Notizie da Casarano

Giornalista già minacciata ritratta in una fossa. Il sindaco rieletto: “Non commento”

E’ stato affisso a Casarano, nella notte, il manifesto 3x6 “satirico”. Oltre ai candidati sconfitti al ballottaggio, anche una vignetta su Marilù Mastrogiovanni

Il manifesto affisso nella notte, a Casarano.

CASARANO – Mentre i sostenitori del sindaco uscente di Casarano festeggiavano la rielezione con oltre il 60 per cento dei voti, qualcun altro stava invece facendo i conti con il lato oscuro di quella vittoria. Nella notte, infatti, una manifesto 3X6, è stato affisso nella cittadina del basso Salento da ignoti. Balloon satirici ma, soprattutto, una giornalista minacciata in più occasioni in passato ritratta sotto terra. Sul maxi foglio sono raffigurati i candidati del centrosinistra che non ce l’hanno fatta al ballottaggio di ieri, tratteggiati in chiave fumettistica e ognuno “dotato” di una propria vignetta. Oltre agli esponenti politici, però, anche la giornalista Marilù Mastrogiovanni, in forte contrasto con la giunta Stefano per via di alcuni articoli relativi ai gravi fatti di cronaca che hanno macchiato di sangue Casarano nell’autunno scorso, rispettivamente con l’omicidio di Potenza e poi con quello tentato, di Spennato.P_20170626_120227_HDR-2

La direttrice della testata locale “Il Tacco d’Italia”, è stata raffigurata sotto una fossa. Una vignetta accompagnata da un testo nel quale la cronista – che ha denunciato gli atteggiamenti mafiosi di alcuni personaggi della sua cittadina – si rivolge all’ex primo cittadino, Venuti, chiedendogli: “Remigio scrivo? Scrivo?”. Come dire: la donna non è dotata di cervello proprio, ma deve chiedere il consenso a un uomo. Zero autodeterminazione, nè libero arbitrio, insomma.

Le scorse settimane, la redattrice è stata destinataria di diverse offese e minacce. Tutto era partito, almeno nell’ultimo “round” di avvenimenti, proprio dall’agguato ad Agostino Potenza, freddato in un parcheggio a colpi di arma da fuoco. Mastrogiovanni tacciò la cittadina di essere mafiosa. L’amministrazione comunale le rispose con alcuni manifesti e poi con una denuncia. Ci fu persino un consiglio comunale monotematico sulla vicenda.

Ma non è tutto. Il livello di tensione (già alto per i successivi episodi di cronaca, poi sfociati in un blitz dei carabinieri a fine maggio) ha continuato a montare soprattutto tra la redattrice e un consigliere della vecchia giunta, Gigi Stefano. Quest’ultimo ha rassegnato le dimissioni, a marzo, dopo una serie di gravi insulti rivolti alla Mastrogiovanni via Facebook, relativi a un reportage nel quale veniva nominato, per via di un’informativa nelle mani della procura. Di quanto accaduto nella notte, intanto, sono stati informati i carabinieri della compagnia locale, i quali comunque tengono sotto osservazione l’abitazione e i luoghi abitualmente frequentati dalla giornalista, vittima di minacce anche in passato. Intanto, il primo cittadino casaranese riconfermato contattato telefonicamente, non ha inteso rilasciare alcuna dichiarazione, né commento.

"Si è superato ogni limite con l'affissione di un manifesto satirico che però nulla ha a che fare con le finalità e lo stile  della satira, perché diffonde, e nemmeno celatamente, messaggi preoccupanti", commenta il senatore Dario Stefàno. "Il momento del voto dovrebbe rappresentare la massima espressione della libertà, della democrazia, della civiltà. Non può  trasformarsi in occasione per lanciare messaggi di morte. La politica non può e non deve lasciarsi coinvolgere o restare indifferente".

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"Tutto ciò - continua Stefàno - accade a pochi giorni di distanza dalla presentazione della relazione annuale sulle infiltrazioni mafiose a cura della Direzione Nazionale Antimafia con cui si certifica la presenza e la recrudescenza dell'attività criminale in Puglia. Un fatto che ci obbliga a non abbassare la guardia". "Esprimo - conclude Stefàno- piena solidarietà alla giornalista Marilù Mastrogiovanni, e alla sua famiglia, bersagli ancora una volta di atti vili".
 

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