Sabato, 31 Luglio 2021
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Furto al Cimitero di Gallipoli

Appena rientrato da una breve vacanza mi ha accolto l'amara notizia che al Cimitero di Gallipoli è stato asportato furtivamente lo stemma in marmo della famiglia Zacheo infissa al [...]

Conferenza stampa lunedì 22 settembre ore 16 presso Museo diocesano Gallipoli

A fine stagione è utile rappresentare alla stampa il lavoro svolto e i risultati ottenuti nel corso dell’estate 2014. L’Associazione Gallipoli Nostra lo fa in tandem con l’Associazione Amart, due organismi che sono direttamente coinvolti nella gestione dei principali luoghi di cultura di Gallipoli: Museo civico e Museo Diocesano, Frantoi ipogei di Palazzo Granafei, Galleria Coppola e Museo del Mare. Nel corso della conferenza stampa saranno illustrate le iniziate assunte e quelle in programma nonché in dettaglio le presenze di visitatori registrate nei mesi di luglio, agosto e settembre.

Visite 89 Approvato nel settembre del 2014

Crolli e degrado dell’antica torre. Da Italia Nostra esposto per Masseria Itri

"Il crollo in verità è avvenuto nel 2009 e lo denuncia dedicando alcune pagine nell'Almanacco gallipolino 2010 pubblicato, appunto, nel dicembre 2009.
Questo il testo pubblicato, che naturalmente era corredato da foto, prima e dopo il crollo:
Addio Masseria Itri
Sembra destino che vadano inesorabilmente perdute tutte le più interessanti testimonianze architettoniche e storiche del territorio, senza che alcuno senta il dovere, quanto meno morale, di intervenire per fermare il degrado.
È la volta, questa volta, dell’antica masseria Itri, o almeno di ciò che di interessante rimaneva di questo antico insediamento rurale, organizzato per la residenza e la difesa dei massari, l’allevamento delle pecore e il coltivo dei campi.
L’antica torre centrale si è, infatti, disastrosamente dilaniata a metà, lasciando in bilico, ma fortunatamente in piedi, i ruderi di parte dei due muri perimetrali. Ciò è accaduto qualche mese addietro e solo in questi giorni me ne è stata data notizia.
Alta circa dieci metri e a due livelli, era stata costruita in pietrame informe con spigoli rinforzati da conci squadrati. Aveva mantenuto per secoli intatte le caditoie di difesa, il coronamento montato su delicate e graziose mensole a tre torelli, e la rampa di accesso al livello superiore, nel XVIII secolo raccordata all’ingresso con un ballatoio mercè la sostituzione dell’antico ponte levatoio in legno.
Restano, insomma, le rovine e il rischio concreto che si abbatta al suolo anche ciò che ne rimane, fino a seppellire la memoria di questo antco insediamento, databile ai primi anni del ‘500.
Scarne le notizie documentali in mio possesso su questa masseria, di cui oggi resta questo gruzzolo di scatti fotografici realizzati prima del crollo e che ho voluto mettere a confronto con quelle che ne documentano il rovinoso stato attuale. La Masseria Itri, confinava con i territori delle masserie di San Pietro dei Samari, dei Foggi e Covali ed era appartenuta, nel XVII secolo a Geronimo Pirelli. Nel 1696, era in proprietà de coniugi Giovanni Venneri e Vittoria Sansonetti.
Nella prima metà del ‘700, era divenuta proprietà di Onofrio Venneri, come ci attesta il Catasto onciario, e da queti la masseria Itri era passata in proprietà della famiglia Palmieri, nel cui possesso è documentata nel 1767, con il nome di Masseria Litri.
Tutto questo premesso, ritengo che sia ora necessario che il Comune di Gallipoli e la Soprintendenza ai Monumenti di Lecce si attivino con sollecitudine, ordinando ai proprietari il necessario conslidamento, vincolando la zona e percorrendo tutte le strade necessarie per evitare che, con il tempo, anche questa interessante ed importante memoria del nostro passato venga definitivamente cancellata, non solo dal patrimonio storico cittadino, ma addirittura dalle mappe del territorio.
Elio Pindinelli"

11 commenti

Auguri agli sposi dalla redazione di LeccePrima

"Anche tu finalmente sei dalla parte nostra. Degli sposati voglio dire. Per il resto sai benissimo essere dalla parte dei lettori con professionalità ed equilibrio.
Ora ti meriti i miei più cari e sinceri auguri che sono certo vorrai estendere con vera amicia alla tua bellissima sposa.
Auguri Vittorio e ad majora.
Elio"

