Mercoledì, 29 Settembre 2021
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Casarano, la mamma "giustiziera" ora torna in libertà

Revocati i domiciliari per la donna condannata a sette anni di carcere per aver ucciso la moglie del presunto molestatore del suo bambino all'epoca di solo 7 anni. Si attende la grazia di Napolitano

CASARANO - La mamma giustiziera è tornata in libertà. Il Tribunale di sorveglianza ha accolto l'istanza dei difensori Luigi Corvaglia e Francesca Conte i quali avevano chiesto la sospensione della pena per la 34enne di Casarano che tre anni or sono uccise la moglie del presunto molestatore di suo figlio, un bambino di soli sette anni. La donna attualmente si trovava in regime di arresti domiciliari e rischiava di finire in carcere dopo che la Corte di cassazione aveva confermato la condanna a sette anni di carcere che le aveva inflitto il gup Nicola Lariccia con rito abbreviato. Gli avvocati avevano sostenuto come la donna non potesse finire dietro le sbarre poiché mamma di prole con meno di tre anni ed in attesa che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le conceda la grazia.

Tutto iniziò quando il piccolo, che era ai primi anni della scuola dell'obbligo, iniziò a frequentare il doposcuola a casa della vittima e di suo marito, Luigi Comapgnone, 81 anni sarto in pensione. Il bambino, dopo un breve periodo, inziò a chiudersi in se stesso, a piangere, a non avere più appetito. Inizialmente i genitori non diedero peso alla cosa, ma poi la madre iniziò a chiedere al figlio il perché di questo suo atteggiamento. Il piccolo, incalzato dalle domande, riferì che in quella casa dove prendeva ripetizioni succedevano brutte cose. Da qui il campanello d'allarme nella mente della donna che, presa dallo sgomento, si è poi recata dell'abitazione di Compagnone per chiedere spiegazioni. Toccò alla maestra aprire la porta, dicendo che il marito non poteva parlare perché non stava bene.

Ma la donna non si fermò e raccontò quanto le era stato riferito da suo figlio, di cosa realmente sarebbe avvenuto in quella casa. Iolanda Provenzano avrebbe negato, ma la mamma non si accontentò delle sue risposte e salì le scale per affrontare personalmente il presunto molestatore. Compagnone, che era coricato nel suo letto, avrebbe confermato le molestie dicendo che al bambino "piaceva". A quelle parole la donna perse completamente i lumi della ragione: afferrò un coltello che aveva in borsa e si scagliò contro il sarto ferendolo all'addome; in suo soccorso arrivò poi la moglie che, frapponendosi fra i due nel tentativo di salvare il marito, venne uccisa da ben 10 coltellate. Per i presunti abusi, l'anziano è stato recentemente condannato a dieci anni di carcere.

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