.

“A questo punto del campionato – ha esordito il numero uno del club - non sta passando fino in fondo il messaggio che la vera sorpresa è il Lecce. Prima di ogni gara tutti quanti mistificano la realtà, definendoci la squadra da battere. La realtà è che noi stiamo lanciando giovani, molti dei quali senza esperienza, nel più difficile campionato di B da molto tempo a questa parte. Pensate al centrocampo che abbiamo schierato contro il Brescia (un ’98, un’99 e un 2000), al portiere, a Rodriguez. Non si dà il giusto valore al lavoro che è stato fatto finora, non si riconosce il merito di chi è andato sul mercato andando a rischiare sul profilo di alcuni giocatori, di chi ha lavorato ogni giorno su quei ragazzi, come lo staff tecnico. Prendete i cinque cambi fatti dal Monza e dal Brescia contro di noi. Capisco che sia una strategia ripetuta più volte, ma questo finisce poi per sembrare la verità”.

Sticchi Damiani ha fatto un esempio per tutti per dare il senso delle intuizioni che sono alla base di questo campionato di vertice:  “Diamo per scontato che Strefezza sia un giocatore straordinario, ma prima di venire qui al massimo aveva fatto quattro gol. Noi lo abbiamo preso per fare il 4-3-3 e il tecnico lo ha fatto diventare uno dei calciatori più importanti del campionato. A gennaio c’era la fila di  squadre di serie A e anche di altre prime divisioni per assicurarsi diversi elementi che abbiamo deciso di trattenere”.

Il presidente ha quindi ripreso una riflessione ricorrente sulle difficoltà di gestione in questo lungo periodo di pandemia, ma ha manifestato una sentita gratitutidine per i tifosi: “Se dovesse arrivare la promozione sarebbe un capolavoro e una boccata di ossigeno: in sette anni l’unico bilancio in pari è stato quello della serie A. Questo territorio mai mi sarei aspettato sarebbe stato capace di esserci così vicino in un momento tanto complicato: il nostro stadio è un'eccezione, perché la crisi di spettatori su tutti i campi è evidente. Qui siamo sempre invece circondati dall’affetto dei nostri tifosi. Appena ci sono giornate decenti e orari meno scomodi, la risposta è sempre importante. Ogni volta che giochiamo fuori  casai biglietti per gli ospiti si esauriscono in pochi minuti”.

Sullo scorcio finale del torneo, quello che decide le sorti di tutta una stagione, Sticchi Damiani ha mostrato una certa serenità: “Non voglio mettere le mani avanti: ci sono sei squadre in cinque punti, può succedere di tutto. Ma nulla può intaccare il grande lavoro compiuto in questa stagione. Come si concluderà è impossibile da prevedere, ma i dati parlano chiaro: migliore attacco, seconda miglior difesa, capocannoniere e vice. Qualsiasi cosa accada, questa stagione sarà di grande rilevanza per la crescita del club”.

Poi la risposta a una domanda sul carico personale che la presidenza del Lecce comporta: “Tanti anni ti cambiano dentro, ti arricchiscono sotto il profilo umano, delle emozioni - ha detto il numero uno del club di via Costadura -. Mi nutro dell'entusiasmo dei tifosi. Sono anni faticosi ma non sono un presidente a tempo pieno: per fortuna svolgo un’attività professionale che mi consente di dedicare gran parte del guadagno a questo sogno. La compagine societaria sta bene. Sicuramente abbiamo sofferto questi anni di Covid in cui fare calcio è pura follia. Ma devo dire che sarebbero stati complicati comunque: la retrocessione dalla A, infatti, si è portata dietro diversi contratti che non avevano senso, né potevano averlo in questa fase. Quale che sia la categoria, la prossima stagione sarà l’anno zero: finisce questo trascinamento. Corvino e Trinchera potranno lavorare su margini diversi, con contratti con logiche e numeri figli di questo tempo”.

Sticchi Damiani ha colto l'occasione della conferenza per precisare che De Picciotto, socio di maggioranza col 39 percento è vicino al resto della proprietà e anche alla squadra, cui recentemente ha fatto visita più volte. Ribadendo la suddivisione delle quote azionarie - il 31 percento a lui, il 30 al gruppo Liguori, Carofalo, Adamo - poi ha chiosato: "La gestione per blocchi consente di rimpiazzare un pezzo per volta qualora qualcuno, per qualsiasi motivo, volesse fare un passo indietro".

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