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Roberto

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Iscritto martedì, 25 ottobre 2011

Dismissione della litoranea e piste ciclabili. Dal Comune l’ok al progetto definitivo

"Un progetto troppo vasto...ho la paura che per poter far meglio si faccia peggio... alcuni tratti come la litoranea dei lidi di Gallipoli come l'alveo e le sponde del canale dei Samari dovrebbero essere naturalizzati..ne sonoconvinto...altri tratti di costa dovrebbero essere lasciati alla natura...interventi fatti precedentemente hanno portato ad un ulteriore decadimento ecologico degli habitat e ad una antropizzazione....non abbiamo ancora chiaro il concetto di valorizzazione e tutela del territorio....tutto viene fatto secondo una visione antropica....rammendare o mettere una toppa non tiene e può creare altre lacerazioni....i tecnici del progetto criticheranno questo mio pensiero...ma l ecologia del paesaggio non è un gioco dove si toglie l asfalto e si piantano gli alberi....."

26 commenti

La tutela dei giganti verdi

"Gli alberi Monumentali nel Salento non sono riconducubili a questi 5, ma altri sono presenti nel territorio. Si può prendere visione da una pubblicazione del 2000 Alberi Monumentali del Salento di Gennaio Roberto Desanris Biagio e Piero Medagli. Inoltre per quanto riguarda gli olivi si può consultare la publlicazione " Titani, Olivi Monumentali del Salento" di Roberto Gennaio edizioni Grifo, 2013."

2 commenti

"Cimitero degli olivi" sulla strada tra Vaste e Cocumola: "Fermare lo scempio"

"Credo che si stia perdendo di vista il vero motivo dell'intervento di Legambiente e di coloro che hanno voluto manifestare contro questa pratica della capitozzatura e del taglio in tronco degli olivi, pratica dissacrante per gli alberi che non rispetta minimamente la loro biologia e che deturpa il paeaggio salentino.Ricercatori ed esperti del calibro internazionale come Alex Shigo e Daniele Zanzi e tanti altri, effettuano master, corsi di aggiornamento, conferenze e seminari per divulgare, sensibilizzare, educare ai principi scientifici dell'arboricoltura ! Il problema è che vediamo le cose sempre da un punto di vista economico. Se non produce tagliamo e facciamo legna, se quella pecora o quella mucca non producono latte o progenie, facciamone carne da macello ! Si perde di vista invece il lato ecologico svolto dagli alberi, solo perchè non vediamo, non tocchiamo con mano altri prodotti che ci vengono dati dal sistema albero non ci rendiamo conto del loro vero valore perchè non riusciamo a quantificarlo economicamente. Certo è vero i costi di gestione dell'oliveto sono immensi e il costo dell'olio è basso, ma...avete dimenticato quanti soldi sono stati rubati quando ancora esisteva la cosiddetta "integrazione" gli aiuti comunitari per l'olivicoltura? Si molivano le olive e si dichiarava il "falso" sulla quantità di olio prodotto, poi ci fù l'integrazione sull'infittimento degli oliveti, allora tutto andava bene, e che nessuno abbia da ridire! Ma ci sono proprietari di oliveti che sebbene con sacrificio oggi possono dirsi fieri e soddisfatti perchè sono riusciti a produrre un ottimo olio che viene venduto con propria etichetta a costi di anche 20 euro al litro sia in Italia che all'estero e che hanno vinto premi ovunque per la prelibatezza e la genuinità dell'olio prodotto! E anche loro sono salentini, un orgoglio per tutti noi ! O è più semplice tagliare in tronco gli alberi? Se gli alberi sono malati si curano! Mai i nostri contadini hanno tagliato un albero malato! Loro li curavano, toglievano il legno marcio, la rogna, la lupa, ogni albero era come un loro figlio, veniva curato! Oggi figli di una tecnologia forse troppo avventata ci porta subito a cancellare la storia e il sacrificio dei nostri avi. Se si tratta in queto caso come si dice di " cambio colturale" quale vantaggio economica si potrà avere se non almeno tra una decina d'anni prima che l'albero possa pienamente produrre? E, non si dovranno sempre effettuare tutta una serie di interventi nell'oliveto che il Sig. Perrone Luigi menziona nel suo commento? Beh, allora poveri alberi...."

12 commenti

Lorenzo Ria si candida alla Camera con Bersani nel "Centro democratico"

"Deluso salentino:
condivido con Peppino ! Mi dispiace, ma avrebbbe fatto meglio a non rimettersi in gioco, la sua bandiera è risultata una banderuola, altro che schiena dritta, migliaia di elettori salentini che lo hanno sostenuto sono rimasti delusi per le sue scelte politiche passando da un partito all'altro. Quale coerenza ? Questa è soltanto aggrapparsi alla solita poltrona del politico stantio!"

22 commenti

Cade un ramo dello storico albero. Danneggiata un'auto in sosta

"Si tratta della Phytolacca dioica originaria dell'America del sud, Bolivia, Argentina, Perù.Si tratta di una specie particolarmente longeva la cui età è difficilmente dimostrabile poichè il legno è privo di cerchie annuali. Si coltiva come albero da ombra per la chioma espansa e il fogliame persistente, i fiori sono riuniti in grappoli penduli, e i frutti sono delle bacche carnose di colore brunastro a maturità. Non ha niente a che fare con le querce e con la Quercia Vallonea che invece a Lecce si può ammirare vicino al catasto e all'interno del suo giardino.
Roberto G."

11 commenti

"Guardate questo ulivo: 14 metri di circonferenza..."

