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Trepuzzi, salta la ridefinizione urbanistica del comparto di "zona Monaco"

Durante il consiglio comunale di mercoledì scorso la maggioranza di centrosinistra è costretta a ritirare la proposta deliberativa di ridefinizione urbanistica del comparto di "zona Monaco"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

TREPUZZI - A distanza di soli otto giorni dalla mancanza del numero legale sulla questione della riqualificazione urbanistica della "zona Monaco", la maggioranza ha collezionato l'ennesima brutta figura.

Ed infatti, per garantire la tenuta del numero legale durante la seduta del consiglio di mercoledì scorso 11 luglio, il centrosinistra trepuzzino è stato costretto a ritirare la proposta deliberativa, con una giustificazione risibile e puerile.

La proposta non poteva essere esaminata, a loro dire, perché portava la sottoscrizione del visto di regolarità tecnica del dirigente dell'U.T.C. che ora non è più in servizio.

Ma, su richiesta dei consiglieri di opposizione Ernesto Leganza, Simona Manca, Giovanni Perrone , Luigi Taurino e Vito Leone, il Segretario Generale ha affermato che si poteva, comunque, procedere all'esame e all'eventuale approvazione.

Inoltre, dimenticavano che anche le altre due successive proposte deliberative all'o.d.g. del consiglio portavano il medesimo visto e quando noi dell'opposizione lo abbiamo rilevato, la maggioranza è caduta nel panico, chiedendo la sospensione della seduta. Alla ripresa hanno deciso di usare "due pesi e due misure": la delibera sulla zona Monaco andava ritirata, mentre le altre due proposte deliberative, benché sottoscritte dal medesimo ex dirigente, potevano essere esaminate (sic!).

Siamo dinnanzi ad una vera e propria schizofrenia. Questa maggioranza è del tutto impreparata e superficiale, ma soprattutto procura seri ed irreversibili danni alla cittadinanza.

Il centrosinistra ha finanche tentato di impedirci di intervenire sul punto, ma grazie alla sapiente opera del Presidente del Consiglio Fernando Monte, non sono riusciti in questo maldestro ed antidemocratico intento.

Solo allora è stato finalmente possibile esporre tutte le anomalie di quella proposta.

Prima di tutto abbiamo fatto rilevare che si mutavano le vecchie tipizzazioni urbanistiche di aree destinate a servizi ed infrastrutture, facendole diventare aree edificabili.

Per tale motivo avevamo nei giorni precedenti presentato un'interrogazione consiliare per sapere: 1) se tale scelta fosse rispettosa delle norme tecniche di attuazione del P.U.G. ed in particolare del meccanismo della perequazione urbanistica; 2) se i cosiddetti "vincoli preordinati all'esproprio", che furono stabiliti dal piano particolareggiato della "zona Monaco" del 1987, per la realizzazione di strade, verde pubblico e parcheggi pubblici, fossero stati riproposti una volta decaduti.

A nostro giudizio, le citate questioni non sono di poco conto e la vicenda della "zona Monaco" assurge ad un ruolo emblematico e, soprattutto, di carattere generale per le sorti urbanistiche di Trepuzzi e segnatamente per la salvaguardia delle aree destinate a servizi.

Peraltro, abbiamo rilevato che, in ogni caso, il nuovo computo degli standards urbanistici del progetto di ridefinizione della "zona Monaco" non era corretto, perché non venivano rispettati gli indici minimi previsti dal D.M. n.1444/1968.

Inoltre, tra le criticità più gravi vi era quella che la proposta deliberativa faceva riferimento, addirittura, all'esistenza del parere favorevole della commissione edilizia comunale ed, invece, tale documento non era presente agli atti, poiché la commissione non si era mai riunita per rendere il parere.

Ed ancora:

- non era stata predisposta la "convenzione tipo", che i proprietari della zona avrebbero dovuto sottoscrivere;

- mancava nella "relazione tecnica generale" del progetto la previsione che gli oneri e/o i costi di realizzazione delle opere viarie, dei parcheggi e del verde pubblico fossero a carico dei proponenti;

- non era prevista la garanzia fideiussoria per l'esatta e puntuale realizzazione delle opere;

- mancava un computo metrico di massima delle opere da eseguire, con indicazione non solo delle superfici destinate a verde pubblico, parcheggi, ma soprattutto delle dimensioni del rondò;

- non era stato predisposto un cronoprogramma degli interventi.

Insomma un bel pasticcio! A quel punto, al consigliere di maggioranza Pino Perlangeli, presidente della commissione consiliare urbanistica, non è restato altro che riconoscere l'errore e capitolare.

Noi siamo veramente e sinceramente preoccupati dei guasti che il centrosinistra, che giova ribadirlo è comunque minoranza a Trepuzzi, sta procurando alla nostra città.

Se non sono capaci di amministrare, perché chiaramente scarsi, è bene che lo riconoscano subito e si facciano da parte.

Ernesto Leganza - Simona Manca - Luigi Taurino (Popolo della Libertà Trepuzzi)

Giovanni Perrone (La Destra Trepuzzi)

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