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Il mare arretra di 70 metri: il fenomeno delle “secche di marzo” a Porto Cesareo

Eventi naturali e astronomici hanno determinato la singolare situazione legata alla bassa marea

Per gli uomini del mare, pescatori e naviganti, non è proprio un fenomeno inusuale. Per loro si tratta delle classiche ripercussioni sul litorale delle “secche di marzo”. Un fenomeno accentuato di bassa marea che sta interessando ormai da alcuni giorni principalmente la riviera di Porto Cesareo, ma che da diverso tempo non si manifestava in proporzioni così visibili e per certi versi suggestive.

Una concatenazione di eventi naturali (i venti di tramontana che nei giorni scorsi hanno spinto il mare verso l’esterno) e di congiunture astrali (posizione della Terra e distanza e allineamento di Sole e Luna) ha determinato la particolare situazione del litorale cesarino in cui questa volta è stato il mare a cedere il passo alla distesa di sabbia e a determinare lo spiaggiamento anche delle imbarcazioni ormeggiate lungo la riviera di Levante.

Dove i fondali sono già, per conformazione naturale, più bassi il fenomeno delle “secche” di bassa marea sigiziale (come evidenzia il presidente provinciale di Legambiente, Maurizio Manna) sono ovviamente molto più evidenti. Con un arretramento della linea del mare tra i 60 e i 70 metri.

“Il fenomeno verificatosi in questi giorni è la risultante di una serie di fattori, che sommati hanno portato appunto ad un arretramento del mare anche di 60-70 metri” spiega Manuel Mazzoleni di 3bMeteo, “in primis c'è una componente astronomica, dettata dalla posizione della Terra, Sole e Luna che appunto danno origine alla marea astronomica. Guardando l'andamento della marea astronomica e quindi della variazione dell'alta del livello del mare, si evince che proprio in queste giorni si stanno registrando le variazioni maggiori, sia positive (alta Marea) che negative (bassa Marea), con oscillazioni anche di 20-25 centimetri attorno al livello medio del mare”.

“A questo si aggiunge anche una componente meteorologica dettata dalla presenza di sostenuti venti di Tramontana” conclude Mazzoleni, “che, spirando da diversi giorni sui litorali ionici, tendono a spingere il mare verso il largo. Altro fattore è la presenza di un fondale basso che tende a rendere ancora più evidenti gli effetti di vento e bassa marea astronomica. Un evento tuttavia non insolito per la zona, tant'è che i pescatori locali chiamano questi eventi come le secche di marzo”.

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