Venerdì, 24 Settembre 2021
Sport Galatina

Tre anni dopo riecco gli azzurri: 2mila all'allenamento

In vista della gara a Lecce di mercoledì, Lippi ha fatto disputare alle seconde linee una partita con gli allievi giallorossi. Ha poi incontrato Beretta. Sui fatti di Sofia: "Sono rimasto sorpreso"

Tre anni dopo, riecco che torna a Lecce la nazionale di Marcello Lippi. In gioco c'è sempre la qualificazione al mondiale. In principio fu la Germania. Ora all'orizzonte si staglia la lontana Sudafrica. Nella fredda terra teutonica l'Italia sollevò la coppa al cielo. E ancora una volta il quartier generale per il ritiro è Galatina. Di scaramantico c'è ben poco, però. "L'altra volta ci siamo trovati bene, sia nell'albergo, sia sul campo nel quale ci siamo allenati e giocando di nuovo a Lecce abbiamo deciso di tornare dov'eravamo già stati", spiegherà il tecnico azzurro. Nessun rito propiziatorio, niente macumbe, anche perché Lippi sembra glaciale e razionale qualsiasi argomento si tocchi. C0mpresi i fatti di Sofia. Tanto che fra una considerazione tecnica su De Rossi ed un'altra tattica su Rossi, la domanda sui cori "neri" tornerà almeno tre volte, in conferenza stampa.

Per rimembrare: un centinaio, o poco più, di sostenitori avrebbe creato alcuni disordini nella capitale bulgara. Fuori dallo stadio e poi dentro. Alla base, cori inneggianti al Ventennio e slogan per il Duce. Questo sarebbe quanto emerso finora, gli echi giunti dalla terra bulgara. Tre i fermi operati, verso persone poi rilasciate. Si cercano i responsabili fra coloro che hanno bruciato una bandiera della nazione ospitante. Agli italiani era stato sottratto uno striscione. "Dico con grande sincerità che non m'ero accorto quasi di niente", spiega Lippi. "Sono tutte cose che ho letto sui giornali. Sono rimasto sorpreso. Io sono rimasto male, e l'ho anche detto, quando ho sentito fischiare il nostro inno. Poi ho saputo che avrebbe potuto essere la conseguenza di quanto accaduto prima della partita. Ma - precisa -, non credo che tutto lo stadio sapesse quello che era successo. Mi limito a dire che queste cose sono talmente lontane dal mio pensiero di avvicinarmi ad una partita di calcio, per di più della nazionale, che non avrei neanche da commentare. Lasciamo che sia chi di dovere ad occuparsi di questi fatti".

Insomma, in buona sostanza il tecnico rimarca quasi con sorpresa che "in Italia fatti simili non sono mai avvenuti. E' strano che siano avvenuti in Bulgaria". E sembra quasi che vi sia una certa sensazione di disagio nel toccare corde che non siano quelle calcistiche. Forse perché un allenatore vorrebbe sempre tenere l'ambiente sereno, specie in vista di una gara di una certa importanza, e quindi lontano da tutto ciò che potrebbe avere, anche solo di riflesso, ricadute negative sull'ambiente. Preferisce così commentare il calore del tifo del Sud. "Non so quante persone assisteranno alla gara a Lecce, però abbastanza recentemente abbiamo fatto una partita qui, con la Moldavia, ininfluente ai fini della qualificazione. Era l'ultima gara del girone, ma abbiamo sentito comunque tanto calore, così come l'abbiamo visto oggi", commenta, riferendosi al pubblico di Galatina. Duemila persone o poco più, quasi tutte assiepate sugli spalti dello "Specchia", molte anche in piedi. "E comunque, al Sud, che sia Puglia, che sia Calabria, che sia Sicilia - dice Lippi -, c'è sempre un grande calore intorno alla nazionale".

Tanti i ragazzi, molte le esponenti del gentil sesso, fra il pubblico. Non sono tutti fini intenditori di pallone. Quando Cannavaro, sorridente e impettito, fa qualche giro di campo prima della partitella con gli allievi del Lecce, si sollevano le urla delle giovani conquistate dagli occhi blu. Stesso teatrino quando De Rossi si solleva per un attimo dalla panchina. I reduci dalla gara in Bulgaria (0 a 0, con scarse emozioni) fanno allenamento di scarico, in campo scendono le "seconde linee", miscelate a giovani atleti in maglia giallorossa. Arbitra Ciro Ferrara, assistito da Angelo Peruzzi. Finisce 3 a 0 . Doppietta di Aquilani e rete di Negro, leccese prestato agli azzurri. In attesa di Quagliarella, che arriverà in serata all'hotel Hermitage di Galatina. A lui l'onere di sostituire lo squalificato Toni. Il candidato ideale, per Lippi. "Quagliarella è una prima punta e conosce già la nazionale". La speranza, ora, è di recuperare De Rossi e Gattuso, acciaccati. Per il primo, trauma muscolare alla coscia destra, senza lesioni. Per il secondo, trauma contusivo al ginocchio destro, con lieve versamento. Quel che è certo è che dovrebbe cambiare ben poco, rispetto a Sofia. "Voglio vedere le risultanze di questi acciacchi", dice Lippi. Al quale, per ora, "piacciono i movimenti di Rossi. Nonostante la giovane età, ha già una vasta esperienza internazionale, rispetto ad altri suoi coetanei (ha 21 anni, Ndr)".

Nei confronti del prossimo rivale, il Montenegro, il tecnico mostra un certo rispetto. "E' un avversario molto tecnico, come tutte le formazioni della ex Jugoslavia. Il livello di difficoltà è abbastanza elevato. E' una squadra che può inventare qualcosa d'importante in qualsiasi momento e che dispone di validi giocatori, alcuni dei quali noti". Ogni riferimento a Mirko Vucinic non è puramente casuale. Non mancano, fra una domanda e l'altra, anche alcune battute sul Lecce. Alla gara ha assistito il tecnico giallorosso Mario Beretta, con cui Lippi ha avuto modo di scambiare alcune parole. "Ci siamo salutati, siamo amici. Il Lecce ha iniziato molto bene. L'abbiamo visto fare un'ottima gara nell'anticipo di sabato scorso (con la Lazio, Ndr). Auguriamoci che vada avanti così". Domani mattina, lunedì 13, un altro allenamento alle 10,30, sempre a Galatina. Poi si andrà verso Lecce, per l'attesa sfida di mercoledì sera.

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