Tachtsidis inquadra la minaccia: "Con il Carpi forti prima a livello mentale"

Il centrocampista greco, autentico condottiero in campo, è stato sempre schierato da quando è arrivato nel Salento. E Liverani gli ha consegnato la squadra

Tachtsidis rammaricato al termine della gara di Cremona.

LECCE - Generale e oplita allo stesso tempo, Panagiotis Tachtsidis sembra portarsi dietro la fierezza dei fanti e l'eleganza dei condottieri greci in epoca antica. In campo può guidare un esercito, la sua squadra, e può anche sabotare da solo l'avanzata degli avversari. Non è la rapidità la sua qualità migliore, ma ha intelligenza da vendere e sa sempre dove stare: legge i movimenti, mantiene la testa alta e se deve dare una sportellata non dimentica certo di essere alto un metro e 91.

Con il Lecce ha fatto il suo esordio a gennaio, contro il Benevento, e da allora è sempre sceso in campo: dodici volte su tredici come titolare, disputanto l'intera partita e totalizzando il 90 per cento del minutaggio disponibile. Ha impiegato davvero poco ad assimiliare la filosofia di gioco di mister Liverani ed è sempre più uno dei leader di fatto della squadra salentina. Grazie a una intuizione brillante del direttore sportivo, Mauro Meluso, il Lecce gli ha dato la possibilità di tornare a giocare in Italia e, soprattutto, di entrare da protagonista in un progetto razionale di crescita.

Dopo aver racimolato una sola panchina nel Nottingham Forrest, nel Tacco d'Italia, non lontano dalla sua patria, ha trovato la rinascita sportiva e la sua intenzione è quella di rimanere in giallorosso, nonostante più di qualcuno gli avesse manifestato perplessità nel vederlo passare, nel giro di un anno, dalla Champions League, alla serie B. Tachtsidis ha ribadito la sua volontà di legarsi al club leccese oggi in conferenza stampa, a due giorni dalla partita contro il Carpi nella quale il Lecce è chiamato a reagire alla sconfitta di Cremona. 

"In  partite come questa che ci aspetta - ha ammonito il 29enne - devi essere più forte a livello mentale che di gioco perché se entri in campo con un atteggiamento di presunzione, perdi la partita. Noi dobbiamo cominciare con lo slancio iniziale che c’è stato sempre, da quando ci sono io. Sempre per vincere e non fermarsi”. Il Carpi è penultimo, con cinque punti da recuperare sulla zona play-out, ma è reduce dalla vittoria contro il Padova, che ha scavalcato in classifica, dopo tre sconfitte consecutive.

Rispetto al match di domenica scorsa il centrocampista ellenico che - come si vede in foto - a fine partita è sembrato particolarmente rammaricato per l'occasione sfumata, ha dichiarato: "Eravamo messi bene, anche in dieci, però in una partita non sai mai cosa può accadere: episodi, palle che finiscono sui pali, guardiamo avanti e pensiamo alla prossima".

Poi, sollecitato da una domanda, ha spiegato le ragioni del suo nervosismo nei confronti dell'arbitro, tanto da costringere Liverani a richiamarlo platealmente: "Capisco che gli arbitri fanno il loro mestiere e comandano in campo, ma bisogna avere rispetto di tutti i giocatori: se fai il fenomeno e mi prendi in giro, allora mi incazzo". D'altra parte, non è che il signor Di Martino godesse di grande fama a Lecce: nella partita casalinga contro la Salernitana, dunque nel girone di andata, non aveva sanzionato un plateale fallo in area di rigore su Petriccione nell'azione che aveva portato la Salernitana al defintivo pareggio con Castiglia.

Il ko a Cremona è comunque acqua passata: il Lecce ha ancora cinque partite davanti fino al termine della stagione regolare: "È dura per tutti adesso perché a tutte le squadre servono punti- ha ricordato Tachtsidis -. Ora abbiamo un punto di vantaggio sul Palermo che ha una partita in meno: loro domenica giocano a Benevento e se tutto va bene torniamo avanti di quattro lunghezze. Poi vedremo, ma è inutile guardare le altre se non pensiamo prima a noi stessi".

Mister Liverani punta molto su di lui, come del resto dimostra l'immediata fiducia dimostratagli sin dall'inizio. La stima appare ricamiata: "Prima di tutto ho trovato la mia forma, avendo bisogno di un poco di tempo - ha sottolineato Tachtsidis -. Sono migliorato nella fase di gioco: ho più possibilità di verticalizzare la palla e più appoggi. Non ho solo una scelta, perché il suo gioco consente di avere diverse soluzioni".

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