giovanni

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Iscritto domenica, 1 settembre 2013

Gasdotto Tap, la Regione può opporsi con il Piano paesaggistico

"Per REFOLO:
l'ho scritto da qualche altra parte: questo piano del paesaggio è una enorme bufala. Il perché l'ho spiegato in un altro intervento ma te lo rispiego: AL CONTRARIO del piano vigente (PUTT), il PPTR opera per francobolli, essendo venuto meno il regime di tutela degli AMBITI ESTESI che tenevano di gran conto IL PAESAGGIO e non le singole componenti dello stesso: Questo è il Piano del " prato si, prato no, prato si, prato no, prato si, prato no, prato si, prato no..." e nel prato no via libera. Caro Refolo, hai voglia a far piani se a rispettarli dev'essere solo il cittadino che deve costruire un servizio igienico, mentre di fronte ti montano un bel parco fotovoltaico di cinque ettari, rigorosamente diviso in porzioni da uno, in due mesi. Il piano c'era e molto ma molto più restrittivo del PPTR. bastava conformarlo al Codice Urbani, ma sarebbe costato troppo poco. L'Italia che pianifica non corrisponde con l'Italia che difende il territorio. Stanne certo. te lo dice uno che ha fatto, in trentadue anni di urbanistica, mille e una guerra non contro chi proponeva gli scempi, ma contro certe istituzioni che ciecamente gli permettevano di farlo. Ricorda che, chi sceglie di intervenire sul territorio a certi livelli, le strade le spiana prima. Salvo avere poi la sfortuna di incontrarmi sulla sua strada. Come è accaduto.
Per D : Ha ragione anche lei. Prima di parlare bisognerebbe capire di cosa si parla. personalmente non conosco il progetto di che trattasi né il suo impatto con la costa. Qualcuno di voi ha avuto modo di esaminare il progetto? Di renderci una breve descrizione delle opere previste nel punto di "approdo" del metanodotto?"

92 commenti

Gasdotto Tap, la Regione può opporsi con il Piano paesaggistico

"Perfettamente in linea col Notaio Galati. Potremmo aggiungere che, già in sede di formazione del PPTR, ove non fosse sufficientemente chiaro, si poteva pensare di disporre, ancor più "esplicitissimamente", contro gli ... attacchi dal mare contro le coste salentine . Ancor più ove, come nel caso in esame, già noti."

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Piano paesaggistico territoriale: acceso dibattito con Barbanente e Perrone

"Sono geometra, 32 anni di settore urbanistica:
Questo piano, rispetto al precedente, le maglie le allarga e non di molto: di MOLTISSIMO.
Spariti gli ambiti estesi del piano precedente, sostituiti da una ridicola tela a macchia di leopardo che tutela il paesaggio un metro si ed un metro no, facendo venir meno il concetto di paesaggio stesso, il quale è fatto di coni visivi, non di francobolli incastrati tra altri francobolli. Certo, così somiglia meno a quello precedente, approvato solo 11 anni addietro , e quindi costa più caro.Tanto, questo, come il precedente, non sarà rispettato, ma asservito alla maniera che tutti sanno. Le migliaia di ettari di fotovoltaico su suolo agricolo urlano vendetta al cielo, Dio solo sa cosa ho dovuto fare per dimostrare alla stessa regione, madre anche del piano del paesaggio precedente, che stava autorizzando centinaia di ettari di fotovoltaico su aree da essa stessa assoggettate a vincoli drastici. Credetemi, del paesaggio non gliene importa niente a nessuno, dopo le zone 167, le zone PIP, l'ecologia, ecc..., è solo l'ennesimo affare. Ovviamente mi assumo la responsabilità di quello che affermo e sono disponibile a rendere noti i miei riferimenti personali a chiunque avesse bisogno di conoscerli: cara Dottoressa Barbanente, se non c'era il geom. Russo, cioè il sottoscritto, 150 ettari di piana alluvionale ora sarebbero un lago di specchi. Ho dovuto spandere sangue e sudore per convincere i funzionari degli stessi uffici regionali che quei vincoli, di cui ha paternità la stessa Regione, esistessero. Ora mi dica, a cosa le serve un nuovo piano? Vero che quello in vigore non è "conformato" al nuovo Codice per i Beni Ambientali, ma ci voleva mezzo sputo a conformarlo, specie dopo che i comuni virtuosi come il mio ve l'avevano aggiustato, gratis, con il relativo sottopiano. Certo, le parcelle derivanti, sarebbero state ben diverse. Per chi la volesse spiegata meglio, sono a disposizione. Non fate l'errore di prendervela con questa o quella corrente politica assumendo a difensori o detrattori del paesaggio gli uni o gli gli altri. Agli uni e agli altri del paesaggio, come di molte altre cose care ai comuni mortali, non gliene può fregar di meno."

