L'esultanza in campo, quella in tribuna: due facce della stessa medaglia

La vittoria di Cosenza nei volti dei calciatori del Lecce stremati a fine gara e negli abbracci dei dirigenti al seguito

Marco Mancosu a Cosenza.

LECCE – Due facce della stessa medaglia: l’esultanza della squadra che va a raccogliere il meritato tributo dei cinquanta tifosi giunti a Cosenza in un lunedì tipicamente invernale e quella dei dirigenti in tribuna. Il peso specifico della vittoria del Lecce a Cosenza lo si può valutare solo così. Il traguardo della promozione è più vicino, anche se l'errore peggiore sarebbe quello di sentirsi arrivati dopo una vittoria come quella maturata in condizioni irripetibili al "Luigi Marulla".

La prima faccia è stata ben documentata a bordo campo, la seconda vissuta molto da vicino da chi scrive. Le complicazioni dovute alle sferzanti condizioni meteo – vento e pioggia – si sono sommate infatti alle difficoltà di giocare contro un avversario tosto in un ambiente che al Lecce non vuole certo bene. La squadra calabrese con uno slancio ai limiti del possibile, dopo aver subito il gol di Saraniti al minuto 73, ha provato in tutti i modi ad acciuffare i salentini che però hanno resistito con ardore trovando poi in san Filippo Perucchini l’estremo, insuperabile baluardo.

Sugli spalti c’erano il presidente Saverio Sticchi Damiani, i vice presidenti Corrado Liguori e Alessandro Adamo, il direttore generale Giuseppe Mercadante, la consigliera del Cda Silvia Carofalo con il fratello Dario, il direttore sportivo Mauro Meluso, collaboratori tecnici e amministrativi del club: insomma una buona parte della famiglia giallorossa. Non è facile contenere la tensione quando hai un ruolo “istituzionale”: qualcuno passeggia avanti e dietro le postazioni dei cronisti, qualcun altro chiede in continuazione quanto tempo manca.

Al triplice fischio dell’arbitro, dopo sei interminabili minuti di recupero, gli abbracci, composti ma liberatori, mentre tutto intorno già monta la prevedibile reazione di sostenitori locali che addirittura accusano il Lecce di avere gli arbitri dalla sua parte. E già, come la gara contro il Matera ha dimostrato, giusto la domenica precedente. La frustrazione è tanta che gli insulti volano e quando qualche testa calda fa credere di poter perdere il controllo allora non c’è altra soluzione che riparare, scortati dagli steward, in un luogo più sicuro. Una scena già vista, probabilmente non l'ultima del genere. Ma importa poco, il Lecce di Fabio Liverani ha dimostrato ancora una volta una compattezza di fondo, fatta di qualità umane oltre che tecniche, che fa ben sperare per l'ultimo scorcio di campionato.

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