"
ciao a tutti e alla redazione scopro il vostro portale proprio oggi complimenti. Ho apprezzato la foto scattata all' olivo di Alliste, ma ce ne sono di altrettanti ragguardevoli che ho già censito come lungo la strada che porta al presepe o di fronte alla chiesa di S Leucio a Felline o nei pressi della chiesetta diruta di S. Potenza a Felline. Sono opere irripetibili del nostro Salento e mi ga piacere sapere che c'è qualcuno che ancora riesce a stupirsi e ad apprezzare la nostra natura."

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Dismissione della litoranea e piste ciclabili. Dal Comune l’ok al progetto definitivo

"Un progetto troppo vasto...ho la paura che per poter far meglio si faccia peggio... alcuni tratti come la litoranea dei lidi di Gallipoli come l'alveo e le sponde del canale dei Samari dovrebbero essere naturalizzati..ne sonoconvinto...altri tratti di costa dovrebbero essere lasciati alla natura...interventi fatti precedentemente hanno portato ad un ulteriore decadimento ecologico degli habitat e ad una antropizzazione....non abbiamo ancora chiaro il concetto di valorizzazione e tutela del territorio....tutto viene fatto secondo una visione antropica....rammendare o mettere una toppa non tiene e può creare altre lacerazioni....i tecnici del progetto criticheranno questo mio pensiero...ma l ecologia del paesaggio non è un gioco dove si toglie l asfalto e si piantano gli alberi....."

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La tutela dei giganti verdi

"Gli alberi Monumentali nel Salento non sono riconducubili a questi 5, ma altri sono presenti nel territorio. Si può prendere visione da una pubblicazione del 2000 Alberi Monumentali del Salento di Gennaio Roberto Desanris Biagio e Piero Medagli. Inoltre per quanto riguarda gli olivi si può consultare la publlicazione " Titani, Olivi Monumentali del Salento" di Roberto Gennaio edizioni Grifo, 2013."

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"Cimitero degli olivi" sulla strada tra Vaste e Cocumola: "Fermare lo scempio"

"Credo che si stia perdendo di vista il vero motivo dell'intervento di Legambiente e di coloro che hanno voluto manifestare contro questa pratica della capitozzatura e del taglio in tronco degli olivi, pratica dissacrante per gli alberi che non rispetta minimamente la loro biologia e che deturpa il paeaggio salentino.Ricercatori ed esperti del calibro internazionale come Alex Shigo e Daniele Zanzi e tanti altri, effettuano master, corsi di aggiornamento, conferenze e seminari per divulgare, sensibilizzare, educare ai principi scientifici dell'arboricoltura ! Il problema è che vediamo le cose sempre da un punto di vista economico. Se non produce tagliamo e facciamo legna, se quella pecora o quella mucca non producono latte o progenie, facciamone carne da macello ! Si perde di vista invece il lato ecologico svolto dagli alberi, solo perchè non vediamo, non tocchiamo con mano altri prodotti che ci vengono dati dal sistema albero non ci rendiamo conto del loro vero valore perchè non riusciamo a quantificarlo economicamente. Certo è vero i costi di gestione dell'oliveto sono immensi e il costo dell'olio è basso, ma...avete dimenticato quanti soldi sono stati rubati quando ancora esisteva la cosiddetta "integrazione" gli aiuti comunitari per l'olivicoltura? Si molivano le olive e si dichiarava il "falso" sulla quantità di olio prodotto, poi ci fù l'integrazione sull'infittimento degli oliveti, allora tutto andava bene, e che nessuno abbia da ridire! Ma ci sono proprietari di oliveti che sebbene con sacrificio oggi possono dirsi fieri e soddisfatti perchè sono riusciti a produrre un ottimo olio che viene venduto con propria etichetta a costi di anche 20 euro al litro sia in Italia che all'estero e che hanno vinto premi ovunque per la prelibatezza e la genuinità dell'olio prodotto! E anche loro sono salentini, un orgoglio per tutti noi ! O è più semplice tagliare in tronco gli alberi? Se gli alberi sono malati si curano! Mai i nostri contadini hanno tagliato un albero malato! Loro li curavano, toglievano il legno marcio, la rogna, la lupa, ogni albero era come un loro figlio, veniva curato! Oggi figli di una tecnologia forse troppo avventata ci porta subito a cancellare la storia e il sacrificio dei nostri avi. Se si tratta in queto caso come si dice di " cambio colturale" quale vantaggio economica si potrà avere se non almeno tra una decina d'anni prima che l'albero possa pienamente produrre? E, non si dovranno sempre effettuare tutta una serie di interventi nell'oliveto che il Sig. Perrone Luigi menziona nel suo commento? Beh, allora poveri alberi...."

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Lorenzo Ria si candida alla Camera con Bersani nel "Centro democratico"

"Deluso salentino:
condivido con Peppino ! Mi dispiace, ma avrebbbe fatto meglio a non rimettersi in gioco, la sua bandiera è risultata una banderuola, altro che schiena dritta, migliaia di elettori salentini che lo hanno sostenuto sono rimasti delusi per le sue scelte politiche passando da un partito all'altro. Quale coerenza ? Questa è soltanto aggrapparsi alla solita poltrona del politico stantio!"

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Cade un ramo dello storico albero. Danneggiata un'auto in sosta

"Si tratta della Phytolacca dioica originaria dell'America del sud, Bolivia, Argentina, Perù.Si tratta di una specie particolarmente longeva la cui età è difficilmente dimostrabile poichè il legno è privo di cerchie annuali. Si coltiva come albero da ombra per la chioma espansa e il fogliame persistente, i fiori sono riuniti in grappoli penduli, e i frutti sono delle bacche carnose di colore brunastro a maturità. Non ha niente a che fare con le querce e con la Quercia Vallonea che invece a Lecce si può ammirare vicino al catasto e all'interno del suo giardino.
Roberto G."

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