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Munizioni in casa, aggredisce gli agenti durante il blitz: condannato a cinque mesi

La sentenza ieri con rito direttissimo. Luigi Stefano, 48enne di Casarano, avrebbe dato in escandescenza durante il sopralluogo in casa degli agenti di polizia di Taurisano, non calmandosi neanche dopo l'intervento dei figli. Sequestrate oltre 250 carucce. Erano in una cassaforte

CASARANO – Alla vista della polizia ha dato in escandescenza, e alla fine, non solo è finito in arresto per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, ma è stato ulteriormente indagato per detenzione illegale di munizioni e infine condannato a cinque mesi e cinque giorni di reclusione con rito direttissimo.

Si tratta di Luigi Stefano, 48enne di Casarano. Sono stati gli agenti di polizia del commissariato di Taurisano, diretti dal vicequestore aggiunto Salvatore Federico, a far un blitz nella sua abitazione, il 5 settembre scorso. Stando alle informazioni acquisite nei giorni precedenti, l’uomo, peraltro già noto, era sospettato di nascondere in casa un’arma e munizioni.

Da qui la decisione di un sopralluogo, durante il quale gli agenti hanno chiesto all’uomo di consegnare le armi eventualmente detenute, prima di procedere ad una formale perquisizione. Il 48enne avrebbe riferito di detenere soltanto munizioni, tanto da aprire una cassaforte a muro e mostrarle apertamente.

I poliziotti, però, erano intenzionati ad andare fino in fondo e così hanno ripetuto la domanda, e cioè se avesse con sé anche armi. E’ stato a quel punto che Stefano sarebbe montato su tutte le furie, ribadendo di non averne, chiudendo di scatto la cassaforte e riponendo la chiave in tasca. Sempre più alterato, l’uomo avrebbe poi iniziato anche a sfasciare mobili e suppellettili, facendosi scudo con il corpo per impedire ai poliziotti di proseguire nelle ricerche e, fra l’altro, d’impossessarsi della chiave per riaprire la cassaforte.

Neanche l’intervento dei figli, per riportarlo a ragione, sarebbe servito a qualcosa. Tanto che alla fine è stato richiesto persino l’intervento del 118 e dello psichiatra del Cim di Casarano. Tutto inutile, perché Stefano avrebbe replicato di voler rifiutare un ricovero in ospedale. Non riuscendo più a mediare, gli agenti gli hanno riferito che a quel punto sarebbero stati obbligati a condurlo in commissariato. Per tutta risposta, il 48enne avrebbe respinto con forza il tentativo di uno dei figli di farsi consegnare la chiave della cassaforte, aggredendo anche due poliziotti che cercavano di riportare la calma. In seguito medicati, hanno riportato lesioni guaribili rispettivamente in cinque e sette giorni.

Solo quando è stato dichiarato in arresto, l’uomo ha consegnato la chiave. Nella cassaforte c’erano 254 cartucce calibro 38 e quattro da caccia, finite sotto sequestro. Destinato ai domiciliari, su ordine del pm di turno, Massimiliano Carducci, ieri s’è poi svolto il processo con rito direttissimo, dopo il quale è sopraggiunta la condanna.  

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