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Accorpamenti dei giudici di pace, la Camera forense dice "no"

Dopo gli avvocati della Camera forense neretina, anche quelli i Casarano hanno espresso il proprio dissenso sullo schema legislativo che prevede la soppressione dei locali uffici dei giudici di pace. "Ora intervengano i politici"

CASARANO - Sulla proposta di sopprimere tutti gli uffici del giudice di pace, accorpandoli in un'unica sede circondariale a Lecce, è giunta la protesta da parte degli avvocati della Camera forense di Casarano. Tutti d'accordo su un punto: lo schema di decreto legislativo, predisposto negli ultimi tempi dal Governo, è improntato unicamente ad esigenze di risparmio di risorse finanziarie ed umane, ma penalizza il diritto dei cittadini di accedere alla giustizia.

Un cittadino della provincia, dovrà sobbarcarsi i costi di una trasferta a Lecce, anche solo per una sanzione amministrativa, coprendo distanze che potrebbero persino superare i 120 chilometri. "Il nostro territorio non è servito da un sistema di trasporti pubblici efficiente, che consenta ai cittadini, da qualunque  centro abitato della provincia provenienti,di spostarsi agevolmente senza la necessità di ricorrere al mezzo privato", ha dichiarato Giovanni Bellisario, portavoce della Camera forense. "Ma lo schema di decreto legislativo, però, all’articolo 3 prevede gli enti territoriali possano decidere se conservare, o meno, la struttura giudiziaria".

L’Ufficio di giudice di pace di Casarano, che copre sette comuni e annesse frazioni, è anche "vicino di casa" di un altro ufficio , quello di Ugento. Con i suoi cinque comuni di competenza, dimostrerebbe, a detta degli avvocati della camera casaranese,  la necessità di accorpare, piuttosto, l'ufficio di Ugento a quello casaranese. "Una scelta- ha proseguito il presidente Bellisario - che consentirebbe alla popolazione di tutti questi comuni, di usufruire del servizio giustizia senza gravi oneri aggiuntivi e per i comuni interessati di suddividere i costi. Chiediamo, pertanto, alle forze politiche di valutare l’importanza oggettiva che tale iniziativa assumerebbe per le popolazioni interessate".

        

 

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