Appunti giallorossi. Incredibile… qualcuno vorrebbe spingere il Lecce in serie B

Piero Camilli, patron del Grosseto, scottato dalla sconfitta che potrebbe costare i play-off, ha dichiarato, tra le altre cose, che il Lecce "è composto da gente che ha venduto le partite". Il club salentino si rivolge alla Procura federale

Mister Franco Lerda e Antonio Tesoro.

LECCE – Ha ragione Antonio Tesoro, c’è poco da fare: rispondere a Piero Camilli è uno smacco all’educazione e all’intelligenza. L’amministratore delegato del Lecce ha liquidato con poche righe le strampalate dichiarazioni rese dal patron del Grosseto, Piero Camilli, al termine della partita che i giallorossi hanno vinto per 1 a 0. Meritatamente, sebbene dopo aver sofferto per tutto il primo tempo la verve dei padroni di casa.

Il numero uno del club maremmano se l’è presa con l’arbitro che avrebbe negato un rigore netto ai ragazzi di mister Acori e poi ha sparato sul Lecce con parole pesanti che probabilmente termineranno sulla scrivania dell’Ufficio indagini della Procura federale e forse anche sui tavoli della giustizia ordinaria. Secondo Camilli i salentini starebbero godendo di aiuti e favori, nell’ambito di un disegno che li vorrebbe nuovamente in serie B. Che stupidi, noialtri, a non averci pensato prima.

Fin qui, niente che possa meravigliare chi naviga nei marosi del calcio italiano, dove complotti, spettri e macchinazioni si succedono sulle pagine dei giornali quasi con la stessa frequenza delle partite. Ma il massimo dirigente grossetano è andato oltre il solito teorema dei favoritismi quando ha detto che “se il Lecce deve andare in B, allora il livello è scarso. A noi oggi hanno fatto un furto. Il Lecce è composto da gente che ha venduto le partite. Gente intercettata”.

“Le sue sono dichiarazioni gravissime che ledono l’immagine dell’Us Lecce, dei tesserati, dei suoi tifosi e della città intera”, ha risposto nella tarda serata di ieri Antonio Tesoro che ha anche rinfrescato la memoria a Camilli: “Sotto la sua presidenza ci sono stai oltre dieci giocatori condannati per illecito sportivo, nonché due direttori sportivi, di cui uno in particolare che ha accusato direttamente il presidente. Nella nostra squadra non ce n’è neanche uno, fino a prova contraria”.

La verità è che il patron del Grosseto non accetta l’idea di un probabile fallimento dal punto di vista sportivo: ad inizio campionato ha lanciato proclami di play-off e nel mercato cosiddetto di riparazione ha messo mano al portafoglio per rinforzare l’organico. Intanto ha cambiato quattro allenatori, annunciando a cadenze periodiche la volontà di passare la mano nella gestione del club. Un tipo da prendere con le pinze, insomma. Uno che, come si dice da queste parti, si sente fottere.

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Ma non c’è tempo da perdere dietro a queste gratuite sparate, perché per il Lecce la settimana che si è aperta oggi è certamente quella più importante della stagione, almeno fino a quella - dopo la pausa per Pasqua - che culminerà nell’ultima partita della stagione regolare, in trasferta a Pisa. Il match contro il Frosinone è di quelli che non consentono alibi: non c’è alternativa alla vittoria. Le premesse da big match ci sono tutte: il peso della posta in palio, il ricordo della partita del girone d’andata, l’attesa delle due tifoserie.  

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