7 commenti

Crolli e degrado dell’antica torre. Da Italia Nostra esposto per Masseria Itri

"Il crollo in verità è avvenuto nel 2009 e lo denuncia dedicando alcune pagine nell'Almanacco gallipolino 2010 pubblicato, appunto, nel dicembre 2009.
Questo il testo pubblicato, che naturalmente era corredato da foto, prima e dopo il crollo:
Addio Masseria Itri
Sembra destino che vadano inesorabilmente perdute tutte le più interessanti testimonianze architettoniche e storiche del territorio, senza che alcuno senta il dovere, quanto meno morale, di intervenire per fermare il degrado.
È la volta, questa volta, dell’antica masseria Itri, o almeno di ciò che di interessante rimaneva di questo antico insediamento rurale, organizzato per la residenza e la difesa dei massari, l’allevamento delle pecore e il coltivo dei campi.
L’antica torre centrale si è, infatti, disastrosamente dilaniata a metà, lasciando in bilico, ma fortunatamente in piedi, i ruderi di parte dei due muri perimetrali. Ciò è accaduto qualche mese addietro e solo in questi giorni me ne è stata data notizia.
Alta circa dieci metri e a due livelli, era stata costruita in pietrame informe con spigoli rinforzati da conci squadrati. Aveva mantenuto per secoli intatte le caditoie di difesa, il coronamento montato su delicate e graziose mensole a tre torelli, e la rampa di accesso al livello superiore, nel XVIII secolo raccordata all’ingresso con un ballatoio mercè la sostituzione dell’antico ponte levatoio in legno.
Restano, insomma, le rovine e il rischio concreto che si abbatta al suolo anche ciò che ne rimane, fino a seppellire la memoria di questo antco insediamento, databile ai primi anni del ‘500.
Scarne le notizie documentali in mio possesso su questa masseria, di cui oggi resta questo gruzzolo di scatti fotografici realizzati prima del crollo e che ho voluto mettere a confronto con quelle che ne documentano il rovinoso stato attuale. La Masseria Itri, confinava con i territori delle masserie di San Pietro dei Samari, dei Foggi e Covali ed era appartenuta, nel XVII secolo a Geronimo Pirelli. Nel 1696, era in proprietà de coniugi Giovanni Venneri e Vittoria Sansonetti.
Nella prima metà del ‘700, era divenuta proprietà di Onofrio Venneri, come ci attesta il Catasto onciario, e da queti la masseria Itri era passata in proprietà della famiglia Palmieri, nel cui possesso è documentata nel 1767, con il nome di Masseria Litri.
Tutto questo premesso, ritengo che sia ora necessario che il Comune di Gallipoli e la Soprintendenza ai Monumenti di Lecce si attivino con sollecitudine, ordinando ai proprietari il necessario conslidamento, vincolando la zona e percorrendo tutte le strade necessarie per evitare che, con il tempo, anche questa interessante ed importante memoria del nostro passato venga definitivamente cancellata, non solo dal patrimonio storico cittadino, ma addirittura dalle mappe del territorio.
Elio Pindinelli"

11 commenti

Auguri agli sposi dalla redazione di LeccePrima

"Anche tu finalmente sei dalla parte nostra. Degli sposati voglio dire. Per il resto sai benissimo essere dalla parte dei lettori con professionalità ed equilibrio.
Ora ti meriti i miei più cari e sinceri auguri che sono certo vorrai estendere con vera amicia alla tua bellissima sposa.
Auguri Vittorio e ad majora.
Elio"

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Gallipoli - Conferenza stampa Lunedì 22 settembre ore 16 presso Museo Diocesano Gallipoli -

A fine stagione è utile rappresentare alla stampa il lavoro svolto e i risultati ottenuti nel corso dell’estate 2014. L’Associazione Gallipoli Nostra lo fa in tandem con l’Associazione Amart, due organismi che sono direttamente coinvolti nella gestione dei principali luoghi di cultura di Gallipoli: Museo civico e Museo Diocesano, Frantoi ipogei di Palazzo Granafei, Galleria Coppola e Museo del Mare. Nel corso della conferenza stampa saranno illustrate le iniziate assunte e quelle in programma nonché in dettaglio le presenze di visitatori registrate nei mesi di luglio, agosto e settembre.

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