Martedì, 3 Agosto 2021
Casarano

Sugli scaffali del negozio, 500 confezioni di detergenti contraffatti. Scatta il sequestro

Un'enorme quantità di prodotti per l'igiene intima e della casa, confezionati fedelmente, è finita nelle mani dei finanzieri della compagnia di Gallipoli. L'operazione è scattata in un'attività di Collepasso, a seguito di una segnalazione. Lo scorso 15 giugno, nel blitz "Bolle di sapone", le fiamme gialle rinvennero migliaia di flaconi falsi

I prodotti sequestrati dai finanzieri

SURBO – La contraffazione di detergenti e prodotti è una macchia sempre più dura da “lavare”. Un primo maxi sequestro di prodotti falsi, denominato “Bolle di sapone”, era stato infatti eseguito a Surbo, da parte dei finanzieri della  compagnia di Otranto, all’interno di un locale di un’impresa di autotrasporti, dove la merce era in attesa di essere trasferito e immessa sul mercato siciliano. A quell’intervento dei militari, lo scorso 15 giugno, è seguita un'operazione, eseguita a Collepasso.

Oltre 500 confezioni di detersivi fedelmente riprodotti, ma rigorosamente falsi, sono stati sequestrati dai militari della guardia di finanza della compagnia di Gallipoli, presso un negozio del posto. Sugli scaffali dell’esercizio, gli uomini delle fiamme gialle hanno rinvenuto centinaia di noti prodotti come il detersivo per lavatrice “Dash”, le ricariche per sgrassatore universale “Chante Claire” e detergente intimo “Infasil”, tutti contraffatti sia nell’etichettatura, sia nel contenuto. La merce, peraltro, poi sottoposta a sequestro, era dotata di documentazione fiscale fittizia.

I finanzieri, allertati da una segnalazione anonima giunta al numero 117, hanno anche eseguito un’ispezione successiva, all’interno del deposito della stessa azienda, dove era custodita la parte restante dei prodotti. Per distinguere le confezioni originali da quelle contraffatte, i militari della guardia di finanza hanno analizzato i prodotti, confrontando la consistenza del prodotto - più polveroso e meno granuloso rispetto all’originale -, ed esaminando la stampigliatura dei codici identificativi dei prodotti e del prezzo di vendita, al di sotto della media commerciale.

Per l’accaduto, è finito nei guai un 50enne di Collepasso, denunciato alla Procura della Repubblica di Lecce per detenzione e vendita di prodotti contraffatti, e per il reato di ricettazione.

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