Mercoledì, 4 Agosto 2021
Casarano

Sel scrive ai lavoratori Filanto: “L’opinione pubblica vi crede degli assistiti”

Il circolo del partito di Vendola, lodando la manifestazione del 31 ottobre per le vie di Lecce, invita gli operai ad un confronto costante con i cittadini per combattere il pregiudizio che si va creando nell'immaginario comune

I lavoratori della Filanto a Lecce mercoledì 31 ottobre.

 

CASARANO – Il circolo di Sinistra, Ecologia e Libertà di Casarano, scrive una lettera aperta ai lavoratori Filanto dopo la manifestazione di mercoledì scorso per le vie di Lecce quando le maestranze del comparto del tac, insieme ai collaudatori della pista prototipi di Nardò hanno sfilato fino alla prefettura per rinnovare l’urgenza di interventi sulle vertenze che coinvolgono le loro aziende.

Chi sa realmente cosa è accaduto e sta accadendo in merito alla vicenda Filanto è persona fortunata, perché può farsi un’idea di che strada percorrere. Vi è qualcuno che dolosamente tiene all’oscuro centinaia di lavoratori perché fa comodo a tanti (politici compresi).

Diciamocelo chiaramente l’impotenza delle classi dirigenti locali (imprenditoriali, politiche, sindacali, informative) è evidente dinnanzi alle tragedie quotidiane che vivono questi nostri concittadini. Il nostro è un urlo ininterrotto di aiuto, non ci arrenderemo davanti a nessuno e per questo ci facciamo interpreti quotidiani delle ansie di questi nostri amici e compagni di viaggio. Abbiamo perso da tempo l’abecedario della buona politica, l’alfabeto di ciò che dovremmo essere. E’ proprio l’essenza di un partito rappresentare le istanze che vengono dal basso ma anche assumersi determinate responsabilità.

La nostra responsabilità di partito ha assunto in se la rappresentanza delle vostre preoccupazioni. Le notti insonni che voi trascorrete per capire quale sarà il vostro futuro sono le nostre preoccupazioni. Ma c’è, purtroppo, chi se ne frega dei vostri sforzi di racimolare dieci euro per andare a manifestare a Lecce, chi se ne frega se i vostri figli non avranno più futuro, chi se ne frega se per sostenere le mille difficoltà quotidiane dovete negarvi piccole gioie.

Questo territorio è orfano di chi percepisca veramente i vostri affanni, perché il l’idea che la collettività si è fatta della vostra condizione, è che voi vi crogioliate dell’aiuto di stato della cassa integrazione e della mobilità. Per questo dovremmo mobilitarci tutti insieme con dei presidi permanenti per spiegare come questa sia un’idea distorta e raccontare a tutta la cittadinanza le vostre storie.

Al danno di non poter lavorare si aggiunge (a causa di pochissimi) la beffa della visione falsa che la collettività ha di voi. A nostro parere siete orfani di chi porti seriamente avanti la vostra battaglia e facciamo autocritica dicendo che forse neanche noi siamo all’altezza delle vostre necessità. Quello che viviamo e vediamo è che alle vostre spalle si giocano partite molto più grandi di voi. Partite da decine di milioni di euro.

Cari lavoratori non bastano promesse fatue, serve che voi prendiate coscienza della vostra forza e della forza delle vostre famiglie. In barba a tutti i media che vi hanno oscurato (volontariamente o involontariamente) abbiamo visto che la lotta intelligente paga; mercoledì 31, a Lecce, abbiamo visto come le forze dell’ordine, i sindacati, la prefettura si siano dovuti “piegare” alle vostre richieste.

Quello che avete fatto, legare le vertenze Adelchi, Filanto, Romano, Pista di Nardò, è allo stesso tempo rivoluzionario per il nostro territorio, ma un ovvio punto di partenza per la nostra battaglia. Quindi rimbocchiamoci le maniche e per l’ennesima volta lanciamo un appello a tutti e tutte affinché per il prossimo tavolo di discussione che si terrà a Lecce prendiate in mano la forza non violenta delle vostre idee e la facciate diventare soluzione concreta.

Il circolo Sel di Casarano per questo sarà concretamente al vostro fianco a partire dalle semplici cose; organizzando per lunedì 12 novembre un pullman (aperto a tutti coloro che ci stanno) per andare tutti insieme a Lecce e dimostrare che vi è un popolo intero che difende il diritto costituzionale del lavoro.

 

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