Venerdì, 24 Settembre 2021
Filippo

Filippo

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Iscritto mercoledì, 12 giugno 2013

Sigilli a “Il Barroccio”, per Ciardo è stato un intervento punitivo

"Per vostra informazione, la tettoia non è stata istallata da coloro che gestiscono il Barroccio, ma era stata messa in opera fin dal 1994, penso dai proprietari originari dell'immobile o comunque dai gestori di allora. Il locale ha lavorato per quasi 20 anni in quelle condizioni e nessuno ha detto nulla. Come mai se ne ricordano ora? Forse perché qualcuno teme di perdere dei clienti a causa del suo successo? Perché invece di schiumare di rabbia e di invocare interventi punitivi non provano ad allestire una proposta culturale valida come quella che ha decretato il successo di quel locale?"

23 commenti

Parte de “Il Barroccio” finisce sotto sequestro. Solidarietà e polemiche in rete

"La tettoia (una struttura facilmente rimovibile) sta lì da 20 anni e che sia abusiva se ne sono accorti solo ora che il locale ha successo. Che sia orrenda lo pensi solo tu.
I gestori hanno chiesto da tempo l'autorizzazione. Spero che tu sappia spiegare perché ad altri è stata data e a loro no. E giacché ci sei spiega anche in cosa consista la bellezza delle tettoie di coloro che l'autorizzazione l'hanno avuta."

40 commenti

Parte de “Il Barroccio” finisce sotto sequestro. Solidarietà e polemiche in rete

"Gentile Sig. Matteo,
mettiamo una cosa in chiaro: io non sono un gestore di locali e scrivo in qualità di cittadino di questa città e frequentatore di alcuni di essi.
Prima delle norme c'è la politica ed è di questo che stiamo discutendo. La politica ha il dovere di dialogare con le istanze della cittadinanza e dovrebbe farlo anche esprimendo una certa coerenza.
Amministrazioni passate dello stesso colore dell'attuale hanno dedicato risorse pubbliche importanti alla riqualificazione di quella zona, all'epoca estremamente degradata. Tra gli intenti a suo tempo manifestati c'era quello di fare di essa un riferimento per attività culturali, ricreative e di svago della cittadinanza ("Le Ramblas" della Poli Bortone). A meno che non intendessero rivitalizzare la zona con crisantemi e lapidi, il Barroccio stava realizzando in una parte del viale proprio tale obiettivo.
Ora io sarei il primo a protestare se uno dei locali della zona sparasse musica da coatti ad alto volume. Ma in questo caso la situazione è ben diversa. Il Barroccio ha esibito una proposta musicale di elevata qualità, con potenza audio assolutamente moderata, in orari assolutamente controllati e in un punto della città nel quale, per la mancanza di edifici adiacenti e la grande apertura dello spazio, il suono tende a disperdersi. Ed è solo grazie a ciò che ha incontrato un grande favore della cittadinanza.
Tutto ciò fa una differenza enorme, di cui le autorità dovrebbero prendere atto.
Mi rendo conto che sia difficile per la normativa catturare il concetto di "musica di qualità" ma ciò non significa che il concetto sia privo di senso, sostanza e valore.
Quello che come cittadino mi sento di chiedere è che tale tipo di proposta sia incoraggiata. In modo da indurre altri esercizi a segure le stesse orme. E a fare finalmente di quella zona qualcosa di più che un semplice e squallidissimo snodo del traffico cittadino.
Tutto qui."

40 commenti

Parte de “Il Barroccio” finisce sotto sequestro. Solidarietà e polemiche in rete

"E come ti spieghi, caro Matteo, che quei quattro pali di legno stessero lì dal 1994 e proprio ora, visto che appena rilevato il locale i ragazzi hanno sentito il dovere di chiedere l'autorizzazione, questa viene negata?
È il premio per chi si comporta correttamente?
O è la vendetta perché il locale funziona e questo dà fastidio a qualcuno?"

40 commenti

Parte de “Il Barroccio” finisce sotto sequestro. Solidarietà e polemiche in rete

"Se il problema era davvero l'abusivismo, come mai i vigili hanno fatto una mega contravvenzione per una marca di casse differente da quella dichiarata?
Non è che per caso l'idea fosse quella di impedire le attività e di cercare un qualunque pretesto per riuscirci? Chi legge giudichi.
Siete a conoscenza di altri locali che abbiano ricevuto tante visite dai vigili in così poco tempo? Possibile che tutte le magagne dei locali leccesi fossero concentrate qui?
Mi dispiace ma l'idea che tutto ciò dà è chiarissima: i concorrenti non ne possono più di vedere questo locale pieno e il loro vuoto."

40 commenti

Parte de “Il Barroccio” finisce sotto sequestro. Solidarietà e polemiche in rete

"Ecco qua. Per la Poli Bortone quella zona doveva diventare "le Ramblas di Lecce".
Dopo anni di fallimento integrale del progetto, di desolazione totale, di traffico opprimente e martellante, di squallore da periferia, un gruppo di giovanissimi riesce finalmente ad animare la zona con una proposta culturale di alto livello. Musica dal vivo, poesia, conferenze.
Che fa il Comune?
Comincia ad eccepire perché la marca delle casse acustiche non è quella dichiarata e, anche se la potenza è la stessa e gli orari sono rigorosamente rispettati, eleva una contravvenzione salatissima.
Ora se la prende con due pali di legno poggiati a terra ed una tenda.
Altro che "città della cultura" e "città dell'arte". Questa è una città che distrugge le realtà della cultura e dell'arte per avere le quali città governate in modo più intelligente pagherebbero chissà cosa.
Che ottusità, che ignoranza, che tristezza e che squallore!
Del resto ognuno ha quel che si merita."

