Casarano

Lavori al "Capozza": il Comune non poteva revocare la garanzia alla Virtus

Lo stadio di Casarano è stato adeguato e migliorato grazie ad interventi che per un terzo sono stati pagati dal patron Paride De Masi e per il resto finanziati tramite mutuo. Ma l'ente, in cattive acque, si tirò indietro annullando la fidejussione

10 settembre 2012: il pubblico di Casarano saluto la nazionale Under 21 di calcio.

CASARANO – Il Comune di Casarano, che attualmente è commissariato dopo la dichiarazione di dissesto dell’ottobre scorso, non era legittimato a far venire meno la garanzia del mutuo contratto dalla Ssd Virtus Casarano, del patroni Paride di Masi, presso l’Istituto di credito sportivo per la ristrutturazione dello stadio comunale “Capozza”.

E’ stata resa nota oggi la sentenza con la quale la Seconda sezione del Tar di Lecce ha accolto il ricorso del sodalizio rossoblu - argomentato dall'avvocato Saverio Sticchi Damiani nell'udienza del 18 dicembre scorso - nei confronti della delibera di consiglio del giugno del 2013 che annullava la fidejussione concessa. Per i giudici, infatti, l’amministrazione non ha adeguatamente bilanciato l’interesse pubblico derivante dalla revoca della garanzia, meramente finanziario, con quello altrettanto generale che consiste nei benefici per la comunità dopo le opere di adeguamento che hanno reso possibile anche lo svolgimento di manifestazioni di interesse nazionale.

I lavori sono costati oltre 2 milioni di euro, di cui un terzo sborsato direttamente dalla famiglia De Masi, mentre il resto è stato finanziato con l’ente sportivo. In particolare sono stati portati a termine il rifacimento della tribuna laterale, la sistemazione dei settori Curva Nord, Tribuna Centrale e dei servizi annessi a quest’ultima (sala stampa, magazzini), la sostituzione della recinzione in ferro della tribuna centrale e laterale, la predisposizione presso tutte le tribune di posti a sedere, la risistemazione del manto erboso, la demolizione della Curva Sud e risistemazione della stessa con progetto speculare a quello della Curva Nord e infine la realizzazione di gruppi di servizi al di sotto della Tribuna.

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