Notizie da Casarano

Sulla Virtus Casarano la scure del fisco: la finanza contesta evasione milionaria

Le "fiamme gialle" hanno concluso un controllo capillare, sondando documenti contabili ed extracontabili per gli anni d'imposta che vanno dal 2010 al 2012. "Nascosti" al fisco 2 milioni e 200 mila euro di ricavi e 300 mila d'Iva. Altri 2 milioni riguardano l'Irap

Un momento di una vecchia gara del Casarano (foto di Salentosport.it)

CASARANO – Guai per la Virtus Casarano Ssd: alle porte hanno bussato nei mesi scorsi i finanzieri della tenenza locale. E i risultati, ma non certo in termini sportivi, sembra che non siano mancati.

Al termine delle verifiche, i militari casaranesi, dipendenti dalla compagnia di Gallipoli, hanno contestato di aver omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi per gli anni d’imposta 2010, 2011 e 2012. Per chiarezza: si tratta degli anni di gestione che hanno preceduto quella che sta provando a riportare ai fasti di un tempo il calcio al “Capozza”, cioè l'attuale Casarano Calcio Ssd, quarto in classifica nel campionato d’Eccellenza e prossima ai play-off (la rifondazione risale al luglio del 2012).

A tutti gli effetti, secondo i finanzieri, per il fisco si tratterebbe del classico soggetto qualificabile come “evasore totale”.

Le “fiamme gialle” sono andate in pressing esaminando in maniera capillare tutta la documentazione contabile ed extracontabile acquisita presso la sede della società calcistica. E il problema sembra che abbia riguardato soprattutto le attività promozionali.

La riconciliazione di tali documenti, infatti, tutti attestanti prestazioni di sponsorizzazione e pubblicità, eseguite nei confronti di alcune società della zona, e l’incrocio dei risultati delle banche dati in uso al corpo e degli elementi acquisiti presso gli uffici della Siae (ai quali le società sportive sono tenute a comunicare questo tipo di operazioni), hanno consentito di quantificare, per i tre anni in cui non sarebbe stata presentata la dichiarazione annuale, quanto “nascosto” al fisco: 2 milioni e 200 mila euro di ricavi non dichiarati e 300 mila euro di imposta sul valore aggiunto  non versata.

A ciò si aggiungerebbero però anche ulteriori 2 milioni di euro circa, quale base imponibile sulla quale calcolare l’imposta regionale sulle attività produttive (cioè l’Irap). Stilato il corposo verbale, che equivale a qualcosa di più di un cartellino giallo, è stato trasmesso all’Agenzia delle entrate, che dovrà occuparsi del recupero delle somme.

La Virtus, tuttavia, replica alla nota diramata dal comando provinciale, sostenendo, in una sua, la notizia sarenne "completamente destituita di fondamento".

"La contestazione mossa alla Virtus Casarano dalla guardia di finanza di Casarano ammonta complessivamente a 23mila euro", recita la nota. "Importo, tra l’altro, fortemente in discussione tenuto conto del fatto che in sede di verifica forti dubbi si ponevano anche su quest’ultimo dato, fino al verbale finale".

"L’eclatanza che si vuole dare a questa notizia ormai non ci stupisce più", prosegue. "Siamo abituati ad un clamore, per quanto ci riguarda, che non ha motivo d’essere. Il dato di 23mila euro, dubbio, è l’unica e sacrosanta verità. Chi ha un ruolo fondamentale nella lotta all’evasione non può cadere in un errore così eclatante. I veri evasori totali sono da individuare in quelli che veramente si nascondono e non in chi, invece, opera alla luce del sole, così come la Virtus Casarano che le sponsorizzazioni le riceveva quasi esclusivamente dal gruppo Italgest e quindi dallo stesso proprietario". 

Dal canto suo, l'attuale società, la Ssd Casarano calcio, ha tenuto a inviare una precisazione (il disguido iniziale era stato già rettificato, ma riteniamo comunque per correttezza doverosa la pubblicazione della nota, Ndr) specificando di essere "totalmente estranea alla vicenda. Trattandosi di due società completamente diverse - dice la nota -, la Ssd Casarano calcio del presidente Eugenio Filograna non ha nulla a che fare con la Virtus Casarano e con quanto emerso dalla indagini condotte dalla guardia di finanza. Tanto era dovuto per evitare spiacevoli fraintendimenti e per tranquillizzare i tanti tifosi e sportivi allarmati dalla notizia".

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