Casarano

Consiglio comunale su legalità a Casarano: intervengono avvocati e comitato spontaneo

I professionisti del basso Salento chiedono l'istituzione del tribunale, dopo i tagli. I portavoce di "Casarano libera", esortano alla partecipazione in massa

Il municipio di Casarano

CASARANO – Grande attesa per il consiglio comunale di Casarano, previsto per il pomeriggio di mercoledì. Sarà monotematico, sugli argomenti relativi a sicurezza e legalità in cui versa la cittadina. Intanto, però,  fanno sentire la propria voce anche gli avvocati della Camera forense casaranese. Questi ultimi, rappresentati dal presidente Massimo Fasano e dal segretario Mauro Memmi, hanno chiesto, tramite una missiva, l’istituzione di un tribunale nel basso Salento, dopo la chiusura del vecchio presidio di giustizia, dovuto ai tagli previsti nella riforma. Non lo hanno chiesto soltanto al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, né al prefetto di Lecce, Claudio Palomba. Hanno infatti indirizzato la loro richiesta anche al presidente del Tribunale leccese, Francesco Giardino, al sindaco di Casarano, Gianni Stefano, al presidente della Provincia, Antonio Gabellone  e al procuratore della Direzione nazionale antimafia di Roma, Francesco Roberti. Ma non è tutto. Gli avvocati del basso Salento hanno anche chiesto aiuto al procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, al senatore Nico D’Ascola, presidente della commissione Giustizia e, infine, alla presidente della Commissione giustizia della Camera, Donatella Ferranti e al presidente dell’Ordine degli avvocati del capoluogo salentino, Roberta Altavilla.

“I recenti, gravissimi fatti di sangue che hanno interessato Casarano rendono necessaria una pur breve riflessione. La città è stata riportata tragicamente indietro di quasi due decenni, quando il suo territorio e quello dei paesi vicini si doveva confrontare con le guerre intestine alla malavita organizzata.  Esistono presidi la cui presenza determina, se non la soluzione dei problemi sociali, il senso di attenzione constante dello Stato nella società. L’assenza, al contrario, determina un allontanamento pericoloso dello Stato dal territorio e questo contribuisce al diffuso senso di smarrimento e di insicurezza sociale”, scrivono i legali casaranesi. I quali aggiungono poi: “ La disastrosa riforma della  geografia giudiziaria ha comportato anche la chiusura del presidio giudiziario di Casarano, sebbene l’avvocatura locale, attraverso la Camera forense, avesse ripetutamente segnalato il grave pericolo connesso alla chiusura”.  Un’esortazione a partecipare in massa al consiglio comunale arriva dal movimento “Casarano libera”. Il comitato spontaneo auspica, attraverso una nota, che quello di domani possa essere un momento in cui ritrovarsi, vista la recente gestione degli eventi che, a detta dei portavoce, ha “creato una pericolosa frattura di posizioni”.

A Casarano esiste un nucleo di mafia e ciò è confermato sia dall’ultima relazione annuale della Direzione nazionale antimafia che dalle parole di Cataldo Motta che ha esplicitamente parlato di “rottura della pax mafiosa”. La nostra presenza e il nostro impegno è però una delle tante testimonianze che la nostra comunità non è marcia, non lo è mai stata e non lo sarà mai proprio perché molte sono le forze positive che contrastano il malaffare”, le loro parole. L’invito è, appunto, quello di esserci. Partecipare è l’imperativo  “con la dovuta franchezza, terzietà e oggettività, ciò nella consapevolezza che solo conoscendo e identificando il problema lo si possa eradicare, assieme.  Un momento importante sarà la presenza fisica al consiglio comunale monotematico di chi rifiuta senza compromessi ogni forma di commistione della malavita, a livello sociale, economico e politico”.

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