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Piano paesaggistico regionale: il centrodestra pensa alle barricate

"Signor Quarta, il PUTT, un Piano simile approvato tredici anni addietro, il quale, le garantisco, stra-tutelava il paesaggio, non ha salvato il territorio salentino dall'aggressione inaudita dei parchi fotovoltaici, molti dei quali SOLO successivamente, quindi SOLO DOPO CHE AVEVANO DATO, assoggettati a sequestro penale. Mi creda, i Piani, come le Leggi, ci sono a sufficienza. Basterebbe applicarle con professionalità e coscienza. Farne altre significa solo mantenere la relativa industria del PIANIFICIO. Mi creda. Lo dice uno che non vota da trent'anni e che non deve difendere nessuno, e che per il territorio, notoriamente, si è oltremodo speso. Saluti."

6 commenti

Terzapagina. Notte della Taranta, redini in mano ai giovani artisti salentini

"Niente, nonostante puntigliose ricerche non si può sapere quanto costa. Coì come non si riesce a capire quanto costino la miriade di altre manifestazioni del CULTURIFICIO ESTIVO SALENTINO. Eppure non vi è sito dedicato ove non vi sia un regolamento etico. Ma cifre MAI. Sicuro da qualche parte, magari in forma frastagliata, qualcosa di pubblicato ci sarà. Ma il cittadino Comune come farà a trovarlo? Come farà a sapere che una stessa manifestazione ha ricevuto fondi pubblici da Istituzioni diverse? Perché esistono artisti ritenuti meritevoli di essere mantenuti esclusivamente con fondi pubblici? Risposta semplice: perché vanno a votare. Ma vedrete che finirà, in tempi in cui non si può più scherzare con la pelle della gente DEVE FINIRE."

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Piano paesaggistico regionale: il centrodestra pensa alle barricate

"IL PIANIFICIO, OVVERO LA GREPPIA PUBBLICA DELL'URBANISTICA:
In adempimento a quanto disposto dall’art. 5.05 delle N.T.A. del Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio approvato con Delibera di G.R. N.1748 del 15.12.2000 si invia in allegato alla presente la perimetrazione degli ambiti territoriali estesi (titolo II N.T.A.) e degli ambiti territoriali distinti (titolo III N.T.A.).
QUESTO ERA IL TESTO DELLA NOTA CON CUI IL SINDACO DEL COMUNE PER IL QUALE LAVORO INVIAVA NEL 2002 ALLA REGIONE I "PERFEZIONAMENTI" COMUNALI AL PIANO DEL PAESAGGIO APPROVATO NEL 2000.
Quindi a fronte delle numerose imprecisioni contenute nel Piano Regionale del Paesaggio, i Comuni provvidero ad operarne i perfezionamenti. Un Piano che costò un occhio della testa. Pochissimi anni dopo la stessa Regione giudicò il suo stesso Piano talmente inadeguato da doverlo sostituire. Si riparte. Nuovo incarico, nuove tonnellate di carta, nuove parcelle da pagare. Con a disposizione una scienza che può giustificare tutto ed il contrario di tutto come l'Urbanistica, non è difficile giustificare tali azioni. La professione che faccio mi obbliga a seguirne le bizzarrie normative. Tre anni addietro ho dovuto spandere sangue e sudore per impedire che un parco fotovoltaico di 150 ettari, dico centocinquanta ettari, un vero lago di specchi, fosse realizzato in aree assoggettate a vincoli che in sede di conferenza di servizi la stessa Regione, madre dei vincoli, si ostinò a non voler vedere, tanto che alla fine dovette vederli il Tribunale Amministrativo Regionale. Il PUTT approvato nel 2000, con la sua miriade di castronerie, era stato finalmente ottimizzato e funzionava. Da un tentativo agostano di esame del nuovo Piano riemergono rafforzate le castronerie del vecchio prima dei sottopiani comunali che le rimossero. Perché sostituirlo pochissimi anni dopo? E perché i Comuni non sono stati investiti in corso di formazione, si da impedire ed evitare qualcuna delle bestialità messe nero su bianco? La risposta è semplice, forse il paesaggio non ci sta tanto a cuore quanto le parcelle che ne derivano per la sua ... protezione. Non c'è altra spiegazione."

