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Vucinic amarcord: "Vorrei tornare a Lecce, ma solo se al massimo"

Il calciatore montenegrino è in cura presso il centro di Giuseppe Palaia dopo la ricostruzione del crociato

Giuseppe Palaia e Mirko Vucinic

SQUINZANO - Un talento puro, forse il miglior attaccante ad aver vestito la maglia del Lecce. Mirko Vucinic, 33 anni il prossimo ottobre, ha confermato oggi di voler tornare nel Salento, ancora una volta da calciatore. 

L'attaccante montenegrino, che due mesi addietro si è sottoposto ad un intervento per la ricostruzione del crociato anteriore del ginoccho destro, sta effettuando la riabilitazione presso il centro di Giuseppe Palaia, già medico sociale del Lecce e tra le figure che più hanno aiutato il giocatore nel processo di crescita: arrivato quand'era ragazzino, Vucinic ha trovato nel Salento la sua seconda casa, ma anche la compagna che è poi è diventata sua moglie e che lo ha seguito - mentre la famiglia si allargava - nei suoi trasferimenti prima alla Roma, poi alla Juventus quindi ad Abu Dhabi dove gioca per l'Al Jazira (contratto fino al giugno del 2017).

La scorsa settimana, in un'intervista con Sky, aveva manifestato il suo desiderio di chiudere la carriera con il Lecce e questa mattina, nel corso di una conferenza stampa a Squinzano, ha ribadito senza mezzi termini la propria ambizione prima di appendere le scarpe al chiodo. Lo stesso calciatore ci ha tenuto a sottolineare che tornerebbe in campo con la maglia giallorossa solo se in grado di dare il suo pieno contributo al massimo della condizione fisica: "Non verrei per guadagnare, ma per aiutare la squadra. Non mi interessa in quale categoria. Di sicuro che non voglio rovinare quello che ho fatto di buon in passato qui, per cui me ne starei a casa se mi rendessi conto di non star bene".

Sulle possibilità di pieno recupero, Palaia è parso molto fiducioso, anche se ha precisato di dover attendere i riscontri parziali del percorso di riabilitazione fino poi ai test sul campo e in laboratorio. A Vucinic è stato fatto notare che recenti ritorni di fiamma - il caso di Chevanton e di Miccoli - hanno procurato più di qualche problema in casa leccese, ma il calciatore ha risposto dicendo di voler pensare a se stesso e alla propria storia. A differenza dei due attaccanti citati, che pure hanno mosso enormi passioni, il montenegrino ha iniziato la sua fortunata parabola proprio con la maglia giallorossa della città che lo ha adottato e fatto diventare uomo e il suo desiderio è, in fondo, quello comune a molti: "Per ogni calciatore il sogno è quello di chiudere la carriera nel club che si ama. La mia più bell'infanzia l'ho vissuta qui".

Vucinic ha anche chiarito di non aver avuto alcun contatto diretto con la società di Piazza Mazzini.

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