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Sigilli a “Il Barroccio”, per Ciardo è stato un intervento punitivo

"Per vostra informazione, la tettoia non è stata istallata da coloro che gestiscono il Barroccio, ma era stata messa in opera fin dal 1994, penso dai proprietari originari dell'immobile o comunque dai gestori di allora. Il locale ha lavorato per quasi 20 anni in quelle condizioni e nessuno ha detto nulla. Come mai se ne ricordano ora? Forse perché qualcuno teme di perdere dei clienti a causa del suo successo? Perché invece di schiumare di rabbia e di invocare interventi punitivi non provano ad allestire una proposta culturale valida come quella che ha decretato il successo di quel locale?"

23 commenti

Parte de “Il Barroccio” finisce sotto sequestro. Solidarietà e polemiche in rete

"La tettoia (una struttura facilmente rimovibile) sta lì da 20 anni e che sia abusiva se ne sono accorti solo ora che il locale ha successo. Che sia orrenda lo pensi solo tu.
I gestori hanno chiesto da tempo l'autorizzazione. Spero che tu sappia spiegare perché ad altri è stata data e a loro no. E giacché ci sei spiega anche in cosa consista la bellezza delle tettoie di coloro che l'autorizzazione l'hanno avuta."

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"Gentile Sig. Matteo,
mettiamo una cosa in chiaro: io non sono un gestore di locali e scrivo in qualità di cittadino di questa città e frequentatore di alcuni di essi.
Prima delle norme c'è la politica ed è di questo che stiamo discutendo. La politica ha il dovere di dialogare con le istanze della cittadinanza e dovrebbe farlo anche esprimendo una certa coerenza.
Amministrazioni passate dello stesso colore dell'attuale hanno dedicato risorse pubbliche importanti alla riqualificazione di quella zona, all'epoca estremamente degradata. Tra gli intenti a suo tempo manifestati c'era quello di fare di essa un riferimento per attività culturali, ricreative e di svago della cittadinanza ("Le Ramblas" della Poli Bortone). A meno che non intendessero rivitalizzare la zona con crisantemi e lapidi, il Barroccio stava realizzando in una parte del viale proprio tale obiettivo.
Ora io sarei il primo a protestare se uno dei locali della zona sparasse musica da coatti ad alto volume. Ma in questo caso la situazione è ben diversa. Il Barroccio ha esibito una proposta musicale di elevata qualità, con potenza audio assolutamente moderata, in orari assolutamente controllati e in un punto della città nel quale, per la mancanza di edifici adiacenti e la grande apertura dello spazio, il suono tende a disperdersi. Ed è solo grazie a ciò che ha incontrato un grande favore della cittadinanza.
Tutto ciò fa una differenza enorme, di cui le autorità dovrebbero prendere atto.
Mi rendo conto che sia difficile per la normativa catturare il concetto di "musica di qualità" ma ciò non significa che il concetto sia privo di senso, sostanza e valore.
Quello che come cittadino mi sento di chiedere è che tale tipo di proposta sia incoraggiata. In modo da indurre altri esercizi a segure le stesse orme. E a fare finalmente di quella zona qualcosa di più che un semplice e squallidissimo snodo del traffico cittadino.
Tutto qui."

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Parte de “Il Barroccio” finisce sotto sequestro. Solidarietà e polemiche in rete

"E come ti spieghi, caro Matteo, che quei quattro pali di legno stessero lì dal 1994 e proprio ora, visto che appena rilevato il locale i ragazzi hanno sentito il dovere di chiedere l'autorizzazione, questa viene negata?
È il premio per chi si comporta correttamente?
O è la vendetta perché il locale funziona e questo dà fastidio a qualcuno?"

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Parte de “Il Barroccio” finisce sotto sequestro. Solidarietà e polemiche in rete

"Se il problema era davvero l'abusivismo, come mai i vigili hanno fatto una mega contravvenzione per una marca di casse differente da quella dichiarata?
Non è che per caso l'idea fosse quella di impedire le attività e di cercare un qualunque pretesto per riuscirci? Chi legge giudichi.
Siete a conoscenza di altri locali che abbiano ricevuto tante visite dai vigili in così poco tempo? Possibile che tutte le magagne dei locali leccesi fossero concentrate qui?
Mi dispiace ma l'idea che tutto ciò dà è chiarissima: i concorrenti non ne possono più di vedere questo locale pieno e il loro vuoto."

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Parte de “Il Barroccio” finisce sotto sequestro. Solidarietà e polemiche in rete

"Ecco qua. Per la Poli Bortone quella zona doveva diventare "le Ramblas di Lecce".
Dopo anni di fallimento integrale del progetto, di desolazione totale, di traffico opprimente e martellante, di squallore da periferia, un gruppo di giovanissimi riesce finalmente ad animare la zona con una proposta culturale di alto livello. Musica dal vivo, poesia, conferenze.
Che fa il Comune?
Comincia ad eccepire perché la marca delle casse acustiche non è quella dichiarata e, anche se la potenza è la stessa e gli orari sono rigorosamente rispettati, eleva una contravvenzione salatissima.
Ora se la prende con due pali di legno poggiati a terra ed una tenda.
Altro che "città della cultura" e "città dell'arte". Questa è una città che distrugge le realtà della cultura e dell'arte per avere le quali città governate in modo più intelligente pagherebbero chissà cosa.
Che ottusità, che ignoranza, che tristezza e che squallore!
Del resto ognuno ha quel che si merita."

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