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Terzapagina. Notte della Taranta, redini in mano ai giovani artisti salentini

"Vedi, il problema non è il coraggio, il problema è che si farebbe con pochi soldi. La taranta, che per portare sulle spalle tutti quelli che ci allattano è diventata un'elefanta, insieme alle altre varie costosissime manifestazioni cosiddette culturali, in un momento come questo, stanno veramente costando troppo per il poco che danno. Sono anni ed anni che molti artisti vivono solo di contributi pubblici. Chi decide di fare l'artista deve sapere che ha deciso di poter morire di fame. Molti, diventati poi miti dell'arte, ne sono morti. Se pensi di essere così bravo ti metti dentro un campo sportivo e qualcuno pagherà un biglietto per ascoltarti. Infine, affidare opere come La pizzica di San Vito, quandu te lai la facce la matina, lu rusciu te lu mare a chi sono state affidate poi è da codice penale. Come mettere la mani sul Nabucco o sulla Pietà di Michelangelo. Ma ne parleremo più diffusamente in un contributo che manderò a Lecce Prima."

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Gasdotto Tap, la Regione può opporsi con il Piano paesaggistico

"Per REFOLO:
l'ho scritto da qualche altra parte: questo piano del paesaggio è una enorme bufala. Il perché l'ho spiegato in un altro intervento ma te lo rispiego: AL CONTRARIO del piano vigente (PUTT), il PPTR opera per francobolli, essendo venuto meno il regime di tutela degli AMBITI ESTESI che tenevano di gran conto IL PAESAGGIO e non le singole componenti dello stesso: Questo è il Piano del " prato si, prato no, prato si, prato no, prato si, prato no, prato si, prato no..." e nel prato no via libera. Caro Refolo, hai voglia a far piani se a rispettarli dev'essere solo il cittadino che deve costruire un servizio igienico, mentre di fronte ti montano un bel parco fotovoltaico di cinque ettari, rigorosamente diviso in porzioni da uno, in due mesi. Il piano c'era e molto ma molto più restrittivo del PPTR. bastava conformarlo al Codice Urbani, ma sarebbe costato troppo poco. L'Italia che pianifica non corrisponde con l'Italia che difende il territorio. Stanne certo. te lo dice uno che ha fatto, in trentadue anni di urbanistica, mille e una guerra non contro chi proponeva gli scempi, ma contro certe istituzioni che ciecamente gli permettevano di farlo. Ricorda che, chi sceglie di intervenire sul territorio a certi livelli, le strade le spiana prima. Salvo avere poi la sfortuna di incontrarmi sulla sua strada. Come è accaduto.
Per D : Ha ragione anche lei. Prima di parlare bisognerebbe capire di cosa si parla. personalmente non conosco il progetto di che trattasi né il suo impatto con la costa. Qualcuno di voi ha avuto modo di esaminare il progetto? Di renderci una breve descrizione delle opere previste nel punto di "approdo" del metanodotto?"

