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Il Lecce centra la quarta vittoria. Eurogol di Chiricò da metà campo

A Treviso i giallorossi vincono 3 a 1. Nel primo tempo la magia del folletto brindisino, ma il terzo rigore in quattro gare vale il pareggio dei locali. Ancora una volta Foti entra e segna, nel finale anche Memushaj mette la firma

Le squadre in campo ad inizio gara.

LECCE – Talento e incoscienza. Corre il minuto 22 del primo tempo quando Cosimo Chiricò, sul versante destro della metà campo, lascia partire un tiro di sinistro che disegna una parabola imprendibile per il portiere del Treviso, colto di sorpresa al limite della sua area di rigore. E’ il gol del primo vantaggio del Lecce, ed è soprattutto la conferma di un potenziale consistente che Lerda deve gestire con sagacia, evitando quelle fughe in avanti che spesso finiscono con la terra bruciata intorno.

I giallorossi, alla fine, si sono imposti per 3 a 1 al “Tenni”. Un risultato che non fa una grinza, maturato al termine di una gara ostica sul piano nervoso, così tanto da relegare in secondo piano - per alcuni tratti - l’aspetto tecnico e quello tattico: alla fine, sul taccuino dell'arbitro sono finiti in dieci, cinque per parte. Evidente la differenza di valori in campo, i padroni di casa hanno mantenuto un assetto sempre molto compatto, cercando di togliere ai portatori di palla avversari il tempo per disporre manovre ragionate. Non a caso, i lanci dalle retrovie, in casa leccese, sono stati più numerosi del solito. Determinante, in questo senso, è stata anche l’assenza all’ultimo momento di capitan Giacomazzi (la fascia la indossa Benassi), rimpiazzato dal debuttante De Rose, un mediano puro.

Al posto di Jeda l’allenatore del Lecce ha schierato Falco, lasciando Pià nel ruolo di esterno sinistro con Chiricò dall’altra parte. Sulla corsia di sinistra, in difesa, ha fatto il suo esordio Tomi che, però, è stato l’autore del fallo da rigore, al 29’, su Nazareno Tarantino e, pochi instanti prima, della respinta corta che ha innescato l’azione trevigiana.  E' lo stesso numero 7 della squadra di Maurizi a spiazzare Benassi sul penalty, il terzo subito in quattro gare disputate.

Il primo tempo di Treviso-Lecce è, grosso modo tutto qui: una rete per parte, molti passaggi sbagliati su entrambi i fronti e continue interruzioni del gioco, con un tasso polemico dei giocatori (e del pubblico di casa) piuttosto alto. Gli ospiti hanno comunque fatto qualcosa di più, almeno dal punto di vista delle conclusioni: magistrale la punizione di Memushaj deviata in angolo dall’ottimo Campironi, al 20’, ancora più bella quella di Falco, al minuto 31, con un tiro a giro di sinistro da circa 30 metri. Su azione il Lecce è riuscito solo una volta a sfiorare il gol, quando Pià ha raccolto di testa un preciso cross di Bogliacino, liberato sul fondo da una giocata di Chiricò.

Nella ripresa, dopo un buon abbrivio dei locali, il ritmo cala quel tanto da consentire ai giallorossi di sfruttare la propria superiorità: al minuto undici Campironi si oppone con bravura ad un perentorio sinistro di Bogliacino, messo in condizione di calciare indisturbato da un’intuizione del solito Chiricò. Sul corner seguente Diniz, di testa, non riesce ad inquadrare lo specchio. Segnali preoccupanti per il tecnico del Treviso che ricorre subito al primo cambio: dentro Antonio Esposito per il leccese Leandro Rizzo. Lerda risponde con Foti per Chiricò e il brindisino non la prende bene.

Dopo una sfilza di cartellini gialli – Esposito, Beccia e Brunetti – e la seconda sostituzione per i biancoazzurri (Madiotto per Nazareno Tarantino), il Lecce trova il nuovo vantaggio, proprio con Foti. Se con il San Marino gli erano bastati 120 secondi per gonfiare la rete, in Veneto l’attaccante palermitano ha bisogno di dieci minuti per trafiggere l’incolpevole estremo di casa. Lo fa con un piatto sinistro, da posizione defilata, dopo aver intercettato una sponda di testa di Diniz. La partita, di fatto, si chiude qui, ma potrebbe finire anzitempo anche per il secondo marcatore del Lecce che prima esulta in maniera troppo provocatoria nei confronti della curva del Treviso – era un ex – e poi si va a inventare un brutto fallo su Cernuto davanti alla panchina di Lerda: per l’arbitro Bruno l'entrata in ritardo del siciliano vale solo un cartellino giallo.

I padroni di casa, zavorrati dagli zero punti in classifica e dall’incapacità di insinuare la sicurezza di Benassi, restano fermi alle buone intenzioni: nulla vale l’inserimento di Sy, una punta (per Beccia). Lerda opera le due sostituzioni ancora in canna negli ultimi dieci minuti: al 35’ Malcore rileva Pià, cinque minuti dopo Di Maio entra per Falco e va a puntellare la linea difensiva. Non ce ne è tanto bisogno, in realtà, dal momento che Memushaj – anonimo nel primo tempo, autorevole nella ripresa – mette il suo sigillo sul match: al 42’, palla al piede, converge in area con una diagonale da sinistra a destra, salta agilmente due uomini e, all’altezza del dischetto del rigore, lascia partire un sinistro non proprio pulito ma efficace, sul quale Campironi non può far altro che guardare la traiettoria spegnersi nell’angolino basso alla sua sinistra.

Per il Lecce è la quarta vittoria consecutiva. In scia resta solo la Virtus Entella, a tre punti, mentre il Carpi, terzo, si trova a cinque lunghezze.

Treviso (3-4-3): Campironi, Brunetti, Beccia (73' Sy), Videtta, Tarantino P, Cernuto, Tarantino N (67' Madiotto), Fortunato, Picone, Salvi, Rizzo (58' Ant.Esposito)

Lecce (4-2-3-1): Benassi, Vanin, Tomi, Memushaj, Diniz, Esposito, Chiricò (58' Foti), De Rose, Falco (85' Di Maio), Bogliacino, Pià (80' Malcore).
 
Marcatori: 22' Chiricò (L), 30' rig. Tarantino N. (T), 67' Foti (L), 82'  Memushaj (L).
Ammoniti: Fortunato, Chiricò, Tarantino P., Memushaj, Esposito, Beccia, Brunetti, Sy, Foti, Malcore.
 
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