Turin marathon: Roselli da urlo. Grandi prestazioni per gli atleti salentini in gara

Franzi Roselli dell’Asd Gpdm infrange il muro delle tre ore (sogno di ogni podista) e giunge al traguardo in 2.58.38. Un’impresa frutto di talento e doti fisiche fuori dal comune, ma anche di fatica e sudore. Grandi prestazioni anche per gli altri maratoneti salentini che hanno percorso i 42,195 chilometri lungo il capoluogo piemontese

TORINO – Elegante e austera, regale e affascinante, Torino accoglie i maratoneti, dopo il freddo e la pioggia dei giorni precedenti, in una domenica di sole, sotto un cielo limpido dai colori impressionisti. Circa duemila gli atleti al via sui 42,195 chilometri della Turin marathon, lungo le strade e i viali alberati della prima capitale del Regno d'Italia. Oggi, più che meta di emigranti, Torino è diventata la destinazione scelta da studenti e appassionati di podismo. Già perché quelle che si corre nella città sabauda è una delle maratone più amate e più ambite dagli appassionati. Una decina quelli che dal Salento hanno raggiunto il Piemonte per cimentarsi sulla distanza classica dei 42,195 chilometri, la gara simbolo, l'obiettivo da raggiungere per tutti quelli che almeno una volta hanno calzato le loro scarpe e iniziato a correre. Quei 42.195 metri separano il trionfo dalla sconfitta, il sogno dall’impresa, rendono possibile ciò che sembrava irrealizzabile.

A brillare Franzi Roselli, atleta dell’Asd Gpdm, capace di infrangere il muro delle tre ore (sogno di ogni podista) e giungere al traguardo, nonostante alcuni problemi intestinali che lo hanno costretto a fermarsi e ripartire, in 2.58.38 (66esimo assoluto e 14esimo di categoria). Un’impresa frutto di talento e doti fisiche fuori dal comune, ma anche di fatica e sudore, allenamenti all’alba e con il buio (per conciliare la passione della corsa al lavoro e alla famiglia), sacrifici e spirito d’abnegazione. Roselli, atleta TomTom, entra nell’elite dei maratoneti italiani capaci di fermare il cronometro sotto i 180 minuti (1400 circa in Italia). Risultati brillanti che gli consentiranno di partecipare alla prossima maratona di New York (il primo novembre) e che gli hanno permesso di qualificarsi per la maratona più ambita a livello mondiale: Boston (dove si accede solo con la qualifica del tempo), in programma il 18 aprile. Il 44enne della Gpdm rappresenterà il Salento lungo le strade del Massachusetts.Gpdm-2

Alle spalle di Roselli altri due atleti dell’Asd Gdpm (presieduta da Simone Lucia): Claudio De Mori e Massimo Micali. Grande prestazione per De Mori che, nonostante un accenno di crampi nell’ultimo terzo di gara, ha chiuso in 3.05.50 (108esimo assoluto e terzo di categoria). Lungo le strade del capoluogo piemontese Micali ha fatto registrare il proprio personale in 3.30.08, davvero un tempo eccellente per un atleta che ha svolto solo parte della preparazione. Commovente all'arrivo l'abbraccio con il figlio Lorenzo che lo ha accompagnato in questa fantastica impresa. Risultato di prestigio anche per Roger Ingrosso dell’Atletica Taviano 97 (nella foto a sinistra), che in scioltezza ha chiuso la maratona in 3.54.48, conquistando con merito la medaglia con l’effige dei bersaglieri. A completare la spedizione salentina: Diego Tornese e Davide Ferri della Salento in corsa Veglie (rispettivamente 3.34.26 e 3.49.19) e Antonio e Francesco Imbò della Tre Casali, al traguardo in 4.15.24 e 4.44.29.

Per l’edizione 2015, la ventinovesima (che ha mostrato alcune sensibili lacune, soprattutto nei ristori e nella presenza di troppe auto), gli organizzatori hanno disegnato un nuovo tracciato, più lineare e cittadino, ma più tecnico e con un dislivello più impegnativo rispetto alle scorse edizioni. Sono stati 42,195 chilometri immersi nelle vie storiche e nei parchi più suggestivi del capoluogo piemontese, tanto da meritarsi l’appellativo di “maratona dei Parchi”. L’avventura dei maratoneti è iniziata dall’incantevole piazza San Carlo, il salotto del capoluogo piemontese (con i suoi 12.768 metri quadrati), sotto lo sguardo fiero e vittorioso di Emanuele Filiberto a cavallo (il monumento equestre del Caval ëd Bronz che raffigura il duca nell'atto di rinfoderare la spada dopo la vittoria di San Quintino). Dalla celebre piazza i podisti si sono diretti in via Po, verso la chiesa della Gran Madre, per svoltare a destra lungo corso Moncalieri costeggiando tutto il lungo Po, e il parco del Valentino fino a raggiungere Moncalieri attraversando l’oasi del parco delle Vallere da strada Torino. Da Moncalieri direzione Roger-2Nichelino per via Pastrengo, fino al ritorno in città da corso Unione Sovietica. A circa metà percorso i maratoneti hanno incrociato parco Ruffini, prima di lanciarsi in un lungo rettilineo intorno al parco Dora, preludio agli ultimi sette chilometri nel centro della città.

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Suggestivo ed emozionante il tratto finale verso l’arrivo, imboccando via Roma per attraversare nuovamente piazza San Carlo e tagliare il traguardo in piazza Castello, tra due ali di folla festante e le splendide architetture di Palazzo Madama (antica sede del Senato Subalpino) sulla destra e Palazzo Reale di fronte ad accogliere il sogno dei maratoneti, in quell’emozione unica e indescrivibile della meta, tra sorrisi, lacrime, sogni, gioia e delusione. Una combinazione meravigliosa di fatica e sofferenza, pazienza di aspettare, superare l’ostacolo. Perché la maratona è un viaggio. Si fugge per arrivare. Per capire che alla fine non si è più gli stessi. Si corre, si cambia, si diventa. 

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