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Gasdotto Tap, la Regione può opporsi con il Piano paesaggistico

"Perfettamente in linea col Notaio Galati. Potremmo aggiungere che, già in sede di formazione del PPTR, ove non fosse sufficientemente chiaro, si poteva pensare di disporre, ancor più "esplicitissimamente", contro gli ... attacchi dal mare contro le coste salentine . Ancor più ove, come nel caso in esame, già noti."

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Piano paesaggistico territoriale: acceso dibattito con Barbanente e Perrone

"Sono geometra, 32 anni di settore urbanistica:
Questo piano, rispetto al precedente, le maglie le allarga e non di molto: di MOLTISSIMO.
Spariti gli ambiti estesi del piano precedente, sostituiti da una ridicola tela a macchia di leopardo che tutela il paesaggio un metro si ed un metro no, facendo venir meno il concetto di paesaggio stesso, il quale è fatto di coni visivi, non di francobolli incastrati tra altri francobolli. Certo, così somiglia meno a quello precedente, approvato solo 11 anni addietro , e quindi costa più caro.Tanto, questo, come il precedente, non sarà rispettato, ma asservito alla maniera che tutti sanno. Le migliaia di ettari di fotovoltaico su suolo agricolo urlano vendetta al cielo, Dio solo sa cosa ho dovuto fare per dimostrare alla stessa regione, madre anche del piano del paesaggio precedente, che stava autorizzando centinaia di ettari di fotovoltaico su aree da essa stessa assoggettate a vincoli drastici. Credetemi, del paesaggio non gliene importa niente a nessuno, dopo le zone 167, le zone PIP, l'ecologia, ecc..., è solo l'ennesimo affare. Ovviamente mi assumo la responsabilità di quello che affermo e sono disponibile a rendere noti i miei riferimenti personali a chiunque avesse bisogno di conoscerli: cara Dottoressa Barbanente, se non c'era il geom. Russo, cioè il sottoscritto, 150 ettari di piana alluvionale ora sarebbero un lago di specchi. Ho dovuto spandere sangue e sudore per convincere i funzionari degli stessi uffici regionali che quei vincoli, di cui ha paternità la stessa Regione, esistessero. Ora mi dica, a cosa le serve un nuovo piano? Vero che quello in vigore non è "conformato" al nuovo Codice per i Beni Ambientali, ma ci voleva mezzo sputo a conformarlo, specie dopo che i comuni virtuosi come il mio ve l'avevano aggiustato, gratis, con il relativo sottopiano. Certo, le parcelle derivanti, sarebbero state ben diverse. Per chi la volesse spiegata meglio, sono a disposizione. Non fate l'errore di prendervela con questa o quella corrente politica assumendo a difensori o detrattori del paesaggio gli uni o gli gli altri. Agli uni e agli altri del paesaggio, come di molte altre cose care ai comuni mortali, non gliene può fregar di meno."

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Piano paesaggistico regionale: il centrodestra pensa alle barricate

"Signor Quarta, il PUTT, un Piano simile approvato tredici anni addietro, il quale, le garantisco, stra-tutelava il paesaggio, non ha salvato il territorio salentino dall'aggressione inaudita dei parchi fotovoltaici, molti dei quali SOLO successivamente, quindi SOLO DOPO CHE AVEVANO DATO, assoggettati a sequestro penale. Mi creda, i Piani, come le Leggi, ci sono a sufficienza. Basterebbe applicarle con professionalità e coscienza. Farne altre significa solo mantenere la relativa industria del PIANIFICIO. Mi creda. Lo dice uno che non vota da trent'anni e che non deve difendere nessuno, e che per il territorio, notoriamente, si è oltremodo speso. Saluti."

