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Chiude la sezione Lenin in polemica con la segreteria regionale dei comunisti

A Casarano, nei giorni scorsi, a cinque anni dal suo insediamento, la sezione Lenin del Partito comunista Casarano-Matino-Parabita ha chiuso i battenti

Scorcio di Casarano.

CASARANO – A Casarano, nei giorni scorsi, a cinque anni dal suo insediamento, la sezione Lenin del Partito comunista Casarano-Matino-Parabita ha chiuso i battenti. Si è così dimesso il coordinatore, Vladimiro Guida.

La sezione fu inaugurata nel febbraio del 2011. Per l’occasione, presso il sedile comunale di Casarano, furono presenti il segretario nazionale Marco Rizzo e il segretario regionale Tonino Mosaico. Da allora e fino a poco tempo addietro, la sezione ha raggiunto sessantadue iscritti, dando battaglia agli avversari, che hanno sempre definito partiti borghesi e finti comunisti. Nel frattempo sono scomparse le sezioni di Sel, Idv, PdcI e Verdi e il Pd ha passato tempi bui.

“Tremavano i palazzi ogni volta che il Partito comunista si pronunciava – ricorda il dimissionario Guida -, i loro giochi erano più difficili da portare a termine tanto che stavano attenti a non sbagliare. Erano tornati i comunisti”.

Fra le battaglie portate avanti: strisce blu, diritto all’acqua pubblica, richiesta di nuova edilizia popolare, decoro urbano, cancellazione del debito pubblico e, non ultima, quella per occupare direttamente la Regione Puglia a difesa del diritto alla salute non solo a Casarano, ma in tutta la Puglia. Una richiesta che Guida ricorda di aver effettuato per due volte al presidente, ora dimissionario, del comitato a difesa del nosocomio Ferrari. “E poi boicottata artificiosamente – aggiunge - grazie anche all’accordo dello stesso con il M5S e con la compiacenza del segretario regionale del nostro Partito comunista, Tonino Mosaico”.

A Mosaico, Guida, imputa, infatti, di non essersi fatto portavoce delle istanze del territorio; piuttosto che arrivare allo scontro istituzionale con la Regione, di aver cioè “utilizzato il partito per centrare l’obiettivo elettorale nella sua Carovigno senza rappresentare le diverse sezioni che nel frattempo si erano create”.

“Per ben due volte ha utilizzato il partito per i propri obiettivi ostacolando ogni compagno che cercava di proporre e di proporsi, fino ad annullare ogni forma di organizzazione dal basso – accusa Guida -, al fine di mantenere e ricoprire un ruolo calato dall’alto, non deciso da nessuno degli iscritti regionali, perché sempre decimati e bloccati sul nascere”.

“Ma in un Partito comunista – accusa Guida - i personalismi e il carrierismo non esistono”. “Esistono le battaglie, l’organizzazione teorico-pratica sul terreno, tra la gente e con la gente che deve partecipare e imparare a dirigere, perché il Partito Comunista è un partito di lotta, l'avanguardia del proletariato”.

Tirando le somme della sua avventura, Vladimiro Guida ritiene che la sezione Lenin di Casarano sia “risultata la migliore di tutte le sezioni d’Italia, un esempio per il rilancio del Partito comunista in termini di preparazione teorico-pratica, produzione politica, presenza e presidio delle roccaforti borghesi”. “E’ quindi probabile che questo dava fastidio a qualcuno che “occupa” il Partito Comunista come un nostalgico, un sognatore senza capire che il mondo è cambiato in peggio proprio grazie all’immobilismo di pseudo compagni”.

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Insomma, a Casarano si sentono traditi negli ideali, tanto che una al segretario nazionale Marco Rizzo, gli ormai ex aderenti chiedono di commissariare la sezione regionale. "Ma noi non ci saremo comunque: ci riprendiamo le nostre vite", conclude l'ex segretario. 

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