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Brutte notizie per l’Us Lecce: il Tnas nega il paracadute da cinque milioni

Il Tribunale del Coni ha respinto il ricorso del club salentino che per la giustizia sportiva non ha diritto alla compensazione per la retrocessione dalla A e B e nemmeno a quella di 800mila euro prevista per chi va in Lega Pro

A sinistra, Giovanni Semeraro; a destra, Savino Tesoro.

LECCE – Il Tribunale nazionale di arbitrato sportivo del Coni ha confermato la decisione della Lega di serie A di negare al Lecce il cosiddetto paracadute di 5 milioni di euro, riservato alle formazioni che retrocedono. Si chiude così, almeno sul versante della giustizia sportiva, la vertenza aperta dal club salentino e l’esito non è certo quello sperato: in base a quanto già detto nel corso delle tappe di questa vicenda, l’Us Lecce dovrà adesso restituire i due milioni ricevuti come acconto. Ma secondo quanto si apprende da indiscrezioni, i dirigenti sarebbero propensi a chiedere l'intervento della giustizia amministrativa, Tar prima ed eventualemente Consiglio di Stato in ultima istanza.

Per conoscere il dispositivo della sentenza bisognerà attendere fine giugno, ma intanto è stato negata anche la compensazione economica che si versa a chi retrocede dalla B a alla Lega Pro, pari a 800mila euro, perché il Lecce non è retrocesso sul campo, disputando un regolare torneo, ma d’ufficio, per le note sentenze legate alla presunta combine del derby Bari-Lecce del maggio 2011.

Intanto oggi la squadra, che si sta preparando alla gara di ritorno della semifinale play-off contro la Virtus Entella (all’andata il risultato è stato di 1 a 1) ha sostenuto un solo allenamento, a porte chiuse, al Via del Mare: si sono allenati a parte Bustamante, Di Maio e Petrachi. Domani mattina la rifinitura. 

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