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Terzapagina. Notte della Taranta, redini in mano ai giovani artisti salentini

"Niente, nonostante puntigliose ricerche non si può sapere quanto costa. Coì come non si riesce a capire quanto costino la miriade di altre manifestazioni del CULTURIFICIO ESTIVO SALENTINO. Eppure non vi è sito dedicato ove non vi sia un regolamento etico. Ma cifre MAI. Sicuro da qualche parte, magari in forma frastagliata, qualcosa di pubblicato ci sarà. Ma il cittadino Comune come farà a trovarlo? Come farà a sapere che una stessa manifestazione ha ricevuto fondi pubblici da Istituzioni diverse? Perché esistono artisti ritenuti meritevoli di essere mantenuti esclusivamente con fondi pubblici? Risposta semplice: perché vanno a votare. Ma vedrete che finirà, in tempi in cui non si può più scherzare con la pelle della gente DEVE FINIRE."

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Piano paesaggistico regionale: il centrodestra pensa alle barricate

"IL PIANIFICIO, OVVERO LA GREPPIA PUBBLICA DELL'URBANISTICA:
In adempimento a quanto disposto dall’art. 5.05 delle N.T.A. del Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio approvato con Delibera di G.R. N.1748 del 15.12.2000 si invia in allegato alla presente la perimetrazione degli ambiti territoriali estesi (titolo II N.T.A.) e degli ambiti territoriali distinti (titolo III N.T.A.).
QUESTO ERA IL TESTO DELLA NOTA CON CUI IL SINDACO DEL COMUNE PER IL QUALE LAVORO INVIAVA NEL 2002 ALLA REGIONE I "PERFEZIONAMENTI" COMUNALI AL PIANO DEL PAESAGGIO APPROVATO NEL 2000.
Quindi a fronte delle numerose imprecisioni contenute nel Piano Regionale del Paesaggio, i Comuni provvidero ad operarne i perfezionamenti. Un Piano che costò un occhio della testa. Pochissimi anni dopo la stessa Regione giudicò il suo stesso Piano talmente inadeguato da doverlo sostituire. Si riparte. Nuovo incarico, nuove tonnellate di carta, nuove parcelle da pagare. Con a disposizione una scienza che può giustificare tutto ed il contrario di tutto come l'Urbanistica, non è difficile giustificare tali azioni. La professione che faccio mi obbliga a seguirne le bizzarrie normative. Tre anni addietro ho dovuto spandere sangue e sudore per impedire che un parco fotovoltaico di 150 ettari, dico centocinquanta ettari, un vero lago di specchi, fosse realizzato in aree assoggettate a vincoli che in sede di conferenza di servizi la stessa Regione, madre dei vincoli, si ostinò a non voler vedere, tanto che alla fine dovette vederli il Tribunale Amministrativo Regionale. Il PUTT approvato nel 2000, con la sua miriade di castronerie, era stato finalmente ottimizzato e funzionava. Da un tentativo agostano di esame del nuovo Piano riemergono rafforzate le castronerie del vecchio prima dei sottopiani comunali che le rimossero. Perché sostituirlo pochissimi anni dopo? E perché i Comuni non sono stati investiti in corso di formazione, si da impedire ed evitare qualcuna delle bestialità messe nero su bianco? La risposta è semplice, forse il paesaggio non ci sta tanto a cuore quanto le parcelle che ne derivano per la sua ... protezione. Non c'è altra spiegazione."

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Terzapagina. Notte della Taranta, redini in mano ai giovani artisti salentini

"Vedi, il problema non è il coraggio, il problema è che si farebbe con pochi soldi. La taranta, che per portare sulle spalle tutti quelli che ci allattano è diventata un'elefanta, insieme alle altre varie costosissime manifestazioni cosiddette culturali, in un momento come questo, stanno veramente costando troppo per il poco che danno. Sono anni ed anni che molti artisti vivono solo di contributi pubblici. Chi decide di fare l'artista deve sapere che ha deciso di poter morire di fame. Molti, diventati poi miti dell'arte, ne sono morti. Se pensi di essere così bravo ti metti dentro un campo sportivo e qualcuno pagherà un biglietto per ascoltarti. Infine, affidare opere come La pizzica di San Vito, quandu te lai la facce la matina, lu rusciu te lu mare a chi sono state affidate poi è da codice penale. Come mettere la mani sul Nabucco o sulla Pietà di Michelangelo. Ma ne parleremo più diffusamente in un contributo che manderò a Lecce Prima."

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